Se non ricordo male, lo stesso Garante per la privacy ha ribadito che
è impensabile che un dipendente non usi Internet o la propria posta
elettronica per fini personali sul posto di lavoro. Sempre che questo
sia regolamentato da limiti orari e ovviamente usi leciti. Il garante
ha ribadito che il dipendente, vivendo gran parte della sua giornata
in ufficio, non può rinunciare ad un suo spazio privato.

Insomma se sono libero di scambiare quattro chiacchiere con il collega
o con l'amico al telefono, devo anche poter gestire la mia posta
elettronica nella mia pausa pranzo. Poi certo non mi posso lamentare
se i miei dati sensibili non sono gestiti opportunamente dall'azienda.
Per il semplice motivo che li devo gestire io!

Concordo che pensare di utilizzare il PC in ufficio solo per attività
lavorative è una pia illusione. Piuttosto che pretendere di gestire
l'ingestibile è meglio avvertire i dipendenti con delle opportune
comunicazioni. Il tutto supportato da un buon legale.

Roberto

Il 20 febbraio 2010 12.24, pac <[email protected]> ha scritto:
> Il 14 febbraio 2010 23.29, rino lo turco <[email protected]> ha scritto:
>> pac ha scritto: in data 09/02/2010 19.40:
>>>
>>> Intanto grazie mille, per la risposta.
>>> Una sola precisazione, le aziende spesso non sono permissive, ma
>>> volenti o nolenti qualcuno che "accende" la luce può capitare e senza
>>> buttarsi nella malafede
>>> qualcuno che per impegni politico, religiosi o per esempio preoccupato
>>> di una malattia diagnosticata fa delle ricerche in rete, si fa mandare
>>> via mail dei dati sensibili insomma
>>> sono tutti casi che capitano quotidianamente. così come i casi da
>>> edicolante online.
>>>
>>
>> Se ciò avviene significa che l'azienda è permissiva, se poi come dici cio
>> accade quotidianamente allora non è permissivismo ma regola continua.
>> Quindi in definitiva la navigazione per attività d'ufficio non puo generare
>> trattamenti sensibili salvo casi particolari ma che dipendono dall'ufficio
>> non certo dal dipendente.
>> Se l'azienda vuole permettere la lettura del giornale in ufficio non ha che
>> da comportarsi come per il fumo , predisponendo spazi appositi che nello
>> specifico significa predisporre pc appositamente predisposti per l'uso
>> personale secondo regole stabilite, diciamo nell'area bar?
>> rino
>>
>
> Mi rendo conto che sto polemizzando senza alcun fine utile alla
> discussione, ma mi permetto di dire che pensare che solo in poche
> aziende (quelle permissive) i dipendenti (tutti/qualcuno/uno solo)
> visitano
> siti e/o inviano/ricevono mail a fini personali, mentre in quelle non
> permissive questo non capita mai e nessun dipendente riesce o si
> permette di vistiare siti, inviare ricevere mail a fini personali è
> pura fantascienza.
> Comunque è bello crederlo.
> Ciao e grazie per gli aiuti
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