Ciao Luca,
Per chiarire: ho chiesto a Mauro di fare una sintesi delle vostre
posizioni risintetizzate, in modo tale da rispettare il parere di tutti e
soprattutto ci tengo a non fare io la sintesi proprio perche' la mia
opinione in materia e' abbastanza diversa da quella di molti di voi.
Le conclusioni verranno cambiate da "rimango perplesso" a
'Simone rimane perplesso". E le repliche di Tiziano, Luca e altri
verranno messe alla fine come parte delle conclusioni. In modo tale
che non ci siano pareri concordanti ;-))) Mi sembrava opportuno
che data la varieta' di posizioni, si facesse una sintesi (che poi per
me e' stato un taglia e cuci e niente piu'...). E comunque penso
che ne esce un bel lavoretto di dibattito. Ho evitato appositamente
di mettere nomi e cognomi perche' so che si trattava di cose
buttate li'... buone da far vedere agli altri come una chiaccherata in
famiglia, meno buone da far vedere presentandosi con nomi e
cognomi (neanche il mio figura).
Detto questo, se vedi alla fine un po' di paletti li ho messi,
differenziando campi di applicazione piu' o meno rilevanti. Quando
parlo di diversita' nella cura parlo di tonsilliti, allergie, etc. Ho
appositamente eliminato le malattie gravi, per le quali non mi sento
minimamente preparato a dare risposte definitive.
Quanto alla differenza tra medicine tradizionali e omeopatia, io
rimango della mia opinione: per me sono molto simili (anche
Tiziano criticava questa cosa stamattina). Mi dispiace ma vedo la
questione dal punto di vista filosofico e cioe' dal punto di vista non
solo dell'efficacia o meno della cura, ma dei principi di chi la
somministra. Una altra cosetta suilla statistica: i paradigmi
esistono anche per cambiate i risultati sperimentali. Quello che i
test confermano funziona, e quello che i test rifiutano viene fatto
entrare a forza e se non funziona, viene fatto funzionare per forza.
A quel punto anche il dato statistico serve a poco. In tal senso
consiglio la lettura del Golem di Harry Collins e Trevor Pinch che
secondo me smitizza abbastanza bene il mito del dato
sperimentale e della sua validita' assoluta e/o statistica. Ma mi
rendo conto che il discorso sarebbe molto lungo e ora ho altre
cose da fare... magari a Roma a Natale ne potremmo discutere
meglio ;-)
Hai ragione quando parli del nemico del nemico. E non mi
considero un amico dell'omeopatia (mi sembra di aver chiarito
questo aspetto). Tuttavia mi chiedo: se e' un nemico potente, non
e' un altra ragione per parlarne in termini di pseudo-scienza?
bax.s.
From: Luca Tancredi Barone <[EMAIL PROTECTED]>
To: [EMAIL PROTECTED]
Subject: Re: [e-laser] Omeopatia, finale.
Send reply to: [EMAIL PROTECTED]
<mailto:[EMAIL PROTECTED]>
<mailto:[EMAIL PROTECTED]>
Date sent: Thu, 02 Oct 2003 16:52:59 +0200
[ Double-click this line for list subscription options ]
Ciao!
Grazie a Simone della sintesi, che credo piuttosto
rispettosa dei pareri di tutti. Se sapevo che sarei stato
citato mi sarei sforzato di scrivere cose pi� intelligenti. :)
Tra parentesi, il giorno che venne pubblicata quella pagina,
ho scritto una lettera al direttore del giornale e poi ad
altre persone che ci lavorano. Forse erano scritte un po'
meglio e in modo un tantino pi� articolato, ma le cose che
dicevo erano simili a quelle che avevo buttato gi� qui - e
che tu impietosamente citi! :)
Ecco, la cosa interessante � stato lo spettro di reazioni.
Credo sia una cosa tipica da manifesto, ma mi ha colpito che
ci siano state tutte le reazioni possibili, la maggior parte
delle quali mancava il punto pi� importante che avevo
sollevato, che non era omeopatia s� o no, bens�: il
manifesto se decide di parlare di questo ne dovrebbe parlare
in modo pi� articolato, cercando di approfondire l'argomento
in modo accurato e non strumentalizzando un processo gi� in
s� discutibile.
