Sarebbe interessante testare il dataset anche su altri LLM e tentare un benchmarking/explanation mediante Chain of Thought.
Testarlo mediante diversi pattern di prompt e fare un assessment.

E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-).

mp
Il 18/04/2025 12:50, Andrea Bolioli ha scritto:
Buongiorno a tutti,

grazie mille Antonio per la lista di frequenza, sei stato velocissimo. Se hai raccolto i testi, puoi condividere il "corpus" di Jovanotti? Grazie a Stefano Quintarelli per l'interesse e a tutti per le riflessioni stimolanti.

Sono d'accordo in particolare con Antonio:
"Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana. Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così." Aggiungo che la risposta di GPT era evidentemente verosimile e "consolatoria": ha scritto una cosa che ha fatto piacere a Jovanotti e poi a tutti quelli che erano al concerto. Ci ha anche stimolato a riflettere.

L'interazione con GPT ha qualcosa di simile con l'interazione che abbiamo avuto per anni con la TV broadcasting: non si sapeva come funzionasse, tutti quanti la guardavamo e pensavamo che dicesse la verità o comunque cose autorevoli. Ancora adesso è così in molti Paesi, la TV unica parla con autorevolezza. GPT ha molta autorevolezza. Oltre ad essere, per molti, divertente, utile, interessante, colto, meraviglioso, o perlomeno stimolante.

Buona Pasqua,
Andrea


On Fri, Apr 18, 2025 at 9:33 AM Eleonora Colombo <[email protected]> wrote:

    Concordo su tutta la linea.
    Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo
    un po' come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che
    Jovanotti, che spesso ragiona su temi di assoluta profondità
    (indipendentemente dall'essere o meno in accordo con i suoi
    pensieri), avesse altre ragioni, ma potrei sbagliarmi.

    Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni,
    notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei
    Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da
    ChatGpt e senza farne alcun controllo.

    Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa
    bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere
    su tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire


    Dottore di ricerca in diritto processuale penale
    Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori

    CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25

    MILANO - via Larga n. 8

    cell. 00393382435843

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    fax 00390289097116

    e-mail: [email protected]

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    Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio
    <[email protected]> ha scritto:

        > In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da
        santificare ma nemmeno
        > da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con
        un necessario
        > intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora
        il perno
        > fondamentale.

        Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando
        avanti di questo passo
        si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei
        giudicanti) quel "ragionevole dubbio"
        che, tu ci insegni, è alla base del diritto?

        L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far
        riflettere.
        Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT,
        non si è posto
        il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come
        verità assoluta,
        inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza
        evidentemente considerata
        sovrumana.

        Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente
        eseguito la procedura che
        ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e
        calcolarne le occorrenze.
        Ma non è per niente così, non funziona così.

        A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto"
        e, quindi, in pochi minuti,
        avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché
        ha voluto tirare in ballo ChatGPT?
        Semplicemente perché va di moda?

        L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto
        i giocattoli parlanti che
        si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro.
        Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere
        seriamente quanto detto da un
        "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa
        avvenire con un software statistico.
        Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei
        datacenter AI, si debbano costruire (anche)
        reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.

        In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te")
        c'è la frase:
        "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.

        A.


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Full professor of Legal Informatics
Department of Legal Studies
Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Alma-AI Head of Unit of Research “AI for Law and Governance”
Coordinator of PhD International Programme Law, Science and Technology
President of International Association for Artificial Intelligence and Law
Member of the Scientific Committee of the Società Italiana di Filosofia del 
Diritto
Winner of ERC HyperModeLex:https://site.unibo.it/hypermodelex/en
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