quale criterio scientifico ha usato anthropic per individuare i livelli di "theoretical AI coverage" nel grafico che hai allegato ?

ciao, s.

On 19/07/26 22:47, GC F via nexa wrote:
tra l'altro questo studio recente può essere utile a chiarire e confermare quel che sostengo sopra:

Maxim Massenkoff and Peter McCrory, 'Labor Market Impacts of AI: A New Measure and Early Evidence <https://www.anthropic.com/research/labor- market-impacts>' (Anthropic, March 2026);

Matthew Heimer, 'Anthropic's Research Shows That AI Can Already Do a Huge Portion of Many Jobs' (/Fortune/, 7 April 2026) <https:// fortune.com/2026/04/07/anthropic-peter-mccrory-ai-automation-white- collar-jobs-claude-recession <https://fortune.com/2026/04/07/anthropic- peter-mccrory-ai-automation-white-collar-jobs-claude-recession>>.
image.png
Giancarlo

On Sun, 19 Jul 2026 at 21:39, GC F <[email protected] <mailto:[email protected]>> wrote:

    Caro Enrico,

    Secondo me tu "usi" pochissimo l'IA generativa (so che saresti
    certamente in grado di svilupparla tu stesso, viste le tue
    competenze). Mi sbaglio? Hai mai provato a far scrivere una lettera
    di diffida a un modello avanzato, ad esempio per morosità? O un atto
    di intimazione di sfratto per morosità con contestuale citazione per
    la convalida? Un contratto? La "realtà" è che lo scriverà meglio di
    9 avvocati su 10. Hai mai provato a far fare un rendering con
    dettagliato piano dei lavori, materiali e costi per lavori di
    ristrutturazione? La "realtà" è che lo farà meglio della maggior
    parte dei geometri o interior designer. Poi il geometra lo coinvolgo
    ancora perché il muratore con cui lavoro non lo posso far
    interfacciare con l'IA. Se avessi il tempo di seguire i lavori
    direttamente però non lo coinvolgerei più, almeno in tutti i casi in
    cui non ho preoccupazioni strutturali.

    Aneddoto fresco: al terzo rinvio (8 giugno, 22 giugno e 2 luglio) di
    una udienza per morosità che si protrae già da 12 mesi, il mio
    avvocato (poco incentivato ad occuparsi della questione con la
    diligenza necessaria poiché è un servizio accessorio a una
    assicurazione affitti) mi conferma che si deve rifare tutto e
    rinnovare le notifiche con udienza ora fissata al 15 settembre! Il
    legale si rende conto solo il 9 luglio, scrivendo alle poste, che
    gli avvisi di ricevimento della Raccomandata Giudiziale non ci sono
    mai stati/non si trovano più (non sia sa di chi sia la colpa,
    l'avvocato mi risponde a monosillabi e con reticenza quando chiedo
    delucidazioni via email - le richieste di delucidazioni dettagliate
    e competenti le scrive Chat GPT). Avrebbe dovuto verificare lo stato
    di quelle ricevute ben prima della prima udienza dell'8 giugno,
    invece non l'ha mai fatto fino ad una settimana successiva alla
    terza udienza rinviata. Nel frattempo, Chat GPT, a partire dal 9
    giugno, ha redatto tre comunicazioni che io ho inviato al mio legale
    in cui identificava esattamente quale fosse il problema e chiedeva
    al legale di effettuare quelle verifiche presso UNEP che poi sono
    state fatte, proprio Chat GPT ripeteva di seguire i suoi
    suggerimenti per evitare ritardi ulteriori nel caso fosse necessario
    un rinnovo della notifica anche alla luce del fatto che i termini si
    sarebbero poi interrotti durante l'estate. Esattamente quello che
    poi è successo.

    Forse siamo stati esposti a due versioni diverse di umanità nella
    nostra vita. La mia (statisticamente approssimativa e poco
    diligente) viene surclassata dall'IA già in un largo numero di
    attività concrete.

