In data 02 dicembre 2008 alle ore 19:55:49, Davide Prina
<[EMAIL PROTECTED]> ha scritto:
[...]
Più di questo, che ha una pericolosità relativa perché
le azioni non possono "semplicemente" essere
comperate in borsa altrimenti Microsoft avrebbe scalato
Yahoo da un bel pezzo (esistono regole ferree per le offerte
pubbliche d'acquisto),
certamente esistono i regole, ma se uno ha i soldi può fare una scalata
"aggressiva" spendendo molto più del valore della società e in questo
modo ha buone probabilità di farcela.
No, non è così semplice. Non basta avere "più soldi" per lanciare in borsa
una scalata ostile contro una società. E adesso è ache peggio di prima a
causa delle norme modificate per affrontare la crisi attuale.
Per esempio, in Italia, prima era necessario possedere il 30% delle azioni
per poter contrastare una scalata ostile con operazioni considerate
anch'esse ostili. Il limite è stato tolto.
In precedenza, se un'offerta pubblica veniva fatta per il 75% del capitale
nella prima assemblea successiva all'offerta venivano sospesi gli accordi
di voto o gli accordi parasociali che esistono quasi sempre tra i vari
azionisti di maggioranza relativa, per consentire di valutare
finanziariamente l'offerta (era l'art. 104-bis del d.lgs.58/98). Anche
questa norma è stata modificata.
E ce ne sono molte altre per salvaguardare gli azionisti di società
quotate in borsa, da noi ma pure negli USA.
Solitamente nessuno offre più del valore nominale di una singola azione
quando comincia la scalata, perché è normale che il prezzo aumenti quando
l'offerta diventa pubblica. Quindi l'offerta in sé è sempre minore del
successivo valore di mercato della società.
è interessante vedere come vi
siano anche brevetti software su molti progetti open source.
a sembra che i brevetti non centrano proprio in questo discorso. Inoltre
i brevetti sul software non hanno valore legale in molti stati mondiali
C'entrano perché sono uno strumento di controllo della tecnologia
indipendente dalle licenze, quindi dal copyright.
E' vero che non sono validi in molti paesi, ma lo sono negli USA e già
questo è problematico per tutte le società che hanno la loro sede
principale lì.
Per fortuna, recentemente negli USA, grazie alla sentenza
"in re Bilski", si è posto un limite alla
brevettabilità dell'idea dietro al processo che porta
allo sviluppo di una determinata applicazione.
ho letto qualcosa ... però ho anche letto che la MacDonald ha avuto il
brevetto su come si fa un tramezzino o qualcosa del genere ...
In Australia qualche anno fa hanno brevettato anche la ruota:
http://punto-informatico.it/61165/PI/News/tecnologia-brevettata-ruota.aspx
L'assurdità di alcuni brevetti è palese, ma per avere ragione sempre da un
giudice dobbiamo andare. Noi due lo sappiamo bene, no?
Ciao,
Gianluca
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