Davide Dozza wrote:
Micron Engineering wrote:
Gianluca Turconi ha scritto:
[...]
All'interno di una causa si sono loro che decidono se applicabili o
meno... se una delle parti la pensa diversamente ricorre in cassazione..
e li altri giudici decidono se rifare o confermare il processo. A quelle
cui ho partecipato non sono stati ritenuti applicabili.
Credo che a Gianluca, come d'altra parte a me, interessano i riferimenti
alle sentenze.
Forse ci sono ragioni e motivazioni che una discussione in mailing list
non permettono di cogliere.
Potresti cortesemente fornirli?
Mi farebbe piacere. Più che altro per vedere quale giudice ha avuto il
coraggio di dire che i trattati istitutivi dell'Unione sarebbe non
direttamente applicabili a una causa italiana...
Che non se ne sia parlato nel corso del processo è un conto, che siano
stati ritenuti *non applicabili* è un altro.
Sono trattati internazionali, ma direttamente applicabili alle cause
interne, indipendentemente dalla nazionalità delle parti (anche entrambe
italiane) così come lo sono le decisioni e i regolamenti europei, grazie
anche a giurisprudenza e dottrina consolidata da ormai più di trent'anni.
Il principio di diretta applicazione degli atti comunitari da parte del
giudice nazionale si riferisce a quattro tipi diversi di atti comunitari:
1) diretta applicazione delle norme del/dei trattato/i istitutivi
(sentenze della Corte di giustizia europea 5 febbraio 1963, "N.V.
Algemene Transport en Expeditie Ondememing Van Gend & Loos contro
Amministrazione olandese delle imposte"; 15 luglio 1964 "Costa contro
Enel"; 17 dicembre 1970 "Internationale Handelsgesellschaf" ed altre
successive);
2) diretta applicazione delle decisioni (sentenza 6 ottobre 1970, "Grand
contro Finamzamt Traunstein");
3) diretta applicazione dei regolamenti (sentenza 18 febbraio 1970,
"Hauptzollamt Hamburg Oberelbe contro ditta Bollman");
4) diretta applicazione delle direttive. (qui sì ci sarebbe una minima
discrezionalità del giudice nazionale sulla sua applicazione. Vedi sent.
5 aprile 1979, "Procedimento penale a carico di Tullio Ratti")
Per inciso, prima della cassazione, da noi c'è la corte d'appello, per
gli errori di merito e pure di diritto (questo specifico, sarebbe un
errore enorme).
Se poi si vuol fare il bastian contrario e avere tutte le proprie
sentenze riformate in appello o cassate, si può certo farlo, ma in quel
caso saremmo di fronte a un giudice o a un saltimbanco? ;-)
Saluti,
Gianluca
--
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altro, legato al genere fantastico. Nel sito ufficiale dell'autore
Gianluca Turconi sono disponibili opere anche di altri scrittori.
Due volte vincitore del NeroPremio per la narrativa horror:
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