Concordo su tutta la linea.
Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo un po'
come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che Jovanotti, che
spesso ragiona su temi di assoluta profondità (indipendentemente
dall'essere o meno in accordo con i suoi pensieri), avesse altre ragioni,
ma potrei sbagliarmi.

Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui
mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano
sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun
controllo.

Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa
bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere su
tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire


Dottore di ricerca in diritto processuale penale
Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori

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Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio <[email protected]> ha
scritto:

> > In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma
> nemmeno
> > da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario
> > intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno
> > fondamentale.
>
> Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo
> passo
> si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel
> "ragionevole dubbio"
> che, tu ci insegni, è alla base del diritto?
>
> L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere.
> Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto
> il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità
> assoluta,
> inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente
> considerata
> sovrumana.
>
> Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la
> procedura che
> ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le
> occorrenze.
> Ma non è per niente così, non funziona così.
>
> A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in
> pochi minuti,
> avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto
> tirare in ballo ChatGPT?
> Semplicemente perché va di moda?
>
> L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i
> giocattoli parlanti che
> si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro.
> Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto
> detto da un
> "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un
> software statistico.
> Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si
> debbano costruire (anche)
> reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.
>
> In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase:
> "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.
>
> A.
>

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