Il 30 dicembre 2011 00:28, Marco X <[email protected]> ha scritto:
>> No, ma si spera che una sicurezza aziendale ben precisa imponga un
>> livello minimo di sicurezza su tutti i portatili dei "dipendenti".
>> Ovviamente questo non ? possibile farlo sui portatili dei consulenti.
>> Questo ? il punto. Altrimenti si fa come in ambienti pi? seri: non si
>> ammettono portatili di esterni, e al massimo ti porti una chiavetta
>> che viene scansionata da personale interno. Poi ti installi quello che
>> ti serve su PC aziendali!
>>
>>
> Ecco, il concetto di "oggetto esterno non controllabile" riporta tutto
> nell'ottica corretta: anche molti portatili aziendali vengono portati a
> casa e svolgono funzioni che possiamo definire "promiscue". Poi per? questi
> stessi portatili tornano felici e contenti nella rete aziendale. Quindi, il
> concetto non ? "consulenti vs dipendenti" ma semplicemente "gestione del
> rischio aziendale (anche minima) vs nessuna gestione".
> Non conosco i retroscena della vicenda kataweb.it, ma serebbe interessante
> sapere qual'? stato il reale vettore.

Certo, quello che dici è più che corretto. Ovviamente nella mia idea i
portatili dei "dipendenti" non escono dal confine di sicurezza,
altrimenti sono in territorio nemico e diventano equivalenti ai
portatili dei "consulenti". E' anche vero che se lavori in una
struttura in pianta stabile e la struttura ti mette a disposizione un
desktop (e non un portatile) probabilmente non sarai "tentato" di
portartelo a casa!

Insomma, il portatile, secondo me, induce all'attraversamento del
confine di sicurezza, sia da parte degli interni che degli esterni.
Quindi o lo vieti, oppure devi gestire il flusso in entrata e
controllarli ogni volta che entrano.

Di solito li vietano e basta...
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