Comunque, nel merito. Ok alle mie citazioni, ma visto che
Giovanni mi ha contestato che nello sciroppo di Propoli il
principio attivo c'� - e di giovanni mi fido! - toglierei il
"di propoli" dalla mia citazione facendo ammenda per la mia
ignoranza.
Poi, nel merito, Simone. Non sono d'accordo con le tue
conclusioni e non sono d'accordo a contrapporre il fatto che
sia giusto contestare la scienza (anzi: la SCIENZA, come
scrive Giovanni) come paradigma infallibile all'omeopatia.
Parliamo di cose diverse, non buttiamo via il bimbo con
l'acqua sporca. Il metodo scientifico per quanto limitato e
pieno di difetti � l'unica cosa che abbiamo, � l'unico
strumento che sinora si � rivelato utile (anche perch� ha
saputo correggere una buona parte dei propri errori). Detto
questo, le ragioni per cui noi tutti siamo sullo stesso
fronte (e nella stessa mailing list! :) ) per combattere la
scienza ufficiale come dispensatrice di verit� e certezze,
di combattere la sua impostazione top-down, di un modello
ingiusto di societ�, di velo per coprire interessi
inconfessabili non ve le devo certo ribadire. Ma non sempre
il nemico del nemico � nostro amico...
Il punto � che questo � un terreno minato, si parla di
salute delle persone - un tema delicatissimo! - e di scelte
di uno stato che non pu� permettersi - e non � giusto
secondo me si permetta - di pagare tutto, farmaci e acqua
fresca. Non solo: tu secondo me alla fine torni a mescolare
omeopatie con medicine tradizionali, che sono cose molto
molto diverse, come hanno spiegato pi� e meglio di me altre
persone. Non dimentichiamo mai, please, che il business
dell'omeopatia � particolarmente florido, quindi non � un
problema di difesa di potentati economici alla Big Pharma
contro poveretti. E' uno scontro fra titani, da questo punto
di vista, e le vittime - come sempre in questi casi - sono
altre. Stiamo attenti...
Detto questo, per essere limpidi e trasparenti, confesso
anche il mio mini conflitto di interesse: mio pap� fa il
medico, l'oncologo per la precisione. Quindi sento in
maniera molto forte la sofferenza e la difficolt� di quel
lavoro, di quando quello che fai � cercare di far campare il
meglio possibile per pi� tempo possibile persone che sono
destinate a morire presto e con grandi sofferenze. E nessuna
pozione di acqua calda purtroppo riesce a farlo.
Ed � anche questa una delle ragioni per cui ho scelto di non
scrivere mai di medicina e di farmaci: sento una
responsabilit� troppo forte sulla salute delle persone e un
po' non riesco a capire come uno possa andare in tv e dire:
questo fa bene, prendetelo...
Scusate la divagazione.
Un abbraccio a tutt*
Luca
Simone Turchetti ha scritto:
>
>
> Ciao a tutti,
>
> dato che l''omeopazzia' ha appassionato un po' tutti in questo forum
> (anche me che ne so poco o nulla), ho deciso di riassumere le vostre
> idee e mandare il pezzo per pubblicazione su e-laser. Ho inserito solo
> nomi e tags (siete cosi' liberi di dire: non ero io!!! ;-) In ogni caso
> non e' una cosa seria seria... e soprattutto spero di aver incluso quasi
> tutti e quasi tutte le cose piu' interessanti dette finora.
>
> Le conclusioni sono ovviamente mie... cioe' espressione del mio punto di
> vista sulla faccenda. Questo potrebbe dare un certo 'taglio' al pezzo
> che non riflette le idee di molti altri di voi.
