Ciao a tutti,
dato che l''omeopazzia' ha appassionato un po' tutti in questo forum (anche me che ne so poco o nulla), ho deciso di riassumere le vostre idee e mandare il pezzo per pubblicazione su e-laser. Ho inserito solo nomi e tags (siete cosi' liberi di dire: non ero io!!! ;-) In ogni caso non e' una cosa seria seria... e soprattutto spero di aver incluso quasi tutti e quasi tutte le cose piu' interessanti dette finora.
Le conclusioni sono ovviamente mie... cioe' espressione del mio punto di vista sulla faccenda. Questo potrebbe dare un certo 'taglio' al pezzo che non riflette le idee di molti altri di voi.
Per questo direi di posticipare la pubblicazione di 24 ore, in modo tale da aggiungere amendments vari al pezzo. Suggerisco inoltre che gli amendments vengono integrati da qualcun'altro e non io (Fabio, Mauro, Andrea o altri), cosi' che si garantisce una certa neutralita.... kind of... ;-))) per parte mia accetto tutti gli amendments senza problemi gia' da ora.
Chiedo inoltre venia per il correttore all'inglese...
bax.s.
Pro o contro l�omeopatia?
Considerazioni varie sulle medicine alternative.
LASER �00 World-Tour.
La recente pubblicazione da parte del Manifesto di un articolo sulla questione dell�omeopatia ha creato un vespaio di polemiche che riporto sul sito al fine di favorire ulteriori approfondimenti. Tutto nasce da un Superquark di qualche anno fa in cui il conduttore Piero Angela ha sparato a zero contro l�omeopatia definendola una pseudo-scienza. (leggi{ HYPERLINK "http://www.ilmanifesto.it/oggi/art71.html" }http://www.ilmanifesto.it/oggi/art71.html; { HYPERLINK "http://www.ilmanifesto.it/oggi/art72.html" }http://www.ilmanifesto.it/oggi/art72.html) e il �super-divulgatore� � stato denunciato per questo dal presidente dell�associazione italiana medici omeopati. Nulla di nuovo sotto cielo, visto che i settori pi� tradizionali della ricerca scientifica usano sempre definire pseudo-scienza qualsiasi novit� che pu� intaccare equilibri consolidati, poteri ben definiti e mercati floridi.
Ma il problema dell�omeopatia va pi� in generale ricondotto alla questione quale medicina e quale scienza per quale societ�. Il dibattito in tal senso si riaccende ciclicamente. Il 2 Febbraio 2003, Margherita De Bac del Corriere della Sera (�Omeopatia sotto accusa: rifiuta i test sperimentali�) ricordava che in Canada, l�ostilit� verso l�uso dell�omeopatia nasce dal fatto che l�omeopatia rifiuta tradizionali test sperimentali. D�altra parte, i sostenitori delle medicine alternative sostengono la necessit� di creare protocolli clinici alternativi a quelli in uso per la medicina �ufficiale�. Il confronto � aperto, anche perch� il problema non riguarda solo l�omeopatia, ma anche altre medicine alternative come l�agopuntura, la chiropratia e la fitoterapia. Nella mancanza di protocolli clinici, non � neanche del tutto chiaro se le medicine omeopatiche sfruttano il principio �placebo� oppure hanno una azione effettiva sull�organismo.
Mentre la classe medica dibatte sulla scientificit� della omeopatia, in Italia, l�omeopatia raccoglie proseliti. Sempre secondo De Bac: �Anzich� diffidenza, � palpabile un moto di fiducia verso i rimedi che vengono da piante e e minerali. In Italia, dati Istat, circa 9 milioni di adulti e il 10% dei bambini tra 3 e 5 anni si curano con le medicine alternative, dal 1991 al 1999, i pazienti sono triplicati. Avanza l� uso in pediatria anche a giudicare dalle ricerche epidemi ologiche condotte su un campione di medici in Piemonte, Liguria e nell� Italia Nord Occidentale i cui risultati vengono riportati dall' ultimo numero della rivista della Smb (scuola superiore di omeopatia). Le conclusioni: �Esiste una richiesta molto elevata di approcci diversi da quelli convenzionali. Le barriere ideologiche, gli steccati dei preconcetti sono stati superati da chi ha bisogno di migliorare il proprio stato di salute�.
