Roberto,
Per prima cosa, parto dal fondo. Hai concluso il tuo messaggio con:
> Ho la sensazione di ritrovarmi particolarmente distante
> dalle vostre posizioni e inizio ad avere qualche
> perplessit� sull'eccessivo disturbo che i miei
> interventi potrebbero arrecarvi.
Nessun disturbo, anzi! Se c'� una cosa che un moQUIsta deve apprezzare � il Brujo che
ti costringe a rivedere le tue posizioni. A meno che la cosa non disturbi te, stai
certo che ogni tuo commento o critica sono benvenuti. So che a volte tendo ad essere
poco diplomatico, quando sono "in discussione", e mi scuso per eventuali durezze.
M:
> 1) Il valore, o qualit�, � la realt� empirica primaria
> 3) Una cosa che non ha valore non esiste.
R:
Supposto che ogni cosa possa esistere solo se ha valore, allora mi si
presentano subito due interrogativi:
1) Il valore esiste di per s� stesso o c'� qualcuno che lo prova, lo sente?
E chi � questo qualcuno? Se il valore esiste invece di per s� stesso allora
coincide con l'Essere?
M:
Nel mio precedente messaggio ho identificato il Valore come la fonte di tutto ci� che
esiste. Se lo vuoi chiamare Essere, non ho nulla in contrario. Soltanto, usare la
parola Valore, o Qualit�, o Bene rende il tutto un po' pi� comprensibile rispetto a
chiamarlo Tao, Essere, Manito, o persino Dio. Tutto quello che esiste, esiste perch�
in un qualche modo � stato un bene che esistesse. Anche gli errori e le tragedie sono
stati commessi perch� si credeva in un qualche valore.
R:
Ma in questo caso � valore che attribuisce valore?
M:
Il valore non si attribuisce. Il valore �, ed evolve attingendo alla inesauribile
fonte della Q.Dinamica. Noi (che siamo un mix configurazioni statiche di valore che
nel tempo si sono *stratificate* l'una sull'altra), come tutte le cose, percepiamo
la Q.Dinamica come *la libert� di perseguire ci� che � meglio*.
R:
2) Da cosa sono composte le cose, solo da valore? In tal caso non sono esse
stesse esclusivamente valore? Ovvero solo il valore esiste e nient'altro.
Ma se esiste dell'altro, esso allora prescinde dal valore. E in tal caso
cosa �? Ma questo altro non potrebbe esistere se ogni cosa per esistere deve
avere valore.
A questo punto vedrei coincidere l'Essere con il valore. Ma il secondo
termine mi sembra improprio perch� indica un attributo di un qualcos'altro
che non viene per� definito (il termine "qualit�" mi sembra poi ancora meno
significativo di "valore")
M:
Come detto, il Valore e l'Essere possono tranquillamente coincidere. Lo scoglio pi�
grosso da superare � quello di vedere il Valore o la Qualit� come attributi di
qualcosa. Se sono attributo di qualcosa, perch� non esistono strumenti in grado di
rilevarli? Perch� non c'� accordo su ci� che ha pi� Valore? La Qualit� � soggettiva o
oggettiva? Di qui non si esce se non riconsiderando tutto come ho provato a spiegare
nel messaggio precedente. Perseguire ci� che � bene significa cercare la perfezione e
avvicinarci all'Essere/Tao etc etc etc
R:
> 2) Tale realt� � un evento. Le cose derivano da quell'evento.
Condivido con Andrea i dubbi su cosa significhi per te evento
M:
Spero di avervi chiarito le idee (o forse ho fatto pi� confusione???)
M:
> 4) Esistono due fondamentali modalit� attraverso cui la realt� si esprime:
> Dinamica e statica.
> 5) Analizzare primariamente la realt� secondo aspetti Dinamici ed aspetti
> statici � il modo pi� *vero* (ovvero coerentemente logico, in accordo con
> l'esperienza e semplice da spiegare)
R:
A mio avviso non esistono realt� statiche. Nessuna cosa � mai statica. Tutto
� dinamico:
M:
Credo che qui siamo d'accordo. Per� dobbiamo chiarirci su cosa significa essere
Dinamici. Perch� le molecole del bicchiere che ho in mano non schizzano da tutte le
parti? "Configurazione statica" significa stabile, non fissa ed immutabile. Soggetta a
cambiamenti, oltre una certa soglia di stabilit�. Tutto � dinamico e statico allo
stesso tempo. In ogni cosa esistono due nature: quella che tende alla evoluzione
dinamica verso una migliore situazione, e quella che tende a conservare lo status quo.