>
> Per questo direi di posticipare la pubblicazione di 24 ore, in modo tale
> da aggiungere amendments vari al pezzo. Suggerisco inoltre che gli
> amendments vengono integrati da qualcun'altro e non io (Fabio, Mauro,
> Andrea o altri), cosi' che si garantisce una certa neutralita.... kind
> of... ;-))) per parte mia accetto tutti gli amendments senza problemi
> gia' da ora.
>
> Chiedo inoltre venia per il correttore all'inglese...
>
> bax.s.
>
>
> Pro o contro l�omeopatia?
>
>
> *Considerazioni varie sulle medicine alternative.*
>
> *
>
> *
>
> LASER �00 World-Tour.
>
>
>
> La recente pubblicazione da parte del Manifesto di un articolo sulla
> questione dell�omeopatia ha creato un vespaio di polemiche che riporto
> sul sito al fine di favorire ulteriori approfondimenti. Tutto nasce da
> un /Superquark /di qualche anno fa in cui il conduttore Piero Angela ha
> sparato a zero contro l�omeopatia definendola una pseudo-scienza. (leggi
> { HYPERLINK "http://www.ilmanifesto.it/oggi/art71.html"
> }_http://www.ilmanifesto.it/oggi/art71.html_; { HYPERLINK
> "http://www.ilmanifesto.it/oggi/art72.html"
> }_http://www.ilmanifesto.it/oggi/art72.html_) e il �super-divulgatore� �
> stato denunciato per questo dal presidente dell�associazione italiana
> medici omeopati. Nulla di nuovo sotto cielo, visto che i settori pi�
> tradizionali della ricerca scientifica usano sempre definire
> pseudo-scienza qualsiasi novit� che pu� intaccare equilibri consolidati,
> poteri ben definiti e mercati floridi.
>
> Ma il problema dell�omeopatia va pi� in generale ricondotto alla
> questione quale medicina e quale scienza per quale societ�. Il dibattito
> in tal senso si riaccende ciclicamente. Il 2 Febbraio 2003, Margherita
> De Bac del /Corriere della Sera /(�Omeopatia sotto accusa: rifiuta i
> test sperimentali�) ricordava che in Canada, l�ostilit� verso l�uso
> dell�omeopatia nasce dal fatto che l�omeopatia rifiuta tradizionali test
> sperimentali. D�altra parte, i sostenitori delle medicine alternative
> sostengono la necessit� di creare protocolli clinici alternativi a
> quelli in uso per la medicina �ufficiale�. Il confronto � aperto, anche
> perch� il problema non riguarda solo l�omeopatia, ma anche altre
> medicine alternative come l�agopuntura, la chiropratia e la fitoterapia.
> Nella mancanza di protocolli clinici, non � neanche del tutto chiaro se
> le medicine omeopatiche sfruttano il principio �placebo� oppure hanno
> una azione effettiva sull�organismo.
>
> Mentre la classe medica dibatte sulla scientificit� della omeopatia, in
> Italia, l�omeopatia raccoglie proseliti. Sempre secondo De Bac: �Anzich�
> diffidenza, � palpabile un moto di fiducia verso i rimedi che vengono da
> piante e e minerali. In Italia, dati Istat, circa 9 milioni di adulti e
> il 10% dei bambini tra 3 e 5 anni si curano con le medicine alternative,
> dal 1991 al 1999, i pazienti sono triplicati. Avanza l� uso in pediatria
> anche a giudicare dalle ricerche epidemi ologiche condotte su un
> campione di medici in Piemonte, Liguria e nell� Italia Nord Occidentale
> i cui risultati vengono riportati dall' ultimo numero della rivista
> della Smb (scuola superiore di omeopatia). Le conclusioni: �Esiste una
> richiesta molto elevata di approcci diversi da quelli convenzionali. Le
> barriere ideologiche, gli steccati dei preconcetti sono stati superati
> da chi ha bisogno di migliorare il proprio stato di salute�.
