On 06/12/2010 01:06 AM, chopinx04 wrote:
> [....]
> stavo leggendo il thread e quindi mi e' sorto il dubbio: ma allora
> cosa dovrebbe fare Aruba o qualsiasi ISP che fornisce servizi PEC?
> 
> Di fatto se la password viene salvata con hash nel database, allora la
> cosa piu' opportuna resettarla con una password causale e inviare
> l'email al richiedente con la password stessa, ma come si diceva in
> precedenza questo e' comunque insicuro perche' il destinatario
> potrebbe essere malicious, il mezzo e' insicuro e cosi' via...

Invio via email, all'indirizzo fornito al momento della registrazione,
di una one time password per l'accesso alla pagina web di reset e
richiesta della "risposta magica".

> 
> Anche se si procedesse (come mi pare facciano certi) con l'invio di un
> email con un link random valido per un tot di ore per resettare la
> password incorriamo sempre nella situazione precedente.

No, la "domanda salvapassword" serve proprio a questo. Ci sono un paio
di accortezze da prendere (ad esempio evitare date di nascita e cose
"ovvie") ma se implementata decentemente funziona.

> 
> Allora, dopo tutto questo, mi chiedo: e' proponibile per questo tipo
> di servizi obbligare i clienti ad avere una chiave asimmetrica di
> qualche tipo cosi' che l'email contenente la password resettata o il
> link o qualsiasi altra soluzione possa essere cryptata lato server con
> la chiave pubblica del cliente? O secondo voi una soluzione del genere
> e' troppo sofisticata?

Fondamentalmente complicato. E soprattutto entri in un loop infinito se
l'utente perde anche la sua chiave asimmetrica. ;)

> Secondo me a senso proprio per il fatto che la PEC ha valore legale.

Anche per questo cappellate come quella di Aruba sono estremamente gravi.

> 
> Saluti e buona serata,
> 0x412E
> 
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