Marco,
la tua risposta mi spinge a considerare quello che considero il cuore del
problema.
Non vorrei con questa mia risultare troppo critico, ma il mio cerca di
essere l'approccio di uno che ha letto Pirsig � ne ha tratto delle
conclusioni.

> 1) Il valore, o qualit�, � la realt� empirica primaria
> 3) Una cosa che non ha valore non esiste.

Supposto che ogni cosa possa esistere solo se ha valore, allora mi si
presentano subito due interrogativi:

1) Il valore esiste di per s� stesso o c'� qualcuno che lo prova, lo sente?
E chi � questo qualcuno? Se il valore esiste invece di per s� stesso allora
coincide con l'Essere? Ma in questo caso � valore che attribuisce valore?

2) Da cosa sono composte le cose, solo da valore? In tal caso non sono esse
stesse esclusivamente valore? Ovvero solo il valore esiste e nient'altro.
Ma se esiste dell'altro, esso allora prescinde dal valore. E in tal caso
cosa �? Ma questo altro non potrebbe esistere se ogni cosa per esistere deve
avere valore.

A questo punto vedrei coincidere l'Essere con il valore. Ma il secondo
termine mi sembra improprio perch� indica un attributo di un qualcos'altro
che non viene per� definito (il termine "qualit�" mi sembra poi ancora meno
significativo di "valore")

> 2) Tale realt� � un evento. Le cose derivano da quell'evento.

Condivido con Andrea i dubbi su cosa significhi per te evento

> 4) Esistono due fondamentali modalit� attraverso cui la realt� si esprime:
> Dinamica e statica.
> 5) Analizzare primariamente la realt� secondo aspetti Dinamici ed aspetti
> statici � il modo pi� *vero* (ovvero coerentemente logico, in accordo con
> l'esperienza e semplice da spiegare)

A mio avviso non esistono realt� statiche. Nessuna cosa � mai statica. Tutto
� dinamico: Senza il tempo nulla esisterebbe: il mondo paralizzato
all'istante x non pu� esistere (ogni cosa esiste solo perch� diviene).
Anche su questo punto, il divenire, non mi pare che Pirsig abbia detto
molto.
Il suo discorso mi sembra focalizzato sull'analisi dell'evoluzione sociale,
ma non affronta il divenire nella sua pi� ampia espressione. Il divenire �
la pi� grande delle evidenze, come affrontarlo senza cadere nel nichilismo?
In Pirsig non mi pare vi siano delle risposte.

Anche questo modo di distinguere in statico e in dinamico deriva, a mio
avviso, da un'interpretazione del mondo sotto la luce del sociale.

> 6) L'universo � un ordine morale

Un ordine di che cosa? Una cosa che ha valore? Ma cosa � questa cosa? Il
valore, la morale, non stanno in piedi senza "altro" su cui basarsi.

Come nel nostro precedente confronto Bene - Verit�.
La Verit� � oltre il Bene ed il Male. Perch� la Verit� � e.... basta.

> Sono queste cose sufficienti per costruire una metafisica? Forse s�, forse
no.
> Ma vorrei sapere a questo punto da te cosa manca QUI perch� questo possa
essere
> definito una base per una metafisica.

Direi a questo punto che manca molto e, oltre a quanto ho prima detto,
mancano temi come:

* Chi sono io?
* Dio esiste?
* Lo scopo della vita qual'�?
* L'Essere � immutabile?
* Come fronteggiare il nichilismo?

> Attenzione. La distinzione fra intelletto e biologia non basta. Odora di
quel
> dualismo mente/corpo, che QUI non basta pi�. L'inserimento del livello
sociale �
> la vera novit�. La filosofia di Pirsig descrive l'intelletto come una
serie di
> configurazioni statiche di valore che sorgono in ambito sociale.
>
> La societ� ha creato l'individuo, dotando via via i componenti di una
certa
> autonomia, perch� questo � ci� che ha sempre permesso alle strutture
sociali
> di diventare pi� forti. Dalla divisione del lavoro, alla specializzazione,
alla
> coscienza di s�.

Su questo punto sono completamente in disaccordo: la societ� � una delle
caratteristiche con cui gli individui vivono, la societ� non crea gli
individui. La societ� � uno dei prodotti dell'uomo nella sua evoluzione.
Molti animali meno sviluppati non necessitano di societ� per sopravvivere.
Contrariamente ad Andrea ritengo inaccettabile che la "coscienza di s�" sia
un prodotto della societ�, ma semmai pu� essere il contrario.
A mio avviso � proprio la coscienza che pi� si avvicina ad essere la realt�:
� la coscienza che attribuisce valore, che lo crea. Il mondo ha valore solo
a causa della coscienza.
Questo aspetto del sociale � predominante in Pirsig, e mi pare sia uno dei
freni principali che non gli permettono di prendere veramente il volo con il
suo pensiero.

> Il livello intellettuale NON � il pensiero. Il livello intellettuale NON �
la
> mente. Il livello intellettuale NON sono le emozioni. Pensiero, mente ed
> emozioni sono funzioni biologiche che fanno da supporto alle
configurazioni
> sovrastanti. Se non si accetta questo, non si pu� risovere il dualismo
> mente/materia.

Qui mi perdo, il livello intellettuale con queste NON definizioni mi sembra
molto simile all'Assoluto (cio� indefinibile).
Il dualismo mente/materia pu� essere superato, a mio avviso, cercando di
distinguere quello che "io sono" da ci� che mi circonda: verificando di non
essere il mio corpo e neppure i miei pensieri sarei gi� sulla buona strada.

Ho la sensazione di ritrovarmi particolarmente distante dalle vostre
posizioni e inizio ad avere qualche perplessit� sull'eccessivo disturbo che
i miei interventi potrebbero arrecarvi.

Cari saluti

Roberto




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