Claudio Telmon ha scritto: in data 07/11/2011 10:38: > On 11/06/2011 06:10 PM, rino lo turco wrote: > >> Un'origine della abitudine all'identificazione è legata ai pagamenti via >> assegno dove era abitudine prima prendere nota degli estremi, poi >> fotocopiare il documento. > Il giro di "assegni fasulli" è sempre stato alto. A me è successo di > subire diversi anni fa (prima della 675) il furto di un libretto di > assegni. Successivamente, qualcuno ha usato uno di quegli assegni con > una carta di identità falsa per frodare un negozio. Sono stato convocato > (non ricordo dove, credo in banca) per vedere la fotocopia del documento > di identità falso, perché anche se le generalità erano false la foto era > presumibilmente autentica. In quel caso non solo non ho riconosciuto la > foto, ma in effetti la qualità era tale che la foto era quasi > irriconoscibile, ma adesso si fanno fotocopie quasi difficili da > distinguere dall'originale. Questo per dire che in alcuni casi, la > fotocopia del documento può non essere un trattamento "eccessivo" > rispetto alle finalità, perché prendere gli estremi o controllare con il > pos non è di nessun aiuto come strumento di indagine/prova in caso di > frode, mancando la foto. Si tratta chiaramente di un contesto a rischio > particolarmente elevato, tanto che non è infrequente che esercenti > rifiutino del tutto di accettare assegni, e non se ne può fare una > regola generale. abbi pazienza ma quale è la finalità perseguita? 1- vendere , non serve identificazione a meno che non si tratti di materiale speciale ( esplosivi, veleni, prodotti chimici , armi) e in questi casi serve anche un'autorizzazione. 2- obblighi fiscali, non servono documenti 3- proteggersi da un falso titolo, esistono sistemi telematici che coprono il rischio, il pos se autorizza va bene, la centrale rischi assegni lo stesso . Non vedo alcuna giustificazione . In ogni caso un dato per una determinata finalità o è necessario o non lo è , non esiste una via di mezzo, che sia ben chiaro , non esiste la possibilità ad uso futuro o probabile. Il trattamento è eccessivo quando tratta dati che non servono e la definizioen di eccessivo è una definizione secca e non quantitativa o con tolleranze. Questa generica tolleranza è ignobile , offende la ratio e sopratutto il diritto fondamentale tutelato dalla norma; offende l'uomo!. Il rifiuto del titolo da parte degli esercenti è anche giustificato dai tempi e dai costi di gestione. In ogni caso se interviene una centrale rischi , e sono anni che lo fanno, il rischio è della centrale non dell'esercente. diciamo che è un problema di costi di liquidità, un assegno ci metti anche 15 giorni ad averlo in cassa, il denaro telematico è molto più immediato.
>> Per altre informazioni iniziali il regolamento TULPS art >> 288/289/290/291/292/293/294 ma anche art 17 che espressamente parla di >> esibizione e in solo caso di obbligo imposto dalla lagge per acquisti di >> particolari pateriali o servizi. >> >> In altri termini è chi chiede l'identificazione che deve dimostrarne le >> legittime motivazioni. > Certo, ma nei riferimenti non ho trovato nessun riferimento esplicito ad > un divieto di fotocopia, me lo sono perso io? leggiti a cosa serve il documento: è uno strumento di polizia. questo esclude il resto!. rino ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