    Giancarlo

    On Sun, 19 Jul 2026 at 15:39, Enrico Nardelli via nexa <nexa@server-
    nexa.polito.it <mailto:[email protected]>> wrote:

        __

        Grazie Giancarlo della tua lunga e argomentata risposta.

        Io metto l'enfasi, nella citazione di Hinton, sul pezzo «/if you
        work as a radiologist, you're like the coyote that's already
        over the edge of the cliff but hasn't yet looked down, so
        doesn't know there's no ground underneath him. People should
        stop training radiologists now./»

        e ritengo che su questo i dati sui radiologi ancora in attività
        e in formazione diano - a 10 anni di distanza - completamente
        torto a Hinton.

        Tu trascuri questa parte e sottolinei «/It's just completely
        obvious that within five years deep learning is going to do
        better than radiologists.»/  che però considera un contesto di
        benchmarking astratto e non di medicina concreta. È come quando
        si dice che i chatbot superano gli esami di avvocato con
        percentuali migliori di tutti gli aspiranti umani o vincono le
        olimpiadi internazionali di matematica. Peccato che poi la
        realtà concreta degli avvocati che praticano e dei matematici
        professionisti sveli appunto la differenza che esiste tra il
        benchmark e la competenza nella vita reale.

        Comunque, mi pare che a questo punto siamo nel dibattito di
        opinioni che non ci porterà da nessuna parte.

        Sono però d'accordo con te che «La conclusione scientificamente
        sostenibile è dunque che l’IA non dovrebbe oggi sostituire
        autonomamente l’intero giudizio clinico.», che anzi io
        riformulerei sostituendo "umano" a "clinico", visto che secondo
        me si applica a qualunque settore.

        Il resto è poco rilevante.

        Ciao, Enrico



        Io mi sono soffermato

        Il 18/07/2026 20:21, GC F ha scritto:
        Caro Enrico,

        Continuiamo un poco per vis polemica.

        La dichiarazione di Hinton l'ho vista fin dalla mia prima
        risposta e, francamente, usare quella dichiarazione del 2016
        per squalificare l'impianto euristico del pensiero di Hinton
        mi è sembrato pretestuoso, anche nel caso in cui HInton avesse
        detto un'assurdità.

        Invece, ripeto, l'affermazione di Hinton non ha nulla di
        assurdo, ma rappresenta più o meno lo stato dell'arte dei
        modelli del luglio 2026. Come ho già detto sopra, fornite ai
        modelli radiografie e verificate i risultati. Non è
        aneddotica. Sono fatti. Si tratta di verificare le capacità di
        una tecnologia che esiste. Modelli domestici, non
        supervisionati, non integrati in workflow complessi, non
        sbagliano mai (o quasi); quindi, io concludo, la tecnologia è
        (quasi?, lo sarà tra 3 anni? è rilevante?) in grado di
        sostituire i radiologi nelle attività di routine—che poi di
        fatto non succeda per una serie di ragioni varie è altra cosa,
        che non intacca quel che Hinton diceva. Ci sono interi
        ospedali in Cina che lo confermano, o lo confermeranno
        pienamente nei prossimi 5 anni. Quando più performante
        dovrebbe essere la tecnologia oggi per avvalorare la
        previsione di Hinton del 2016?

        Tra l'altro, proprio perché sono i fatti a dover parlare,
        occorre chiarire quale fatto stiamo verificando. La citazione
        integrale conferma, non smentisce, il punto che ho sostenuto.
        Hinton predisse che entro cinque anni—forse dieci, come
        precisò immediatamente—il deep learning avrebbe fatto meglio
        dei radiologi nell’analisi delle immagini. Non disse che entro
        quella data sarebbe scomparsa la professione, né che una
        macchina avrebbe sostituito integralmente il giudizio clinico
        umano. Se per "azzeccata" intendessimoche ogni sistema avrebbe
        superato ogni radiologo, in qualsiasi branca e contesto,
        naturalmente sarebbe una formulazione insostenibile. Io l’ho
        usata nel senso, già esplicitato, che la previsione
        tecnologica relativa all’automazione del lavoro routinario di
        analisi delle immagini si è rivelata sostanzialmente corretta
        e, formulata nel 2016, sorprendentemente lungimirante. Che il
        consiglio di smettere tout court di formare radiologi fosse
        provocatorio e troppo assoluto è un’altra questione: ho
        parlato della sostenibilità del ragionamento sull’allocazione
        delle risorse formative, non propostodi chiudere oggi le
        scuole di radiologia.

