Ruggero Piccoli ha scritto: in data 07/07/2009 8.58:
La casella di posta è un bene aziendale, non personale del dipendente.
Per cui a mio avviso si, anche se non sono un legale ;-)

Buona giornata
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Il garante e non solo lui si sono già espressi in modo chiaro sulla faccenda.
La casella è strumento aziendale!.
Vi è pero uno stato di eccezione causato dal fatto che sino a ieri la confusione regnava sovrana e che spesso i dipendenti hanno approfittato del'uso della casella per scopi personali, ciò haportato ad avere dentro la casella sia documenti personali che aziendali. Certo se l'azienda avesse attivato in modo corretto la 196 oggi questa domanda sarebbe inutile, ma tant'è.

La soluzione comunque nasce dal fatto che il dipendente ha smesso il rapporto per cui è impossibile che oggi vi sia sulla casella materiale personale e se esiste è solo per volontà del dipendete il quale aveva sicuramente i mezzi per eliminare tali documenti. Per cui la casella è di fatto tornata , semmai fosse stata in passato considerata un bene diviso, ad essere proprietà esclusiva dell'azienda la quale può farne ciò che vuole .

Diligenza vorrebbe che al ricevimento di una missiva personale l'azienda avvisasse il mittente del fatto che tale indirizzo non è più assegnato al soggetto supposto.

Per il futuro emettete un documento chiaro ai dipendenti in cui sottolineate le regole di gestione delle caselle, documento necessario ai fini della 196.

rino

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