La Federazione nazionale degli ordini dei medici ha riconosciuto come atti medici di queste discipline �alternative� tra cui l�agopuntura, la fitoterapia, l�ayurvedica, l�antroposioofica, l�omeopatia, l�omotossicologia, l�osteopatia e la chiropratica. Tra queste discipline, l�omopatia � la pi� seguita in Italia. Su circa nove milioni di Italiani che ricorrono a farmaci non tradizionali, il 27% ne fa uso, quintuplicando la spesa procapite per prodotti omeopatici. Secondo il 70% dei pazienti omeopatici, la loro scelta deriva dall�alto grado di tossicit� dei farmaci tradizionali. Il 15% delle persone che soffrono d�asma fa uso di rimedi omeopatici, anche se secondo una articolo di Le Scienze (2 Aprile 2003, �L�omeopatia non � meglio del placebo�), in questo caso specifico test sperimentali avrebbero confermato che l�omeopatia sfrutta l�effetto placebo. Le Scienze fa riferimento ad una ricerca condotta in in Inghilterra dalla British Medical Association che ha reclutato circa 93 bambini inglesi fra i 5 e i 15 anni sofferenti d�asma e ha somministrato loro sia rimedi omeopatici che placebo. L�analisi dei risultati non ha fornito prove che l�omeopatia avesse avuto un impatto misurabile sulla qualit� della vita.
Data la importanza del fenomeno, sembra eccessivo giudicare l�omeopatia (o le altre medicine alternative) una �cialtronata�. D�altra parte � vero che come sostiene Fabio, �nella medicina contemporanea, il tanto decantato approccio organicista omeopata, � preso in considerazione basta considerare tutte le controindicazioni che leggi sul retro delle medicine. Tali controindicazioni significano pi� o meno: �guarda che questa sostanza che prendi per combattere questa cosa pu� interagire con altri processi del tuo corpo ed pu� essere anche dannosa. Non � forse una presa d�atto che il sistema corpo non sempre � facilmente separabile in processi biochimici isolati?�. Nella nostra discussione si sono intrecciati tre problemi: se l�omeopatia sia diversa da altri sistemi di cura tradizionali; se l�omeopatia deve essere finanziata pubblicamente; se l�omeopatia abbia ricevuto un giusto trattamento nella trasmissione di Angela.
1. Omeopatia e cure tradizionali.
Simone faceva l�esempio di altri rimedi medici non tradizionali come per esempio quelli usati da popolazioni indigene, la cui validit� �non solo in termini di effetto- placebo- � stata provata quando compagnie farmaceutiche multinazionali hanno deciso di intervenire studiando i principi attivi e magari trasformando attraverso il drug design tali principi in principi farmaceutici. Secondo Luca e Yuri dal Brasile per� le due cose sono diverse. Yuri osserva: �litigavo sull�omeopatia proprio due giorni fa, ma ho smesso subito: nella terra del candombl� e degli sciamani, dei curandeiros e della medicina spiritica a distanza kardecista, i paradigmi sono altri, e non passano per le nostre banalit� quantitative tipo se nella boccetta ci sono pi� o meno di una molecola di una sostanza che non sia acqua zuccherata con un po� d�alcol�. Anche Tiziano ritiene che: �Gli estratti da piante officinali, provenienti da tradizioni mediche �non occidentali�, agiscono chimicamente proprio come fanno i medicinali �occidentali�. L�omeopatia non � curarsi con le erbe (che funziona e che � ampiamente accettato nella medicina occidentale), ma curarsi seguendo il principio mistico che bench� la pozione che bevi non contenga pi� alcuna traccia del principio attivo, le molecole d�acqua ne ricordano le propriet��. Anche secondo Anty: �se poi pensi che il principio dell�omeopatia � basato sul fatto che la molecola d�acqua ha ricordo delle proprieta benefiche della sostanza con la quale � stata a contatto la cosa sembra ancora piu cialtrona�.
Inoltre Anty estende il problema anche alla fitoterapia: �L�omeopatia non � la stessa cosa della fitoterapia, e le pasticche omopatiche prese anche senza consiglio del famoso omeopata non ammazzano nessuno. Invece tutti i rimedi fitoterapeutici che i vari maghi con pendolini, pilette, iridi, pietre, magneti e quant altro ci appioppano sono quasi tutti rimedi fitoterapetuici come soluzioni idroalcoliche (tisane, macerati, etc..etc.). Questi farmaci a differenza di quelli omeopatici posso essere molto dannosi perch� contengono concentrazioni alle volte anche molto alte del principio attivo . In tutto ci� la cosa che mi fa pi� paura sono i tanti erboristi che l�universit� italiana sta sfornando grazie alle lauree brevi. Questi non solo non ne sanno nulla di medicina ma fanno solo qualche piccolo esametto di farmacologia, insomma sono dei potenziali serial killer che distribuiscono iperico (effetti collaterali gravissimi), passiflora (idem), bella donna e altro come se si trattasse di cioccolatini�.