        Penso che molta della tensione che traspare dalle nostre
        posizioni si riduca a quel "(fortunatamente)" che tu usi in
        conclusione. Altri potrebbero invece dire "(sfortunatamente)"
        e ritenere che strumenti efficaci nella sostituzione del
        giudizio umano siano auspicabili. L'aneddotica ancora una
        volta può servire a confermare quelle posizioni. Poiché, visto
        lo stato dell'arte del "giudizio umano" al luglio 2026, la sua
        sostituibilità, si potrebbe argomentare, non è altro che
        auspicabile. Questa è un'iperbole. Riflette però un dibattito
        possibile, che non possiamo avere, perlomeno in questa sede,
        perché si ridurrebbe a posizioni inconciliabili e polarizzate.

        Giancarlo

        PS Circa le fonti citate, oltre al fatto che tutti gli studi
        analizzano tecnologia già obsoleta, documentare alcuni errori
        della macchina non dimostra quindi che essa svolga peggio una
        determinata mansione: "meglio dei radiologi" (o "come i
        radiologi" o "tale da poterli sostituire anche alla luce delle
        economie di scala") non significa "infallibile"—e i medici
        umani sono tutt'altro che infallibili e nella maggior parte
        dei casi, sia per attitudine personale che per carichi di
        lavoro, assolutamente privi delle qualità di empatia che
        dovrebbero essere prodromiche all'ammissione alla professione
        medica.

        Lo studio di Rao e altri <https://jamanetwork.com/journals/
        jamanetworkopen/fullarticle/2847679>, per esempio, valuta 21
        modelli generalisti su appena 29 vignette pubbliche,
        disabilitando reasoning avanzato, ricerca, RAG e strumenti
        esterni. Gli autori precisano espressamente che lo studio non
        è progettato per confrontare i modelli con i medici e misura
        prestazioni di base, non quelle massime ottenibili. Trova una
        debolezza nella diagnosi differenziale, ma prestazioni molto
        migliori nella diagnosi finale, un’accuratezza complessiva
        dell’81–90 per cento, miglioramenti generalmente progressivi
        fra successive generazioni e, per diversi modelli, risultati
        migliori sugli item contenenti immagini che su quelli soltanto
        testuali. La sua conclusione è che questi sistemi non sono
        ancora affidabili per decisioni cliniche integrali e non
        supervisionate, mentre sono già utilizzabili per mansioni
        circoscritte, a bassa incertezza e supervisionate. È
        esattamente la distinzione che ho sostenuto.

        Ramaswamy e altri <https://www.nature.com/articles/
        s41591-026-04297-7> testano invece il chatbot consumer ChatGPT
        Health, basato su GPT-5-mini, su 60 vignette di triage: niente
        radiografie e nessun confronto con radiologi. I due preprint
        sulla formulazione delle domande sono ancora più distanti. Yun
        e altri <https://arxiv.org/abs/2604.05051> studiano domande
        sull’efficacia di trattamenti basate su abstract di trial
        clinici; il framing riduce l’accordo medio dal 76,2 al 72 per
        cento, non dimostra genericamente che i modelli «sbagliano
        molto», e la valutazione automatica non è stata
        sistematicamente validata da esperti umani. Bazoge e altri
        <https://arxiv.org/abs/2605.19173> confrontano vignette
        testuali in inglese e francese: il più recente o3 non mostra
        alcun effetto linguistico complessivo e ottiene il punteggio
        massimo mediano nella diagnosi finale in entrambe le lingue.
        Questi lavori individuano problemi di interfaccia e
        standardizzazione degli input, importanti soprattutto nell’uso
        consumer, non limiti intrinseci dell’analisi radiologica.

