--- fabrizio venerandi ha scritto:
> Davide Prina ha scritto:

> openoffice a neooffice la licenza è cambiata. quello che voglio dire è 
> che domani chi fa la versione per mac di openoffice potrebbe deciderlo 
> di farlo diventare un programma commerciale e di venderlo modificando i 
> termini della licenza. anche staroffice è in fondo la versione 
> commerciale di openoffice.

può cambiare solo nei termini della licenza, cioè da LGPL diventare GPL, ma non
può diventare un prodotto commerciale. Non può essere trasformato in un
prodotto simile a StarOffice, o meglio, ipotizzando l'impossibile, l'unico che
può farlo è Sun che, grazie alle carte che fa firmare a chi partecipa allo
sviluppo, può effettuare questo cambio (che però non può essere retroattivo).
Però se Sun fa questo cambio di sicuro non avrà più aiuto dalla comunità, anzi
si avrebbe un fork e la generazione di un prodotto da cui Sun è esclusa.

Io o tu o qualsiasi altro se emette OpenOffice.org sotto licenza non
compatibile con la LGPL sta infrangendo la legge e penso che Sun chiederebbe
immediatamente il ritiro del mercato di tale prodotto emesso in modo illegale.

> >Se hai accettato una licenza ed usato un software per molti anni creandoti
> un
> >archivio dati non indifferente ed ora non accetti la nuova licenza, allora
> può
> >risultare impossibile un passaggio indolore ad un altro prodotto ... sempre
> che
> >questo passaggio sia possibile.
> >  

> nella mia esperienza lavorativa questi cambiamenti sono abbastanza 
> frequenti e  avvengono più spesso per politiche interne di potere che 
> per abbandono di una casa produttrice. in quel caso c'è sempre un server 
> in cui resta la vecchia copia del programma e i lavori nuovi si fanno 
> col nuovo. ovviamente ci saranno ambiti lavorativi in cui questo non è 
> possibile, ma in molti altri la retrocompatibilità non è un valore così 
> assoluto.

questo è vero, in alcuni ambiti il passaggio è semplice, ma non è sempre così.
Inoltre usare più programmi incompatibili o parzialmente incompatibili può
essere un problema se hai bisogno dei dati vecchi per generare quelli nuovi.

> >Ti faccio un esempio banale: da quello che ho letto se compri musica con
> ipod,
> >allora accetti, tra l'altro, che tale musica tu la possa ascoltare solo su
> ipod
> >  
> >
> la musica la comperi con un computer, poi la puoi trasferire su ipod o 
> su altri computer fino ad un massimo di cinque.

http://www.eff.org/IP/DRM/guide/

da quello che dice qui non è possibile sentirla su un altro player che non sia
ipod ... poi di più non so
 
> >... se da un certo punto in poi rifiuti di accettare l'uso di ipod perché
> non
> >accetti la licenza d'uso che l'accompagna, allora rinunci a tutta la musica
> che
> >finora hai comprato! E se la rivuoi risentire con un altro player devi
> >ricomprartela tutta!
> >  
> >
> il pericolo che citi è reale, ma c'è da aggiungere che tutta la musica 
> comperata su itunes può essere legalmente masterizzata su normali cd e 
> quindi la sua compatibilità futura è meno problematica di come la 
> dipingi. il problema ci sarebbe solo se tu non volessi più usare un 
> formato aac con drm apple su un player digitale, visto che non credo che 
> la copia di sicurezza si potrebbe applicare anche ai cd audio masterizzati.
> aggiungo solo che si tratta di una tecnologia recentissima i cui limiti 
> o pregi si vedranno sul medio e lungo termine.

però nel documento che ho indicato dice che:
1) tu paghi, ma la musica è di apple e quindi può cambiare le carte in tavola,
come ha già fatto, ed impedirti un uso che attualmente ti è dato (non ho capito
come, probabilmente puoi usare solo un dato player per sentirla)
2) non puoi vendere o dare ad altri quello che hai comprato ... perché non è
tuo

Comunque questo voleva solo essere un esempio, che io reputo estremamente
negativo, di qualcosa che attualmente è reale.
 
> > come dicevo l'utente ritiene assurde e irrealizzabili alcune norme della
> >
> >licenza d'uso e quindi le accetta perché ritiene che non potranno mai essere
> >applicate. Ma quello che ti chiedo io è: sono così stupide le aziende che
> >creano tali norme? Non sanno cosa scrivere in tali licenze d'uso o forse
> devono
> >trovare un po' di lavoro al loro personale che lavora nel settore legale?
> >  
> >
> probabilmente si tratta di norme legali generali che -a mio parere- 
> indicano la linea di condotta dell'azienda più che l'effettivo desiderio 
> di attuarle.

veramente in questioni legali il "probabilmente" equivale al nulla. Se c'è una
norma e tu l'accetti poi non puoi tirarti indietro. Se fai un investimento e
firmi senza leggere ed una delle norme del contratto recita che puoi perdere
tutto il capitale ... se poi lo perdi interamente non puoi dire che tu ritenevi
che "probabilmente" quella norma era una linea guida e non era desiderio
dell'azienda attuarla ...