Nulla � TOTALMENTE dinamico o TOTALMENTE statico.
R:
Senza il tempo nulla esisterebbe: il mondo paralizzato
all'istante x non pu� esistere (ogni cosa esiste solo perch� diviene).
Anche su questo punto, il divenire, non mi pare che Pirsig abbia detto
molto.
Il suo discorso mi sembra focalizzato sull'analisi dell'evoluzione sociale,
ma non affronta il divenire nella sua pi� ampia espressione. Il divenire �
la pi� grande delle evidenze, come affrontarlo senza cadere nel nichilismo?
In Pirsig non mi pare vi siano delle risposte.
Anche questo modo di distinguere in statico e in dinamico deriva, a mio
avviso, da un'interpretazione del mondo sotto la luce del sociale.
M:
Credevo che tutto Lila fosse sul divenire. La relazione fra realt� statica e dinamica
� la relazione fra permanere e divenire.. *ad ogni livello di esistenza*, non
soltanto sul piano sociale. Soprattutto, mi sembra che Pirsig dia un *perch�* al
divenire, all'evoluzione: Perch� � meglio!
Non so quali risposte stai cercando (aiutami!) ma non credo di essere un
nichilista..... per cui forse possiamo riparlarne.
Quanto al tempo... la mia personale interpretazione � che il tempo come tempo
"costante" sia una configurazione intellettuale. Siamo noi che creiamo dei congegni
che misurano un processo entropico e decidiamo che questo � il tempo. In realt�, la
mia convinzione � che esiste solo un eterno presente che cambia (non in modo costante
ovunque, come la scienza ha dimostrato), e "tempo" � il termine con cui noi indichiamo
quel cambiamento. Su questo le posizioni fra i Pirsigiani non sono molto univoche, ma
in generale � assolutamente accettato che "il divenire �" (per usare una tua
espressione), ad ogni livello.
M:
> 6) L'universo � un ordine morale
R:
Un ordine di che cosa? Una cosa che ha valore? Ma cosa � questa cosa? Il
valore, la morale, non stanno in piedi senza "altro" su cui basarsi.
Come nel nostro precedente confronto Bene - Verit�.
La Verit� � oltre il Bene ed il Male. Perch� la Verit� � e.... basta.
M:
E' questo, ribadisco, il punto di maggiore distanza. Il Valore non � un attributo
delle cose. Le cose sono manifestazioni del Valore. Lila ha Qualit�? No, � la Qualit�
che ha Lila.
M:
> Sono queste cose sufficienti per costruire una metafisica? Forse s�, forse
no.
> Ma vorrei sapere a questo punto da te cosa manca QUI perch� questo possa
essere
> definito una base per una metafisica.
R:
Direi a questo punto che manca molto e, oltre a quanto ho prima detto,
mancano temi come:
M:
(mi permetto rapide risposte, su cui potremo tornare una alla volta)
R:
* Chi sono io?
M:
Un mix di configurazioni statiche di valore Inorganico, Biologico, Sociale ed
Intellettuale che evolve verso la Qualit� Dinamica.
R:
* Dio esiste?
M:
Se si sospendono tutte le implicazioni teologiche e religiose del caso, Dio � un altro
modo di chiamare la Qualit� (come Essere/Tao/Manito/etc etc etc )
R:
* Lo scopo della vita qual'�?
M:
Migliorare, perfezionarsi, evolvere verso la Qualit� Dinamica
R:
* L'Essere � immutabile?
M:
La Qualit� o Realt� � UNA. Il modo in cui si manifesta � molteplice.
R:
* Come fronteggiare il nichilismo?
M:
Sinceramente, non ho mai sentito la centralit� di questo problema. Credo di non essere
nichilista (e che Pirsig non lo sia). Ho sempre pensato che il nichilismo fosse
l'atteggiamento di chi ha perso fiducia nei Valori....