        L’articolo di MIT News riassume uno studio sulle alterazioni
        linguistiche dei messaggi dei pazienti. Gli articoli di The
        Verge <https://www.theverge.com/health/718049/google-med-
        gemini-basilar-ganglia-paper-typo-hallucination> e del
        Guardian <https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/02/
        google-ai-overviews-risk-harm-misleading-health-information>
        non sono studi scientifici: presentano, rispettivamente, un
        singolo errore terminologico e alcuni controlli giornalistici
        delle sintesi prodotte da Google Search, senza campione,
        denominatore o confronto con medici. Sono esempi seri di
        fallibilità, ma restano aneddotica — esattamente il criterio
        che Stefano invoca nei miei confronti.

        Infine, lo studio di Budzyń e altri <https://
        pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40816301/> semmai rafforza il punto
        tecnologico. Suggerisce che, dopo l’esposizione all’IA, gli
        endoscopisti possano perdere efficacia quando tornano a
        operare senza assistenza. È però uno studio osservazionale su
        19 endoscopisti di quattro centri polacchi, vulnerabile a
        confondimento residuo e privo persino dei dati sui tempi di
        osservazione. Soprattutto, parte dal dato che l’IA migliora la
        rilevazione: una meta-analisi di 44 trial randomizzati e
        36.201 procedure <https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39531400/>
        rileva un tasso di individuazione degli adenomi del 44,7 per
        cento con IA contro il 36,7 per cento senza. Se il deskilling
        fosse confermato, sarebbe precisamente un effetto del
        trasferimento alla macchina di una funzione percettiva
        routinaria. Solleverebbe un problema di formazione e
        governance — quello che anch’io evidenzio — non dimostrerebbe
        l’inesistenza della capacità tecnica.

        La conclusione scientificamente sostenibile è dunque che l’IA
        non dovrebbe oggi sostituire autonomamente l’intero giudizio
        clinico. Non è la conclusione, del tutto diversa, che
        l’analisi routinaria delle immagini non sia già largamente
        automatizzabile. La prima proposizione qualifica le modalità
        d’impiego; non confuta né la seconda né la lungimiranza
        tecnologica di Hinton.


        On Sat, 18 Jul 2026 at 12:32, Enrico Nardelli via nexa
        <[email protected] <mailto:nexa@server-
        nexa.polito.it>> wrote:

            Caro Giancarlo

            l'aneddotica è una cosa, la realtà e la ricerca
            scientifica sono un'altra cosa.

            Ognuno ha diritto alle sue opinioni, ci mancherebbe altro,
            ma questo è quello che ha detto esattamente Hinton
            nell'ottobre 2016:

            «/I think if you work as a radiologist, you're like the
            coyote that's already over the edge of the cliff but
            hasn't yet looked down, so doesn't know there's no ground
            underneath him. People should stop training radiologists
            now. It's just completely obvious that within five years
            deep learning is going to do better than radiologists. It
            might be 10 years, but we've got plenty of radiologists
            already/.»

            Il video è qua https://www.youtube.com/watch?v=2HMPRXstSvQ
            <https://www.youtube.com/watch?v=2HMPRXstSvQ>

            La citazione delle sue parole nello European Medical
            Journal è qua https://www.emjreviews.com/radiology/
            article/artificial-intelligence-in-radiology-an-exciting-
            future-but-ethically-complex-j140121/ <https://
            www.emjreviews.com/radiology/article/artificial-
            intelligence-in-radiology-an-exciting-future-but-
            ethically-complex-j140121/>

            Quindi, perdonami, ma scrivere «/a mio parere
            l'affermazione di Hinton del 2016 è stata azzeccata/» io
            lo ritengo "lievemente impreciso". Poi non torno più sulla
            faccenda perché su queste cose le opinioni, anche la mia,
            lasciano il tempo che trovano. Sono i fatti a dover parlare.

            Stefano Quintarelli ha ricordato gli svariati modi in cui
            l'output di un chatbot viene modificato da ciò che viene
            detto o non detto e come lo viene detto, e fornito
            riferimenti a lavori scientifici in cui il tema viene
            analizzato e discusso anche in riferimento alle diagnosi
            mediche, e sono completamente d'accordo con lui che la
            tecnologia valutata isolatamente dal contesto in cui si
            utilizza possa dar luogo a risultati scorretti.

