Se è un Foia, non c'è bisogno di un interesse specifico, lo può presentare chiunque (quindi, niente limite siggettivo) L'unico limite oggettivo che mi viene in mente le università potrebbero opporre, sarebbero i profili di segreto industriali o know how connessi ai contratti di fornitura.
BP Inviato da Outlook per Android<https://aka.ms/AAb9ysg> ________________________________ From: nexa <[email protected]> on behalf of Stefano Quintarelli via nexa <[email protected]> Sent: Wednesday, February 5, 2025 5:37:08 PM To: Enrico Nardelli <[email protected]>; Giuseppe Attardi <[email protected]>; [email protected] <[email protected]> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social per acquisire i dati dall'universita' va fatto un FOIA da qualcuno che ha interesse a sapere (ad esempio chi paga le rette ? questo lo sa un avvocato) On 05/02/25 15:03, Enrico Nardelli wrote: > Mi permetto di suggerire di una linea di attacco. > > 1) Raccogliere informazioni precise sull'entità dei costi di queste > licenze annuali alle big tech, per quante più università possibili, con > l'aiuto di chi in lista riesce ad accedere a questi dati. > 2) Ottenere i costi sostenuti dal Politecnico di Torino per gli stessi > servizi. > 3) Assumendo che 2) dimostri la convenienza economica fare > un'interrogazione parlamentare > 4) Non mi aspetto gran che da 3) ma forse la magistratura contabile > potrebbe trovare interessanti le nostre osservazioni > > Sarebbe utile se si riuscisse a fare lo stesso anche per il settore > della scuola. Potrebbe essere più difficile, ma ci sarà pure qualche > scuola che usa software libero per le sue infrastrutture, per poter fare > un confronto. > > Ciao, Enrico > > Il 24/01/2025 16:00, Giuseppe Attardi ha scritto: >> Proprio così. >> >> Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per >> analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla >> Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social >> cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia >> neutrale o la neutralità ci rende complici). >> >> Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le >> università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per >> anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud >> pubblico federato basato tutto su sw Open Source. >> Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti >> universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è >> sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li >> danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso >> licenziare i sistemisti. >> >> Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è >> venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for >> Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta. >> L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a >> entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università. >> Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere >> servizi digitali comuni gestiti in proprio. >> >> Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un >> padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci >> la nostra libertà. >> >> — Beppe >> >>> On 24 Jan 2025, at 15:26, [email protected] wrote: >>> >>> From: Guido Vetere <[email protected]> >>> To: abregni <[email protected]> >>> Cc: Antonio <[email protected]>,[email protected] >>> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, >>> riformiamo i social >>> Message-ID: >>> <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-behf0du3...@mail.gmail.com> >>> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8" >>> >>> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono : >>> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare) >>> - Moderazione e factchecking (ha già fallito) >>> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti >>> (giuridicamente assurda) >>> >>> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a >>> elaborare? >>> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro >>> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate. >>> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati >>> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti, >>> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee. >>> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni. >>> >>> G. >>> >>> >>> >>> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <[email protected]> wrote: >>>> >>>> Ciao. >>>> >>>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del >>>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata, >>>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia: >>>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf >>>> >>>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea: >>>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella >>>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere >>>> della Sera; >>>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito >>>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un >>>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di >>>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio >>>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe >>>> finita così, ...la democrazia). >>>> >>>> >>>> >>>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto: >>>>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare >>>>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie. >>>>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il >>>>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone >>>>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi >>>>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel >>>>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno >>>>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di >>>>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute >>>>> mentale e delle nostre democrazie". >>>>> >>>>> A. >>>>> >>>>> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i- >>>>> tecno-miliardari-vogliono-rovesciare-la-democrazia-riformiamo-i- >>>>> social-97dbc212-0601-40b0-8396-ac01a5f633b7.html >>>>> >>>>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4 >>> >> > -- > > -- EN > > https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html > ====================================================== > Prof. Enrico Nardelli > Past President di "Informatics Europe" > Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI > Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" > Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma > home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli > blog: https://link-and-think.blogspot.it/ > tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 > mobile: +39 335 590.2331 e-mail: [email protected] > online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont > ====================================================== > > > -- -- You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
