concordo in linea di massima e infatti giusto ieri ad un cliente che
chiedeva supporto per la definizione delle specifiche per un ambiente
"virtualizzato", ho suggerito di mettere come prima voce del budget
quella per la formazione/aggiornamento dei sistemisti in forza
all'azienda cliente sul prodotto da acquistare (che non vendo io, mi
occupo di altro, ma è funzionale a quello che vendo).

A valle di una buona analisi, infatti, va aggiunto anche il "costo
fermo macchina" da raffrontare al "costo di formazione sistemisti" ad
esempio, ritenendola questa una "mitigation" dei rischi.

buoni apparati
personale addestrato
personale aggiornato
buon software
buone procedure di disaster recovery ma anche
buona analisi dei rischi

secondo me permettono di gestire bene anche una infrastruttura
virtualizzata, possibilmente sfruttando quello che io reputo  un
vantaggio rispetto alla struttura fisica, ossia la possibilità di
effettuare "recovery" in maniera più semplice e veloce che non su
macchine fisiche

sto omettendo altri presupposti, ma penso che ci siamo capiti.

in ultima analisi, se il "guaio" deve succedere succede lo stesso, e
non ci può nemmeno un corno rosso napoletano... ma almeno uno è
tranquillo che ha fatto tutto il possibile per evitare il "guaio".

riguardo, e concludo, gli strumenti di monitoraggio, diventano parte
integrante di un "buon lavoro" quindi basta sceglierne uno, adatto
anche al monitoraggio degli ambienti virtualizzati (e qui so che non
si può fare pubblicità, quindi non cito), ci si impegna nel capire
come funziona e si usa.



-- 
Calogero Bonasia aka 0disse0
http://www.calogerobonasia.info/
________________________________________________________
http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List

Rispondere a