M:
> Attenzione. La distinzione fra intelletto e biologia non basta. Odora di
quel
> dualismo mente/corpo, che QUI non basta pi�. L'inserimento del livello
sociale �
> la vera novit�. La filosofia di Pirsig descrive l'intelletto come una
serie di
> configurazioni statiche di valore che sorgono in ambito sociale.
>
> La societ� ha creato l'individuo, dotando via via i componenti di una
certa
> autonomia, perch� questo � ci� che ha sempre permesso alle strutture
sociali
> di diventare pi� forti. Dalla divisione del lavoro, alla specializzazione,
alla
> coscienza di s�.
R:
Su questo punto sono completamente in disaccordo: la societ� � una delle
caratteristiche con cui gli individui vivono, la societ� non crea gli
individui. La societ� � uno dei prodotti dell'uomo nella sua evoluzione.
Molti animali meno sviluppati non necessitano di societ� per sopravvivere.
Contrariamente ad Andrea ritengo inaccettabile che la "coscienza di s�" sia
un prodotto della societ�, ma semmai pu� essere il contrario.
M:
Il metodo di Pirsig � chiedersi: "Cosa viene prima?". Viene prima la societ� o
l'individuo (cosciente di esserlo)? Direi che strutture sociali molto semplici sono
presenti nel regno animale fin dai livelli evolutivi pi� bassi. Solo animali molto
evoluti possono vivere (per periodi pi� o meno lunghi) lontani dalla propria struttura
sociale. Soltanto in animali piuttosto complessi abbiamo una certa differenziazione
dei compiti (il capobranco); e soltanto nell'uomo e, forse, in qualche altro ominide,
abbiamo una vera divisione dei compiti decisa in base alle caratteristiche
individuali. Da un punto di vista evolutivo, mi sembra che l'idea della possibilit�
di capacit� individuali venga *dopo* l'idea (chiamiamola cos�) che vivere insieme sia
conveniente.
Se leggi il mitico "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" di Leopardi,
troverai che l'idea che l'individuo che si pone domande filosofiche (chi sono io? cosa
� il mondo che ci circonda?) sia nato portando avanti un compito sociale in autonomia
e solitudine non � cos� balzana. Non pi� balzana dell'idea che un bel giorno persone
ragionevoli e ben coscienti di esserlo abbiano deciso che era meglio vivere insieme.
R:
A mio avviso � proprio la coscienza che pi� si avvicina ad essere la realt�:
� la coscienza che attribuisce valore, che lo crea. Il mondo ha valore solo
a causa della coscienza.
Questo aspetto del sociale � predominante in Pirsig, e mi pare sia uno dei
freni principali che non gli permettono di prendere veramente il volo con il
suo pensiero.
M:
Attribuire valore alla realt� attraveso la coscienza.... Ma quando ti siedi sulla
proverbiale stufa rovente, hai bisogno di coscienza per capire che scendere � meglio
(cio�, ha pi� valore) che restare l�?
M:
> Il livello intellettuale NON � il pensiero. Il livello intellettuale NON �
la
> mente. Il livello intellettuale NON sono le emozioni. Pensiero, mente ed
> emozioni sono funzioni biologiche che fanno da supporto alle
configurazioni
> sovrastanti. Se non si accetta questo, non si pu� risovere il dualismo
> mente/materia.
R:
Qui mi perdo, il livello intellettuale con queste NON definizioni mi sembra
molto simile all'Assoluto (cio� indefinibile).
Il dualismo mente/materia pu� essere superato, a mio avviso, cercando di
distinguere quello che "io sono" da ci� che mi circonda: verificando di non
essere il mio corpo e neppure i miei pensieri sarei gi� sulla buona strada.
M:
Allora provo a dirti cosa � (a mio avviso, in ordine sparso) il livello intellettuale.
Autocoscienza. Diritti umani. Scienza. Conoscenza. Arte. Democrazia. Filosofia....
..... Rinnovo le mie scuse per l'eventuale durezza. Spero che la nostra distanza possa
portare ad una reciproca comprensione, e chiss�, ad una posizione comune e pi�
inclusiva delle nostre differenti posizioni.
Un caro saluto
Marco
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