>
> La Federazione nazionale degli ordini dei medici ha riconosciuto come
> atti medici di queste discipline �alternative� tra cui l�agopuntura, la
> fitoterapia, l�ayurvedica, l�antroposioofica, l�omeopatia,
> l�omotossicologia, l�osteopatia e la chiropratica. Tra queste
> discipline, l�omopatia � la pi� seguita in Italia. Su circa nove milioni
> di Italiani che ricorrono a farmaci non tradizionali, il 27% ne fa uso,
> quintuplicando la spesa procapite per prodotti omeopatici. Secondo il
> 70% dei pazienti omeopatici, la loro scelta deriva dall�alto grado di
> tossicit� dei farmaci tradizionali. Il 15% delle persone che soffrono
> d�asma fa uso di rimedi omeopatici, anche se secondo una articolo di /Le
> Scienze /(2 Aprile 2003, �L�omeopatia non � meglio del placebo�), in
> questo caso specifico test sperimentali avrebbero confermato che
> l�omeopatia sfrutta l�effetto placebo. /Le Scienze /fa riferimento ad
> una ricerca condotta in in Inghilterra dalla /British Medical
> Association/ che ha reclutato circa 93 bambini inglesi fra i 5 e i 15
> anni sofferenti d�asma e ha somministrato loro sia rimedi omeopatici che
> placebo. L�analisi dei risultati non ha fornito prove che l�omeopatia
> avesse avuto un impatto misurabile sulla qualit� della vita.
>
> Data la importanza del fenomeno, sembra eccessivo giudicare l�omeopatia
> (o le altre medicine alternative) una �cialtronata�. D�altra parte �
> vero che come sostiene Fabio, �nella medicina contemporanea, il tanto
> decantato approccio organicista omeopata, � preso in considerazione
> basta considerare tutte le controindicazioni che leggi sul retro delle
> medicine. Tali controindicazioni significano pi� o meno: �guarda che
> questa sostanza che prendi per combattere questa cosa pu� interagire con
> altri processi del tuo corpo ed pu� essere anche dannosa. Non � forse
> una presa d�atto che il sistema corpo non sempre � facilmente separabile
> in processi biochimici isolati?�. Nella nostra discussione si sono
> intrecciati tre problemi: se l�omeopatia sia diversa da altri sistemi di
> cura tradizionali; se l�omeopatia deve essere finanziata pubblicamente;
> se l�omeopatia abbia ricevuto un giusto trattamento nella trasmissione
> di Angela.
>
> *1. Omeopatia e cure tradizionali.
>
> *Simone faceva l�esempio di altri rimedi medici non tradizionali come
> per esempio quelli usati da popolazioni indigene, la cui validit� �non
> solo in termini di effetto- placebo- � stata provata quando compagnie
> farmaceutiche multinazionali hanno deciso di intervenire studiando i
> principi attivi e magari trasformando attraverso il drug design tali
> principi in principi farmaceutici. Secondo Luca e Yuri dal Brasile per�
> le due cose sono diverse. Yuri osserva: �litigavo sull�omeopatia proprio
> due giorni fa, ma ho smesso subito: nella terra del candombl� e degli
> sciamani, dei curandeiros e della medicina spiritica a distanza
> kardecista, i paradigmi sono altri, e non passano per le nostre banalit�
> quantitative tipo se nella boccetta ci sono pi� o meno di una molecola
> di una sostanza che non sia acqua zuccherata con un po� d�alcol�. Anche
> Tiziano ritiene che: �Gli estratti da piante officinali, provenienti da
> tradizioni mediche �non occidentali�, agiscono chimicamente proprio come
> fanno i medicinali �occidentali�. L�omeopatia non � curarsi con le erbe
> (che funziona e che � ampiamente accettato nella medicina occidentale),
> ma curarsi seguendo il principio mistico che bench� la pozione che bevi
> non contenga pi� alcuna traccia del principio attivo, le molecole
> d�acqua ne ricordano le propriet��. Anche secondo Anty: �se poi pensi
> che il principio dell�omeopatia � basato sul fatto che la molecola
> d�acqua ha ricordo delle proprieta benefiche della sostanza con la quale
> � stata a contatto la cosa sembra ancora piu cialtrona�.