Ora non ricordo più in quale licenza d'uso fosse, ma avevo letto che per usare
un prodotto bisognava, in pratica, accettare che la società potesse prelevare
dal tuo conto corrente fino a tot nell'eventualità che tu infrangessi la
licenza :-O ... uno può ritenerla una norma inattuabile ... però forse non è
poi così inattuabile visto che tu usi un eseguibile di quella casa che,
volendo, può leggere tutto quello che c'è sul tuo hard disk, che può leggere
tutti i tasti che premi, che può sapere a cosa ti colleghi e può spedire tutte
queste informazioni dove vuole ... e se usi il tuo PC per un conto on-line ...

> per quanto la cosa possa sembrare strana, che una software house mi 
> dichiari che installerà un programma sul mio computer per rilevare che 
> il software che utilizzo è originale non mi toglie il sonno. me lo 

quindi accetti che oltre a tale controllo possa invadere la tua privacy, sapere
quello che c'è sul tuo PC, cosa fai, cosa guardi, le tue password, ...
Ti faccio presente che i dati personali, le preferenze delle persone, ... sono
una "merce" molto redditizia

> toglie se non me lo dice o se il software, come il caso della sony è 
> fatto con i piedi.

veramente quel software è fatto bene e non con i piedi, infatti da quanto
risulta protegge bene l'opera che ti hanno venduto e non esiste una
sprotezione, quindi non è così semplice aggirarlo.
Se poi causa problemi ad altri software è un problema secondario ... se non
ricordo male questo è quello che succede ad ogni nuova versione del sistema
operativo di casa microsoft ed a volte con l'installazione di alcune patch

> sapendolo posso decidere, come consumatore, di non acquistare il 
> prodotto o di non utilizzare la sua licenza.

ora io non ho letto la licenza Sony per quei CD, ma penso che in essa si fa
accettare bene o male tutto quello che quel software fa, forse chi l'ha letta
ed accettata pensava che non era possibile realizzare quanto in essa indicato
... Per saperlo basta leggere la licenza ed accettarla solo se si ritiene
accettabile ogni singola norma in essa presente, per quanto assurda possa
sembrare.

> no, se leggi la licenza d'uso dice che una licenza d'uso si può usare 
> solo su un computer. ma io mica posso usare solo una licenza d'uso, io 
> posso installarlo su cento computer diversi con cento licenze d'suo 
> diverse. essendo un programma gratuito la cosa non è molto onerosa ;)

ma veramente a me non sembra proprio

***************************
2.a
L'utente può installare e utilizzare il Software su un singolo computer desktop
o laptop che esegue un Sistema operativo autorizzato. Non sono consentiti la
condivisione, l'installazione o l'utilizzo simultaneo su diversi computer della
licenza del Software.
***************************

come puoi dimostrare che stai usando due licenze, quando la licenza è unica?
Non puoi dire io ho due licenze GPL 2.0 ... la licenza GPL 2.0 è una ed unica.

Probabilmente puoi aggirare questa norma installando due versioni differenti di
flash basate su due differenti versioni di licenza.

> ti faccio notare che il sistema operativo da loro autorizzato è "i 
> Microsoft Windows (incluse le versioni PC desktop e laptop standard di 
> Windows 95, 98, 2000, NT, ME, XP Home, XP Professional e XP Tablet PC 
> Edition, ma esclusi specificamente Windows XP Embedded, Windows XP Media 
> Center Edition e successivi).
>     ii      Sistemi operativi Macintosh.
>     iii      Sistemi operativi Linux, esclusa specificamente qualsiasi 
> versione incorporata di Linux.
>     iv      Sistemi operativi Solaris".
> 
> in pratica quello che gli interessa è che il programma funzioni su 
> computer a singolo  utilizzo e non a tablet, videogiochi o sistemi 

perché un PC con uno dei sistemi operativi da loro indicati non può fornire un
servizio internet? Non può essere usato da più persone contemparaneamente? (ti
faccio presente che è in teoria possibile installare X su un PC GNU/Linux ed
usarlo su più computer contemporaneamente).

