Il 08 gennaio 2012 15:53, Giuseppe "Gippa" Paterno' <[email protected]> ha scritto:
> Dal mio punto di vista, se questo ci complica la vita un po', IMHO non > e' tanto male.... sopratutto se lo vediamo in un'ottica piu' ampia dove > possiamo usufruire dei nostri servizi anche in datacenter esterni alla > nostra azienda. Pensate a chi si apre ad altri mercati che magari si > trova ad Hong Kong e in orari non di lavoro (almeno nel nostro fuso > orario) deve accedere ai dati del magazzino e degli sconti, per vedere > se il cliente puo' essere accontentato. L'esempio che fai tu forse rientra tra le problematiche di questo tipo che sono "semplici" da affrontare. Ma in generale l'uso indiscriminato di dispositivi informatici personali in azienda genera una serie di inconvenienti ai quali, secondo me, oggi non c'è soluzione se non abbassando il livello di sicurezza ed esponendosi a potenziali violazioni di normative. Forse una via di uscita potrà venire dalla virtualizzazione ma non con questa generazione di sistemi. Pensate per esempio alla confusione tra dati privati e aziendali gestiti sui dispositivi personali (es. dispositivo rubato, si esegue cancellazione remota, quindi vengono cancellati anche i file privati? Con che diritto?), oppure alla licenze dei software.. -- Ciao, P. ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