            Dopo di che nessuno nega che si tratta di una tecnologia
            potente che può essere utile in mano ad un esperto, sia
            Stefano che io che molti altri lo ripetiamo da anni.

            Ma che conduca alla sostituzione del giudizio umano, beh,
            qui siamo ancora (fortunatamente) molto lontani.

            Ciao, Enrico


            Il 16/07/2026 17:34, GC F ha scritto:
            Caro Enrico,

            Premettiamo che la radiografia non è la chirurgia
            vascolare, quindi il riferimento di Hinton è sensato. Con
            "breve periodo", in tutta onestà, intendo tra oggi e
            domani. Quindi, a mio parere l'affermazione di Hinton del
            2016 è stata azzeccata (con tutti i caveat del caso e con
            quel che dicevo nella mia risposta precedente). Perchè mi
            sono formato questa convizione? L'aneddotica mi supporta.
            Personalmente negli ultimi due anni ho fornito decine e
            decine - forse centinaia - di referti medici
            all'intelligenza artificiale da valutare - ho due
            genitori molto anziani, con patologie gravi. Diagnosi e
            prognosi fornite dalla macchina - che ad ogni iterazione
            trimestrale migliora enormemente - sono sempre state
            perfette. Spesso più complete e chiare di quelle dei
            medici umani che poi hanno valutato gli stessi referti
            (spesso con lo stesso livello di empatia della macchina).
            In Cina, ci sono già interi ospedali aumentati
            dall'intelligenza artificiale. Ci sono stato; non è
            fantascienza. E siamo solo agli inizi, agli albori di una
            rivoluzione in campo medico senza precedenti. Quindi
            ripeto, la previsione di Hinton del 2016, ulteriormente
            qualificata in relazione all'attività routinaria,
            riflette esattamente lo stato dell'arte del 2026, a mio
            parere.

            Giancarlo

            On Thu, 16 Jul 2026 at 10:02, Enrico Nardelli via nexa
            <[email protected] <mailto:nexa@server-
            nexa.polito.it>> wrote:

                Il 16/07/2026 00:00, GC F via nexa ha scritto:
                (4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i
                radiologi nel breve mi pare così ovvio che non credo
                sia necessario scomodare Hinton. In termini di
                allocazioni delle risorse (formative), quindi il
                ragionamento di Hinton è sostenibile. E' invece
                questione diversa se produca più o meno esternalità
                positive per la società mantenere monopoli
                professionali in capo a soggetti umani. Io credo che
                convenga continuare a mantenere questi monopoli,
                quindi le professioni abilitate dovrebbero
                continuare ad essere prerogativa esclusiva di agenti
                umani, aumentati dalle competenze conoscitive e
                computazionali della macchina.

                Scusami, potresti definire cosa intendi con "breve
                periodo", visto che l'affermazione di Hinton risale
                ormai a 10 anni fa (2016)?

                E anche definire cosa vuol dire "sostituire" visto
                che un po' di anni dopo quell'affermazione lo stesso
                Hinton ha cominciato a chiarire che in realtà non
                voleva dire sostituire completamente ma solo per la
                parte routinaria di analisi delle immagini, e che la
                sua era più una provocazione che un vera previsione,
                etc. etc.

                Grazie, Enrico


--
                -- EN

                https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-
                informatica/9788896069516.html <https://
                www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-
                informatica/9788896069516.html>
                ===================================================
                Prof. Enrico Nardelli
                Past President di "Informatics Europe"
                Vicedirettore del Laboratorio Nazionale "Informatica
                e Scuola" del CINI
                Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor
                Vergata"
                Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
                home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
                <https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli>
                blog: https://link-and-think.blogspot.it/ <https://
                link-and-think.blogspot.it/>
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            Prof. Enrico Nardelli
            Past President di "Informatics Europe"
            Vicedirettore del Laboratorio Nazionale "Informatica e
            Scuola" del CINI
            Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
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