>
> Inoltre Anty estende il problema anche alla fitoterapia: �L�omeopatia
> non � la stessa cosa della fitoterapia, e le pasticche omopatiche prese
> anche senza consiglio del famoso omeopata non ammazzano nessuno. Invece
> tutti i rimedi fitoterapeutici che i vari maghi con pendolini, pilette,
> iridi, pietre, magneti e quant altro ci appioppano sono quasi tutti
> rimedi fitoterapetuici come soluzioni idroalcoliche (tisane, macerati,
> etc..etc.). Questi farmaci a differenza di quelli omeopatici posso
> essere molto dannosi perch� contengono concentrazioni alle volte anche
> molto alte del principio attivo . In tutto ci� la cosa che mi fa pi�
> paura sono i tanti erboristi che l�universit� italiana sta sfornando
> grazie alle lauree brevi. Questi non solo non ne sanno nulla di medicina
> ma fanno solo qualche piccolo esametto di farmacologia, insomma sono dei
> potenziali serial killer che distribuiscono iperico (effetti collaterali
> gravissimi), passiflora (idem), bella donna e altro come se si trattasse
> di cioccolatini�.
>
> Il problema dei protocolli clinici viene discusso soprattutto da Mauro:
> �L�omeopatia l�ho sempre respinta, per diversi motivi: non ha mai
> superato alcun trial serio, non ha un meccanismo definito di azione,
> l�aria da santone e profeta degli omeopati, e da apostoli dei loro
> adepti. Ma non si confondano queste cose con l�erboristeria (che va
> regolamentata e controllata) e altre forme di medicina tradizionale
> (agopuntura) che invece sulla pratica funzionano. Purtroppo, l�unico
> modo per farlo, a mio avviso, � mettere alla prova l�omeopatia sul
> campo, con trial seri e controllati. Non � etico, perch� si sa che non
> funziona (come con Di Bella), ma almeno poi alla fine si mette una volta
> per tutte la parola fine, e nessuno potr� mai dire ne� A ne� B. Ma nel
> frattempo, devi curare con acqua fresca un po� di persone, sapendo che
> la loro guarigione sar� un percorso difficile. Ovvio che poi, come con
> Duesberg, si deve fare in modo che l�omeopatia non diventi �moda� nel
> movimento, solo perch� in opposizione a qualcosa di �ufficiale�. �
> questo d�altra parte il motivo per cui � nata l�omeopatia (molto piu�
> recente di quanto si creda: si � a inizio ottocento): in opposizione a
> una medicina ufficiale che non sapeva curare, ma solo diagnosticare e
> proporre rimedi che spesso erano peggiori dei mali. Rifarsi al principio
> �similia cum similia� riprende un principio di saggezza popolare, e
> dunque si propone nello stesso modo in cui si present� in alcuni casi lo
> stesso Di Bella: un medico che dava ascolto ai pazienti, laddove la
> sanit� occidentale ha disconosciuto il rapporto medico-paziente�.
>
> Chi invece ritiene l�omeopatia benefica � Bussola, che scrive: �Ho
> curato ascessi dentari con l'omeopatia, e pure tonsilliti e diarree.
> Volendo avere un approccio scettico e razionale (cosa che io no ritengo
> sempre necessaria visto che siamo mente e corpo), porrei per� il
> problema in un altro modo: non mi domanderei se esiste un effetto
> placebo, ma se la guarigione dipenda invece dal fatto che molto
> probabilmente il corpo comunque innesca reazioni immunitarie in grado di
> governare almeno le patologie meno complesse o pi� ricorrenti nel
> destino evolutivo dell'uomo. Il farmaco omeopatico, a differenza di
> quello allopatico, non interferisce /negativamente /con i meccanismi
> fiosiologici, e consente quindi una reazione immunitaria pi� �completa�,
> soprattutto se si tratta di un organismo che ha allenato le sue capacit�
> di reazione. Come sappiamo invece si prescrivono antibiotici
> inutilmente, a volte addirittura i medici li prescrivono in via
> preventiva. Cito solo gli antibiotici perch� di fatto sono gli unici
> farmaci di uso comune e di grande utilit�, ma la stessa cosa si pu�
> applicare a molti altri farmaci. Nessun medico allopatico � in grado di
> entrare nel merito, perch� non � in grado di accollarsi la
> responsabilit� di seguire il paziente da vicino, di vedere se � in grado
> o no di reagire, e di utilizzare il farmaco solo se c'� davvero
> necessit�. Diversamente dai medici omeopatici, che avendo un approccio
> olistico, accompagnano il paziente nella sua malattia, verificandone via
> via le reazioni�.