> che c'entra con quello che ho detto io. io ho detto che se mai una 
> licenza diventasse limitante per il lavoro, il programma verrebbe 
> abbandonato per una licenza meno restrittiva.

questo potrebbe rendere inutilizzabile un programma da un giorno all'altro. Ora
si stanno creando licenze d'uso che obbligano gli utenti ad installare gli
upgrade/patch e vietano la possibilità di usare il software senza tali
upgrade/patch (non so se già ce ne sono, ho solo letto degli abbozzi relativi
al TC). In questi casi tu potresti non poter più usare un prodotto che fino al
giorno prima usavi ...
 
> > io parlo solo per il software libero.Il software libero non agisce 
> > solo dove ci sono degli interessi economici,
> 
> 
> >agisce dove ci sono degli interessi personali di chi crea quel software.
> >Se vi sono interessi economici, ma non l'interesse personale, allora non
> >nascerà un software libero in quel settore.
> >L'interesse personale è soggettivo e può essere semplicemente dimostrare di
> >essere in grado di realizzare qualcosa, qualcosa che magari non ha utilità o
> è
> >usato soltanto da 1 persona la mondo: il programmatore.
> >  
> >
> questo lo rende certamente limitato nel suo utilizzo, soprattutto se si 

veramente non è affatto vero perché ci sono i sorgenti a disposizione. Una cosa
usata da una sola persona la mondo può introdurre parti "nuove" che possono
essere immesse in altri progetti; inoltre quello che ora ha un solo utente
domani potrebbe averne milioni.

> parla di pacchetti software che sono utilizzati per lavoro, di cui si 
> devono avere versioni stabili, aggiornate e produttive. io rispetto la 

prima di tutto il software non è usato solo per lavoro e poi un software libero
permette di aggiungere o far aggiungere quelle parti che mancano o che si
vogliono cambiare ... con il software commerciale questo non lo puoi fare
proprio perché non è flessibile.
Per esempio io ho adattato un software libero che dovevamo usare in un progetto
lavorativo e non era in grado di eseguire una data funzionalità. Mi sono
guardato i sorgenti e ho fatto una piccola modifica per adattarlo ai nostri
bisogni impiegandoci, se non ricordo male, 2-3 giorni. Se quel software fosse
stato commerciale avremmo dovuto o rinunciare a quella funzionalità per noi
basilare o buttare nel cestino quel prodotto ormai acquistato e cercarne un
altro ... molte volte mentre progetti non hai la possibilità di conoscere tutti
i requisiti necessari, soprattutto se ti interfacci con altre realtà/aziende
per creare il prodotto finale o se le specifiche variano durante la fase di
realizzazione, cioè sempre ;-)
Naturalmente questo è vero soprattutto a livello di programmazione, quando devi
creare un prodotto finale e per realizzarlo cerchi sempre di partire da parti
già esistente che poi assembli insieme. Se invece si è un'azienda che utilizza
soltanto il software, allora ci si adatta a quello che si trova od al più si
chiede ad un'altra la realizzazione un software specifico e sarà quest'ultima a
trovarsi nei problemi ...

> suoi interessi, ma proprio una visione del genere sottolinea la 
> necessità di software commerciale  fatto spesso ad hoc, aggiornato ad 
> ogni nuova normativa di legge uscita e assolutamente professionale.

veramente da quello che mi risulta c'è software commerciale e software
commerciale ... per esempio ve ne sono molti che non rispettano le normative
vigenti e che non sono assolutamente professionali.

Un software commerciale cerca sempre non di soddisfare gli utenti, ma di
conquiestare sempre più grandi quote di mercato, di guadagnare più soldi.
Quando un software commerciale raggiunge una posizione di monopolio poi l'unica
cosa che fa è quella di mantenere il monopolio conquistato.
Come dimostrato da molti casi queste strategie alla fine sono a danno
dell'utente ed il prodotto che mettono a disposizione è tutt'altro che
professionale ed aggiornato.
Un esempio è internet explorer che solo ora che sta perdendo il monopolio di
mercato sta cercando di rinnovarsi, mentre precedentemente, a detta di un
programmatore microsoft [1] che ha partecipato alla realizzazione di tale
prodotto, è rimasto immutato per anni "a parte i colori e le icone".

Un software libero invece più conquista quote di mercato, intese come utenti, e
più tende a rinnovarsi più velocemente perché chi sviluppa software libero è
anche un utente di tale software: chi è colui che realizza qualcosa per se
stesso, o anche per se stesso, e non cerca sempre di ottenere il massimo, che
non cerca sempre di migliorarsi?

Ciao
Davide

[1] http://www.scottberkun.com/blog/?p=115

Dizionari: http://sourceforge.net/projects/linguistico
Conoscere il TC: http://www.no1984.org
Strumenti per l'ufficio: http://it.openoffice.org
Sistema operativo: http://www.it.debian.org
Browser: http://www.mozilla.org/products/firefox
Client di posta: http://www.mozilla.org/products/thunderbird
Linux User: 302090: http://counter.li.org
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