Il problema dei protocolli clinici viene discusso soprattutto da Mauro: �L�omeopatia l�ho sempre respinta, per diversi motivi: non ha mai superato alcun trial serio, non ha un meccanismo definito di azione, l�aria da santone e profeta degli omeopati, e da apostoli dei loro adepti. Ma non si confondano queste cose con l�erboristeria (che va regolamentata e controllata) e altre forme di medicina tradizionale (agopuntura) che invece sulla pratica funzionano. Purtroppo, l�unico modo per farlo, a mio avviso, � mettere alla prova l�omeopatia sul campo, con trial seri e controllati. Non � etico, perch� si sa che non funziona (come con Di Bella), ma almeno poi alla fine si mette una volta per tutte la parola fine, e nessuno potr� mai dire ne� A ne� B. Ma nel frattempo, devi curare con acqua fresca un po� di persone, sapendo che la loro guarigione sar� un percorso difficile. Ovvio che poi, come con Duesberg, si deve fare in modo che l�omeopatia non diventi �moda� nel movimento, solo perch� in opposizione a qualcosa di �ufficiale�. � questo d�altra parte il motivo per cui � nata l�omeopatia (molto piu� recente di quanto si creda: si � a inizio ottocento): in opposizione a una medicina ufficiale che non sapeva curare, ma solo diagnosticare e proporre rimedi che spesso erano peggiori dei mali. Rifarsi al principio �similia cum similia� riprende un principio di saggezza popolare, e dunque si propone nello stesso modo in cui si present� in alcuni casi lo stesso Di Bella: un medico che dava ascolto ai pazienti, laddove la sanit� occidentale ha disconosciuto il rapporto medico-paziente�.
Chi invece ritiene l�omeopatia benefica � Bussola, che scrive: �Ho curato ascessi dentari con l'omeopatia, e pure tonsilliti e diarree. Volendo avere un approccio scettico e razionale (cosa che io no ritengo sempre necessaria visto che siamo mente e corpo), porrei per� il problema in un altro modo: non mi domanderei se esiste un effetto placebo, ma se la guarigione dipenda invece dal fatto che molto probabilmente il corpo comunque innesca reazioni immunitarie in grado di governare almeno le patologie meno complesse o pi� ricorrenti nel destino evolutivo dell'uomo. Il farmaco omeopatico, a differenza di quello allopatico, non interferisce negativamente con i meccanismi fiosiologici, e consente quindi una reazione immunitaria pi� �completa�, soprattutto se si tratta di un organismo che ha allenato le sue capacit� di reazione. Come sappiamo invece si prescrivono antibiotici inutilmente, a volte addirittura i medici li prescrivono in via preventiva. Cito solo gli antibiotici perch� di fatto sono gli unici farmaci di uso comune e di grande utilit�, ma la stessa cosa si pu� applicare a molti altri farmaci. Nessun medico allopatico � in grado di entrare nel merito, perch� non � in grado di accollarsi la responsabilit� di seguire il paziente da vicino, di vedere se � in grado o no di reagire, e di utilizzare il farmaco solo se c'� davvero necessit�. Diversamente dai medici omeopatici, che avendo un approccio olistico, accompagnano il paziente nella sua malattia, verificandone via via le reazioni�.
