pac ha scritto: in data 09/02/2010 19.40:
Intanto grazie mille, per la risposta.
Una sola precisazione, le aziende spesso non sono permissive, ma
volenti o nolenti qualcuno che "accende" la luce può capitare e senza
buttarsi nella malafede
qualcuno che per impegni politico, religiosi o per esempio preoccupato
di una malattia diagnosticata fa delle ricerche in rete, si fa mandare
via mail dei dati sensibili insomma
sono tutti casi che capitano quotidianamente. così come i casi da
edicolante online.
Se ciò avviene significa che l'azienda è permissiva, se poi come dici cio accade quotidianamente allora non è permissivismo ma regola continua. Quindi in definitiva la navigazione per attività d'ufficio non puo generare trattamenti sensibili salvo casi particolari ma che dipendono dall'ufficio non certo dal dipendente. Se l'azienda vuole permettere la lettura del giornale in ufficio non ha che da comportarsi come per il fumo , predisponendo spazi appositi che nello specifico significa predisporre pc appositamente predisposti per l'uso personale secondo regole stabilite, diciamo nell'area bar?
rino

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