Il 05/07/2012 16:08, Stefano Salvador ha scritto:
Grazie Simone dell'ottima panoramica sulla situazione.

Al contrario, parlare di "popolazioni parlanti il friulano" è
vago. Ai friulani chiedo: se vado in Comune a Tavagnacco e non so parlare
italiano ma solo friulano, i dipendenti pubblici sono tenuti a comprendermi,
così come accade in TAA, VDA e a Gorizia e Trieste?
Non c'è nessun obbligo. Diciamo che se arriva il vecchietto che ha sempre parlato friulano l'impiegato che lo aiuta si trova quasi sempre (e questo credo che valga un po' per tutta Italia). Ciao, Stefano

La legge di cui in oggetto è consultabile alla pagina:

<http://www.parlamento.it/parlam/leggi/99482l.htm>

e l'articolo 2 chiarisce quali  sono le lingue tutelate:


   Art. 2.
   1. In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e
   in armonia con i princípi generali stabiliti dagli
   organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela
   la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi,
   catalane, germaniche, greche, slovene e croate e
   di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale,
   il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

Nell'articolo 3 della stessa legge si può comprendere che l'attuazione è demandata alla regione, provincia, comune o enti locali in generale.

Noi dovremmo semplicemente applicare alla tecnologia quanto a disposizione, senza se e senza ma.

Pertanto la domanda si ripropone:
Dobbiamo riportare l'usanza dei cartelli stradali con la doppia dicitura oppure abbiamo una soluzione tecnica più elegante?

Saluti,
Berti

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