Gianluca Turconi ha scritto:
fabrizio venerandi wrote:
[...]
benissimo l'open source che mi permette di avere su mac un pacchetto
che altrimenti non esisterebbe neppure, ma la differenza tra chi ci
lavora per lavoro e chi ci lavora nei ritagli di tempo è enorme.
[...]
Credo che qui tu stia facendo confusione. Il fatto di essere open
source non vuol dire "lavorarci nei ritagli di tempo".
Se su Mac non si è riusciti a raggiungere un'attenzione di pubblico
tale da far pensare allo/agli sviluppatore/i di farne il proprio primo
lavoro, non vuol dire che non possa avvenire in futuro.
Mozilla ha tracciato la strada con la creazione di una fondazione e
recentemente di una società che stipendia i propri dipendenti, stessa
cosa per Debian.
Anche OOo avrebbe dovuto avere la sua fondazione. Così prevedeva il
libro bianco di Sun. Poi non se ne è fatto più niente perché la
dirigenza ha cambiato idea. Cosa avvenga dietro le quinte ora, non lo
so. La storia è lunga...
Saluti,
Gianluca
Ecco questo è uno dei limiti da superare dell'open source... la
possibilità di retribuire gli sviluppatori. Red Hat ed altre
distribuzioni Linux hanno un prezzo sulle release che seppur basso
comunque produce introiti. Personalmente non sono contrario a pagare un
prezzo equo per un software valido e nemmeno a veicolare iniziative di
prezzi ridottissimi per particolari fasce di mercato però penso sia
difficile farlo ora che da anni alcuni software sono gratuiti (oltre che
open source) e personalmente mi sono sempre chiesto di che campano gli
sviluppatori di OOo e di altri software open source gratuiti, c'è
qualcuno che me lo sa dire? Tra l'altro essendo lo sviluppo software la
mia attività sarei proprio curioso di saperlo.
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