Il 09 febbraio 2010 17.05, rino lo turco <[email protected]> ha scritto:
> pac ha scritto: in data 15/01/2010 19.21:
>>
>> Il giorno 18 dicembre 2009 09.50, rino lo turco <[email protected]> ha
>> scritto:
>>
>>
>>>
>>> pac ha scritto: in data 18/12/2009 9.32:
>>>
>>>  Domanda tendenziosa
>>>
>>>>
>>>> Se questi dipendenti o una parte di essi naviga per i fatti suoi su
>>>> internet, e cache e cronologia dovunque siano sono consultabili e da
>>>> queste si possono
>>>> dedurre tendenze politiche, sessuali, religiose o altro si ? costretti
>>>> a fare il DPS ?
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>
>>> il problema ? che tali dati non possono esserci !!!  se esiste in azienda
>>> un sistema che permette di conoscere tali informazioni va eliminato!
>>> fare il dps non legittima assolutamente un trattamento
>>> rino
>>>
>>>
>>> Io ho fatto un altro discorso, probabilmente mi sono spiegato male.
>>>
>>
>> Molte aziende hanno dati sensibili non considerati come tali  e sono cache
>> e
>> cronologia, su pc protetti da password, fw etc ma comunque questi dati
>> esistono.
>>
>
> credo tu stia confondendo la classe del dato con il contenitore o prodotto
> che permette il suo trattamento.
> Se gli utenti operano secondo le regole non vedo il motivi di avere in cache
> dati sensibili, mica vanno a cercarsi la f... mentre lavorano?
> diverso è se fanno parte di strutture ad esempio sanitarie.
>>
>> Non c'? trattamento dei dati perch? al massimo vengono "trattati"
>> dall'utente stesso che li ha generati ritornando nei vari siti, c'? solo
>> l'esistenza di questi dati che comunque possono
>> esser sensibili.
>>
>
> in sintesi "trattamento è qualunque cosa tranne il pensiero".
> quindi il solo fatto di detenere anche temporaneamente dei dati è un
> trattamento .
> nel tuo caso a svolgerlo sono gli incaricati ma il trattamento ha un
> titolare che è il datore di lavoro perché lui mete a disposizione i mezzi e
> chiede agli utenti di andare in rete.
>
>
>
>> Occorre il dps e magari la cifratura o non essendoci un trattamento vero e
>> proprio non sono tenuti a nulla di tutto ci? ?
>>
>>
>
> come detto un trattamento o c'è o non c'è , la luce o è accesa o è spenta
> non mezzo e mezzo.
>
> a rigore la navigazione in rete per attività d'ufficio non prevede una
> navigazione su siti contenenti dati sensibili quindi ......
> certo se l'azienda è permissiva.....
>
> rino
>
>
Intanto grazie mille, per la risposta.
Una sola precisazione, le aziende spesso non sono permissive, ma
volenti o nolenti qualcuno che "accende" la luce può capitare e senza
buttarsi nella malafede
qualcuno che per impegni politico, religiosi o per esempio preoccupato
di una malattia diagnosticata fa delle ricerche in rete, si fa mandare
via mail dei dati sensibili insomma
sono tutti casi che capitano quotidianamente. così come i casi da
edicolante online.
L'edicolante è una persona a conoscenza di un'enormità di dati
sensibili dei suoi clienti, perchè sa chi compra tutte le mattine
l'Unità o la Repubblica, piuttosto che Libero o il Giornale o Famiglia
Cristiana etc etc
Ecco i giornali sono anche online e può essere che i dipendenti diano
un'occhiata quotidiana lasciando così inconsapevolmente tracce
sensibili.
Ancora grazie e ciao

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