2. Omeopatia e finanziamento pubblico.
Il problema secondo Luca � il finanziamento pubblico delle medicine alternative: �� giusto che lo stato mi finanzi il mio sciroppetto di Propoli che non contiene alcun principio attivo? � giusto che io abbia la libert� di acquistarlo, se penso mi faccia bene o comunque mi faccia sentire meglio. Ma non che lo stato me lo paghi quando non ha neppure i soldi per pagare la sanit� pubblica minimale per tutti. Lo stato deve garantirmi una cura efficace, punto. Se ci pensi bene � un po� come il discorso scuola pubblica vs. scuola privata. Ciascuno ha tutto il diritto di mandare i figli a studiare ad Harvard. Ci mancherebbe. Ma non pretendendo che sia lo stato a pagarglielo�. Dunque il problema non consiste nell�uso di sostanze omeopatiche o fitopratiche, ma quanto nel fatto se lo Stato debba finanziare l�omoepatia. La risposta di Luca e Yuri in tal senso � no. Secondo Yuri: �il punto � se lo stato debba farsi carico di cose che possono far male. L�omeopatia � un business new age, non � molto tradizionale e non � manco tanto alternativa, perch� � stata inventata manco duecento anni fa da un tizio, occidentale, bianco e un po� razzista, che ha copiato un po� di cose da Galeno e un po� dagli alchimisti�. Anche Fabio � contrario al finanziamento pubblico dell�omeopatia. Secondo Tiziano: �il problema nasce quando l'omeopata vuole che i suoi medicinali vengano pagati dal sistema sanitario nazionale. Allora, secondo me, devi accettare che i tuoi medicinali passino i test che passano tutti gli altri medicinali. E mi pare che i farmaci omeopatici questi test non li abbiano passati. Insomma, se tu dici che la tua pozione cura il mal di gola, e io do la tua medicina a dieci persone e a dieci altre do acqua fresca, senza che ne� io ne� tu sappiamo a chi ho dato cosa, e poi viene fuori che la percentuale di quelli che guariscono � uguale nei due gruppi, se ne deve ricavare che la tua medicina non serve a niente. Non � la stessa cosa con l�agopuntura, che, bench� non sia chiarissimo come, funziona e infatti la mutua ne paga una parte se chiedi di farla. addirittura, almeno in provincia di Bologna, ci sono agopunturisti che hanno l�ambulatorio negli ospedali pubblici. Questo per dire che forse c�� una resistenza �accademica� alle medicine alternative, ma se queste funzionano, prima o poi passano�. Anche Bussola descrive una situazione in evoluzione: �Molti medici ASL qui a Milano stanno adottando farmaci omeopatici almeno per le cose pi� �di tutti i giorni�. Comunque si tratta di scelte personali. Io spero di poterle continuare a fare. E spero che nessuno abbia voglia, con la scusa che nulla � provato e che sono fandonie, di vietare la vendita di granuli e pasticche. I santoni non mi piacciono, ma non mi piacciono neppure quelli che vendono la sacrosanta verit�, che come al solito se ne sta nel bel mezzo�.
3. Omeopatia e Superquarks.
Il problema non sono per� solo i principi alla base dell�omeopatia, ma anche il ruolo che la disciplina gioca nel contesto del mercato dei farmaceutici. Simone in tal senso ricordava che un certo uso dei mezzi di comunicazione di massa a-la Angela gioca un ruolo significativo nel contesto delle scelte dei singoli, cos� come di chi li governa. In tal senso la denuncia sporta contro Angela sembra pi� che giustificata. Ma secondo Luca nel caso specifico, Angela dovrebbe essere scagionato: �� insensato che uno possa essere querelato sulla base di una opinione. Il servizio pubblico deve garantire il pluralismo, ma non inteso come: se parlo di una cosa, devo far parlare anche tutti quelli che non la pensano cos� nella stessa trasmissione. Semplicemente, Angela ha diritto di pensarla come crede, un po� come
Panebianco quando scrive sul Corriere�. Giovanni non � completamente d�accordo con Luca e ribatte che �ci� che fa arrabbiare molti � il fatto di usare la credibilit� legata alla parola SCIENZA. Insomma lo scientismo inteso come l'atteggiamento: la SCIENZA (come se poi, appunto, la comunit� scientifica fosse una e indivisibile) � la VERIT�. Il resto � cialtroneria. E in campo farmaceutico (e dell�agroalimentare, che tanto le �grandi firme� sono le stesse) di speculazione criminale sulla credulit� delle persone ce n�� tanta. Almeno l�omeopatia non fa male�. Invece secondo Mauro: �La questione sollevata da Angela era giustissima, per quanto la �scienza di Quark� e l�aria da elit� culturale andrebbe smontata�.
Conclusioni
Rimango abbastanza perplesso. Soprattutto perch� se si sostiene che la omeopatia � diversa dalla medicina tradizionale, l�unica differenza sembrerebbe essere sui fondamenti filosofici e non medici, dove invece �come sostiene Bussola- gli effetti medici (placebo, psicologici o fisiologici) sono ad ampio spettro e ancora abbastanza difficili da inquadrare. Anche perch� lo sciamano che somministra un principio curativo x, lo fa sulla base di una filosofia sua che magari potrebbe essere ancora pi� cialtrona di quella dell�omeopatia. Non lo fa certo perch� (contro Tiziano) � a conoscenza del fatto che l�erba x contiene una molecola chimica di metil-tri-fano-fosfato (tanto per dire). Bisognerebbe forse rileggere certe considerazioni del filosofo francese Michel Foucault, quando sostiene che la medicina tradizionale differisce da quella moderna perch� associa alle cose dei simboli. L�omeopatia, e le altre medicine alternative, a modo loro fanno ancora questo (ad esempio, la molecola d�acqua e la memoria). In tal senso si pu� accusare la omeopatia di essere una disciplina tradizionale un po� �finta�, un po� �artificiale� e un po� �tarocca� (magari ha ragione Yuri in questo), si pu� forse dire che l�omeopatia sta alla medicina tradizionale come i Testimoni di Geova al Cattolicesimo. Si pu� dire con Gaber, che �l�omeopatia � di destra e il candombl� di sinistra�. Ma non certo di essere di un grado di �cialtroneria� diverso da quello di altre medicine tradizionali o alternative. Cos� dissociare la omeopatia da agopuntura o fitopratica mi sembra sbagliato (Mauro e Tiziano dicono che una funziona e l�altra no... perch�?). Entrambe partono da una concezione filosofica della cura abbastanza simile, associando sintomi a principi attivi che percepiscono il corpo e la mente di fuori da studi fisiologici e dati quantitativi biochimici e si riferiscono prevalentemente al simbolismo.
