On 09/gen/10, at 15:02, vecna wrote:
A mia soggettiva percezione, le intercettazioni telefoniche e quelle
telematiche vengono considerate tra loro pari, in quanto a metodologia
di realizzazione e considerazioni alla base.
Questa parità non c'è per via di differenze tecnologiche profonde, e
non
fare queste distinazioni comporta valutazioni di rischio e delle
conseguenze del tutto squilibrate.
Per non parlare del fatto che sia su internet che sul telefonico (con
lo spostamento dei trunk telefonici su rete a communicazione di
pacchetto), si diffondono sempre di più tecniche di *intercettazione
parametrica* .
Con la parametrica dal punto di vista tecnico-operativo "intercetti
tutti" e "analizzi solo quello che ti serve" (i parametri che
determinano cosa intercetti per l'appunto) .
Per cui si passa dal monitoraggio di "un soggetto" inteso come
intestatario di una linea di comunicazione al monitoraggio delle
comunicazioni di tutti all'interno di cui si cerca di fare il
"monitoraggio di un soggetto".
Ovviamente non è normata dal punto di vista giuridico la metodologia
di intercettazione parametrica, che si presta a ogni genere di uso e
abuso.
Pesca a strascico su internet in questo modo (e quante macchine di
ascolto e loadbalancer per sniffing multi-gigabit) !
Rimane comunque il fatto che per "il legislatore" è meglio così perchè
riesce meglio a far fronte alle esigenze operative e di flessibilità
relative all'evoluzione delle nuove tecnologie e delle rispettive
esigenze di monitoraggio.
Sarebbe pensabile regolamentare "intercettazione delle chat" e
"intercettazione delle email" quando poi arriva "google wave" che non
è nè l'uno nè l'altro?
Allora a quel punto si dovrebbe fare una procedura di regolamentazione
per "intercettazione di google wave" ?
Quindi sulle intercettazioni internet la *parametrica* rappresenta
imho il più importante di tutti i rischi del diritto.
-naif________________________________________________________
http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List