>
> *2. Omeopatia e finanziamento pubblico.
>
> *Il problema secondo Luca � il finanziamento pubblico delle medicine
> alternative: �� giusto che lo stato mi finanzi il mio sciroppetto di
> Propoli che non contiene alcun principio attivo? � giusto che io abbia
> la libert� di acquistarlo, se penso mi faccia bene o comunque mi faccia
> sentire meglio. Ma non che lo stato me lo paghi quando non ha neppure i
> soldi per pagare la sanit� pubblica minimale per tutti. Lo stato deve
> garantirmi una cura efficace, punto. Se ci pensi bene � un po� come il
> discorso scuola pubblica vs. scuola privata. Ciascuno ha tutto il
> diritto di mandare i figli a studiare ad Harvard. Ci mancherebbe. Ma non
> pretendendo che sia lo stato a pagarglielo�. Dunque il problema non
> consiste nell�uso di sostanze omeopatiche o fitopratiche, ma quanto nel
> fatto se lo Stato debba finanziare l�omoepatia. La risposta di Luca e
> Yuri in tal senso � no. Secondo Yuri: �il punto � se lo stato debba
> farsi carico di cose che possono far male. L�omeopatia � un business new
> age, non � molto tradizionale e non � manco tanto alternativa, perch� �
> stata inventata manco duecento anni fa da un tizio, occidentale, bianco
> e un po� razzista, che ha copiato un po� di cose da Galeno e un po�
> dagli alchimisti�. Anche Fabio � contrario al finanziamento pubblico
> dell�omeopatia. Secondo Tiziano: �il problema nasce quando l'omeopata
> vuole che i suoi medicinali vengano pagati dal sistema sanitario
> nazionale. Allora, secondo me, devi accettare che i tuoi medicinali
> passino i test che passano tutti gli altri medicinali. E mi pare che i
> farmaci omeopatici questi test non li abbiano passati. Insomma, se tu
> dici che la tua pozione cura il mal di gola, e io do la tua medicina a
> dieci persone e a dieci altre do acqua fresca, senza che ne� io ne� tu
> sappiamo a chi ho dato cosa, e poi viene fuori che la percentuale di
> quelli che guariscono � uguale nei due gruppi, se ne deve ricavare che
> la tua medicina non serve a niente. Non � la stessa cosa con
> l�agopuntura, che, bench� non sia chiarissimo come, funziona e infatti
> la mutua ne paga una parte se chiedi di farla. addirittura, almeno in
> provincia di Bologna, ci sono agopunturisti che hanno l�ambulatorio
> negli ospedali pubblici. Questo per dire che forse c�� una resistenza
> �accademica� alle medicine alternative, ma se queste funzionano, prima o
> poi passano�. Anche Bussola descrive una situazione in evoluzione:
> �Molti medici ASL qui a Milano stanno adottando farmaci omeopatici
> almeno per le cose pi� �di tutti i giorni�. Comunque si tratta di scelte
> personali. Io spero di poterle continuare a fare. E spero che nessuno
> abbia voglia, con la scusa che nulla � provato e che sono fandonie, di
> vietare la vendita di granuli e pasticche. I santoni non mi piacciono,
> ma non mi piacciono neppure quelli che vendono la sacrosanta verit�, che
> come al solito se ne sta nel bel mezzo�.
>
> *3. Omeopatia e Superquarks.
