Andrea, Roberto
In questo messaggio (un po' lungo) provo a rispondere alla domanda "Cosa significa
dire che la Qualita' e' un evento?", che � comune ad entrambi i vostri messaggi. Certo
la risposta � mia, e si basa sulla mia interpretazione di Pirsig. Come sempre, ricordo
che non va presa come una interpretazione "ufficiale" di Pirsig, che non esiste.
In parte mi allargher� anche ad altri aspetti *successivi* alla semplice *ZAMMiana*
visione della Qualit� come evento. Al bel messaggio di Roberto dedicher� un messaggio
a parte.
Marco:
> 2) Tale realt� � un evento. Le cose derivano da quell'evento.
Andrea:
> Vedo QUI e altrove che questo concetto della qualita' come
> evento sembra centrale nella tua visione. Potresti
> spiegarmelo? Cosa significa dire che la Qualita' e' un
> evento?
1) Dove � la Qualit�?
Non ho ZAMM sotto mano, ma che la Qualit� � un evento � il punto di partenza della
filosofia di Pirsig. Cosa significa.... Dunque. In ZAMM, *La Domanda* �: "Cosa � la
Qualit�?". La risposta che si vuole trovare non � "Quali cose sono meglio di altre?"
ma proprio cosa sia la Qualit� in s�, indipendentemente dagli oggetti cui siamo soliti
ascriverla.
Per prima cosa, si dimostra che un mondo cui si tolga la Qualit� non potrebbe
funzionare normalmente, dunque la Q non � una illusione (appendere al muro la Gioconda
o lasciare la parete bianca non farebbe differenza). A quel punto resta da capire
dove si trovi tale Q, poich� per certi versi sembrerebbe oggettiva (La Q della
Gioconda � nella Gioconda) , per altri sembrerebbe soggettiva (ci sar� sempre qualcuno
cui la Gioconda non piace, e magari preferir� appendere al muro un poster delle Spice
Girls...)
E' a questo punto che Pirsig "prende il toro per le corna" e decide di rifiutare la
alternativa soggetto/oggetto affermando che la Q non si trova n� nel soggetto n�
nell'oggetto. E propone di vedere la Q come *evento* che accade al punto di contatto
fra soggetto ed oggetto. In questa prima fase, la Q pu� ancora essere vista come
entit� terza.
Un esempio di Evento Qualit� pu� essere l'evento artistico/creativo che (attenzione!)
infonde o modifica la realt� sia nell'oggetto/opera che nel soggetto/artista: Leonardo
da Vinci non � pi� lo stesso dopo aver dipinto la Gioconda.
Ma c'� anche il pi� semplice evento di percezione della realt�. La percezione della
realt� (sia essa la Gioconda o una stufa rovente) precede la consapevolezza/esistenza
dell'Io e dell'oggetto. Infatti l'Io cambia a seguito dell'evento di percezione: di
fronte a qualunque percezione, si operano delle scelte di Qualit� (*Quale* scelta ha
pi� valore?); pi� o meno consapevoli o volontarie ma sempre dettate, come ampiamente
spiegato in Lila, da "filtri statici". Ed � in funzione di queste scelte che noi
cambiamo. Anche scegliere di non scegliere � una scelta, e, di fronte a questo evento,
noi non saremo pi� gli stessi. Nello stesso modo, anche l'oggetto cambia. Il valore
della Gioconda dipende anche dal numero di visitatori che si soffermano davanti a lei
al Louvre. D'altro canto, l'aver visitato o meno la Gioconda cambia il "ci� che io
sono".
In poche parole, la realt� � determinata da eventi qualit� (che non ridurrei soltanto
alla "scelta", che sa un po' troppo di evento volontario) che aggiungono di volta in
volta un "QUID" nelle cose che partecipano all'evento. La *fonte* del
cambiamento/evoluzione � sempre un evento durante il quale soggetto ed oggetto non
sono separati, e a seguito del quale entrambi non saranno pi� come prima.
2) Dalla trinit� al monismo
Il passo successivo, (quello che nel racconto di ZAMM determina il crollo mentale di
Fedro) � riportare questa strana trinit� ad un monismo. Il che introduce la MOQ che
sar� espressa in Lila.
Secondo Pirsig, *solo* una serie infinita di Eventi Qualit� determinano ci� che
esiste. Prima c'� l'evento, poi le *cose*. Quel che avviene, quel che si crea, quel
che si �, *accade* perch� lo si ritiene la cosa giusta. Perch� � *buono*. Dunque la
Qualit� diviene la *fonte* da cui scaturisce la vera *sostanza* di tutto ci� che
esiste.
Se vogliamo capire cosa sia New York, non serve analizzarne la sostanza materiale
(ammesso che esista). Mattoni, uomini, strade, ponti, Central Park, la Statua della
Libert�, la maglietta con un cuore rosso fra le lettere I e NY.... No. La vera Realt�
fondamentale di New York � il motivo per cui � stata creata e per cui la si tiene in
vita e la si fa evolvere. La materia � un puro supporto per New York, tanto quanto la
carta � il supporto di un romanzo.
Nel momento in cui io "soggetto" percepisco, analizzo, parlo di New York, sono
necessariamente (nel mio piccolo) parte di New York. E New York � parte di me.
Soggetto ed oggetto, come di norma sono pensati, sono quindi in qualche modo illusori.
Non sono la realt� immediata. Anzi, non sono *mai* la realt�. Di qui la follia di
Fedro.
3) La Metafisica della Qualit�
A questo punto siamo pronti per la Metafisica della Qualit� espressa in Lila. Da un
lato abbiamo una Qualit� *fonte*, che ci si rivela come *serie di eventi* (ma che pi�
correttamente dovremmo immaginare come *flusso* continuo o, paradossalmente, come
"evento infinito", in quanto la natura discontinua degli eventi � una nostra
semplificazione). Dall'altro abbiamo una Qualit� *sostanza* (ci� che resta
dell'evento). E' certamente una divisione arbitraria di quel monismo, ma ci permette
di *capire*; meglio di qualunque altra analisi (divisione) della natura.
Dire che c'� solo la Qualit�, e che io sono illusione, � un modo troppo mistico (per
Pirsig, e ancora di pi� per me) di procedere. Non � sbagliato, ma non dice nulla. Ma
identificare, nella Realt� *una*, due principi fondamentali, l'uno Dinamico (la fonte
della realt�; il motivo per cui si evolve) e l'altro statico (ci� che permette
l'esistenza, e che spesso si oppone al cambiamento) permette una analisi razionale
delle cose del mondo, lasciando spazio, allo stesso tempo, per una realt� mistica ed
inconoscibile (quella dinamica).
Ecco che ad esempio in quest'ottica l'Io diviene una configurazione statica di valori
intellettuali. Un qualcosa di utile creato a livello intellettuale per determinati
scopi, ma con un campo di applicazione determinato. Il problema dell'illusione �
superato. Fedro � ritornato (in parte) fra i *sani di mente*.
Mi fermo QUI. Come detto, presto le altre mie risposte al bel messaggio di Roberto.
Ciao a tutti, e grazie per l'attenzione
Marco
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