In tal senso il tentativo di sparare a zero sull�omeopatia da parte di Angela va inteso nella sua valenza tutta politica (secondo me su questo ha ragione Giovanni). Si usa la scienza come arma politica per negare lo sviluppo di altri contesti la cui �scientificit�� potrebbe non rispondere a regole canoniche. Inoltre si spara al pesce grosso (omeopatia) per colpire anche quelli pi� piccoli (le sue sorelle medicine alternative). Non sto qui a difenderli perch� a me non me ne torna nulla. Non sono un supporter dell�omeopatia, semmai della libert� di opinione. Continuer� ad essere un adepto dell�Aspirina e della Coca Cola sapendo che fanno entrambe male, anzi malissimo (e non solo a me). Tuttavia mi sembra evidente che c�� stato un tentativo per fare in modo che la medicina tradizionale (pi� o meno) non vada ad intaccare equilibri consolidati, come d�altra parte a giudicare dalla crescita di certe medicine alternative sta gi� succedendo. Per questo (personalmente) giudico l�operazione di Angela poco gradevole. Cos� come d�altra parte i fondi di Panebianco. D�altra parte non considero certo un caso che fanno scrivere Panebianco sul Corriere e fanno lavorare Angela in RAI. Il controllo dei mezzi di comunicazione di massa � uno dei fattori su cui si fonda la governabilit� di uno stato in generale e dello stato italiano pi� nello specifico (Gelli e P2 docet).
Non ho un punto di vista specifico rispetto al finanziamento pubblico. Rimango scettico sui trial medici. Vedo la questione da appassionato discepolo di Kuhn: chi sta dentro un paradigma dominante fa i trial medici in consonanza con il paradigma dominante. In tal senso mi sembra semplicemente ovvio che i protocolli non si adattino all�omeopatia. Sarebbe contrario alle regole della scienza moderna. Avete mai visto dei fisici proporre oggi dei trials sull�esistenza dell�etere o dei chimici su quella del flogisto? D�altra parte, come Mauro dice (e si contraddice), non funzionano neanche per la cura Di Bella. Che facciamo la buttiamo via? Forse ( e dico forse) sono d�accordo con Bussola. Mi sembra che lo Stato dovrebbe garantire la libert� di scegliere e mettere a disposizione diversi metodi per diversi pazienti. Garantire cio� diversit�. E magari chi lo sa che in un sistema in cui medicine tradizionali e non, omeopatiche e non sono in grado di confrontarsi quasi in un regime di parit�, non finiremmo tutti per diventare omeopati. In tal senso, non mi trovo molto d�accordo con Luca quando parla di garantire solo il �sistema pi� efficace�. Efficace rispetto a chi? La diversit� di opinoni che � stata espressa qui dimostra che non esiste un unico metro di valutazione per l�efficacia medica. Ma solo metodi consoni a paradigmi consolidati. Anty non darebbe un rimedio omeopatico neanche al suo gatto, Bussola ne fa invece a volte uso. Secondo me, mettere a dispozione cure diverse per pazienti diversi sarebbe forse la pi� efficace delle soluzioni mediche. E inoltre passare da un sistema top-down in cui il medico decide quale cura per il paziente (senza discuterne) a un sistema di opzioni in cui il paziente � libero di scegliere quella che pi� si conf� alla sua personalit�. Ovvio che una situazione di libert� di scelta si riferisce qui ad uno spettro di patologie ben definito. Quindi non considererei esempi estremi dagli arti rotti fino a malattie gravi di altro tipo, in cui alla libert� di scelta si sovrappone la necessit� di intervento e cura immediata.
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