>
> *Il problema non sono per� solo i principi alla base dell�omeopatia, ma
> anche il ruolo che la disciplina gioca nel contesto del mercato dei
> farmaceutici. Simone in tal senso ricordava che un certo uso dei mezzi
> di comunicazione di massa /a-la Angela /gioca un ruolo significativo nel
> contesto delle scelte dei singoli, cos� come di chi li governa. In tal
> senso la denuncia sporta contro Angela sembra pi� che giustificata. Ma
> secondo Luca nel caso specifico, Angela dovrebbe essere scagionato: ��
> insensato che uno possa essere querelato sulla base di una opinione. Il
> servizio pubblico deve garantire il pluralismo, ma non inteso come: se
> parlo di una cosa, devo far parlare anche tutti quelli che non la
> pensano cos� nella stessa trasmissione. Semplicemente, Angela ha diritto
> di pensarla come crede, un po� come
> Panebianco quando scrive sul Corriere�. Giovanni non � completamente
> d�accordo con Luca e ribatte che �ci� che fa arrabbiare molti � il fatto
> di usare la credibilit� legata alla parola SCIENZA. Insomma lo
> scientismo inteso come l'atteggiamento: la SCIENZA (come se poi,
> appunto, la comunit� scientifica fosse una e indivisibile) � la VERIT�.
> Il resto � cialtroneria. E in campo farmaceutico (e dell�agroalimentare,
> che tanto le �grandi firme� sono le stesse) di speculazione criminale
> sulla credulit� delle persone ce n�� tanta. Almeno l�omeopatia non fa
> male�. Invece secondo Mauro: �La questione sollevata da Angela era
> giustissima, per quanto la �scienza di Quark� e l�aria da elit�
> culturale andrebbe smontata�.
>
> *Conclusioni
>
> *Rimango abbastanza perplesso. Soprattutto perch� se si sostiene che la
> omeopatia � diversa dalla medicina tradizionale, l�unica differenza
> sembrerebbe essere sui fondamenti filosofici e non medici, dove invece
> �come sostiene Bussola- gli effetti medici (placebo, psicologici o
> fisiologici) sono ad ampio spettro e ancora abbastanza difficili da
> inquadrare. Anche perch� lo sciamano che somministra un principio
> curativo x, lo fa sulla base di una filosofia sua che magari potrebbe
> essere ancora pi� cialtrona di quella dell�omeopatia. Non lo fa certo
> perch� (contro Tiziano) � a conoscenza del fatto che l�erba x contiene
> una molecola chimica di metil-tri-fano-fosfato (tanto per dire).
> Bisognerebbe forse rileggere certe considerazioni del filosofo francese
> Michel Foucault, quando sostiene che la medicina tradizionale differisce
> da quella moderna perch� associa alle cose dei simboli. L�omeopatia, e
> le altre medicine alternative, a modo loro fanno ancora questo (ad
> esempio, la molecola d�acqua e la memoria). In tal senso si pu� accusare
> la omeopatia di essere una disciplina tradizionale un po� �finta�, un
> po� �artificiale� e un po� �tarocca� (magari ha ragione Yuri in questo),
> si pu� forse dire che l�omeopatia sta alla medicina tradizionale come i
> Testimoni di Geova al Cattolicesimo. Si pu� dire con Gaber, che
> �l�omeopatia � di destra e il candombl� di sinistra�. Ma non certo di
> essere di un grado di �cialtroneria� diverso da quello di altre medicine
> tradizionali o alternative. Cos� dissociare la omeopatia da agopuntura o
> fitopratica mi sembra sbagliato (Mauro e Tiziano dicono che una funziona
> e l�altra no... perch�?). Entrambe partono da una concezione filosofica
> della cura abbastanza simile, associando sintomi a principi attivi che
> percepiscono il corpo e la mente di fuori da studi fisiologici e dati
> quantitativi biochimici e si riferiscono prevalentemente al simbolismo.
