> > > non si devono fare eccezioni, e non si fa automaticamente torto a qualcun > altro: la comunità locale decide a base della loro conoscenza del > territorio cosa è il nome generico di un posto, e se ce n'è solo uno > principale, oppure forse due o tre. Si fa torto non ammettendo la > precedenza di chi abita il posto e lo conosce profondamente. >
Non possiamo neanche reinventare la ruota però. I famosi "pezzi di carta" anto vituperati come la legge sulla tutela delle minoranze linguistiche sono il frutto di discussioni simili a quella che stiamo portando avanti qui, che hanno impiegato molto tempo e hanno coinvolto buona parte della società civile (non solo le 10 persone che leggono questo thread). L'istat in realtà fa esattamente quello che facciamo noi cercando di armonizzare le indicazioni legislativi con quello che viene recepito dal territorio, i tempi sono ovviamente diversi ma se il bilunguismo in Sardegna o da altre parti continuerà ad essere sentito e tutelato prima o poi finirà anche nei loro elenchi per certo. Mettere i doppi nomi o il singolo nome non è una scelta "neutra" in name ma ha un preciso significato politico che è importante in ogni angolo del mondo, non solo in Italia. Personalmente non mi schiero ma ritengo che gli amici della Sardegna potrebbero dare maggiore visibilità alla loro lingua e cultura collaborando per un rendering personalizzato. Ciao, Stefano
_______________________________________________ Talk-it mailing list [email protected] https://lists.openstreetmap.org/listinfo/talk-it