>
> In tal senso il tentativo di sparare a zero sull�omeopatia da parte di
> Angela va inteso nella sua valenza tutta politica (secondo me su questo
> ha ragione Giovanni). Si usa la scienza come arma politica per negare lo
> sviluppo di altri contesti la cui �scientificit�� potrebbe non
> rispondere a regole canoniche. Inoltre si spara al pesce grosso
> (omeopatia) per colpire anche quelli pi� piccoli (le sue sorelle
> medicine alternative). Non sto qui a difenderli perch� a me non me ne
> torna nulla. Non sono un supporter dell�omeopatia, semmai della libert�
> di opinione. Continuer� ad essere un adepto dell�Aspirina e della Coca
> Cola sapendo che fanno entrambe male, anzi malissimo (e non solo a me).
> Tuttavia mi sembra evidente che c�� stato un tentativo per fare in modo
> che la medicina tradizionale (pi� o meno) non vada ad intaccare
> equilibri consolidati, come d�altra parte a giudicare dalla crescita di
> certe medicine alternative sta gi� succedendo. Per questo
> (personalmente) giudico l�operazione di Angela poco gradevole. Cos� come
> d�altra parte i fondi di Panebianco. D�altra parte non considero certo
> un caso che fanno scrivere Panebianco sul Corriere e fanno lavorare
> Angela in RAI. Il controllo dei mezzi di comunicazione di massa � uno
> dei fattori su cui si fonda la governabilit� di uno stato in generale e
> dello stato italiano pi� nello specifico (Gelli e P2 docet).
>
> Non ho un punto di vista specifico rispetto al finanziamento pubblico.
> Rimango scettico sui trial medici. Vedo la questione da appassionato
> discepolo di Kuhn: chi sta dentro un paradigma dominante fa i trial
> medici in consonanza con il paradigma dominante. In tal senso mi sembra
> semplicemente ovvio che i protocolli non si adattino all�omeopatia.
> Sarebbe contrario alle regole della scienza moderna. Avete mai visto dei
> fisici proporre oggi dei trials sull�esistenza dell�etere o dei chimici
> su quella del flogisto? D�altra parte, come Mauro dice (e si
> contraddice), non funzionano neanche per la cura Di Bella. Che facciamo
> la buttiamo via? Forse ( e dico forse) sono d�accordo con Bussola. Mi
> sembra che lo Stato dovrebbe garantire la libert� di scegliere e mettere
> a disposizione diversi metodi per diversi pazienti. Garantire cio�
> diversit�. E magari chi lo sa che in un sistema in cui medicine
> tradizionali e non, omeopatiche e non sono in grado di confrontarsi
> quasi in un regime di parit�, non finiremmo tutti per diventare
> omeopati. In tal senso, non mi trovo molto d�accordo con Luca quando
> parla di garantire solo il �sistema pi� efficace�. Efficace rispetto a
> chi? La diversit� di opinoni che � stata espressa qui dimostra che non
> esiste un unico metro di valutazione per l�efficacia medica. Ma solo
> metodi consoni a paradigmi consolidati. Anty non darebbe un rimedio
> omeopatico neanche al suo gatto, Bussola ne fa invece a volte uso.
> Secondo me, mettere a dispozione cure diverse per pazienti diversi
> sarebbe forse la pi� efficace delle soluzioni mediche. E inoltre passare
> da un sistema top-down in cui il medico decide quale cura per il
> paziente (senza discuterne) a un sistema di opzioni in cui il paziente �
> libero di scegliere quella che pi� si conf� alla sua personalit�. Ovvio
> che una situazione di libert� di scelta si riferisce qui ad uno spettro
> di patologie ben definito. Quindi non considererei esempi estremi dagli
> arti rotti fino a malattie gravi di altro tipo, in cui alla libert� di
> scelta si sovrappone la necessit� di intervento e cura immediata.
> _______________________________________________ www.e-laser.org
> [EMAIL PROTECTED]
--
*********************************************************
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla
liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali"
(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 11)
"Italy shall repudiate war as an instrument of offence
against the liberty of other peoples and as a means for
settling international disputes"
(Italian Constitution, art. 11)
********************************************************
_______________________________________________
www.e-laser.org
[EMAIL PROTECTED]
_______________________________________________
www.e-laser.org
[EMAIL PROTECTED]