Secondo me il problema è dettato principalmente dalla verbosità di Java
(anche noi abbiamo spesso discussioni sul quando/come/se creare bean
appositi).

A lavoro stiamo sperimentando parti di backend con Kotlin e devo dire che
il problema è molto meno evidente.

Abbiamo una BFF scritta in Kotlin che:
 1. prende json e lo deserializza in un bean
 2. converte il bean in un altro, facendo qualche semplice conversione /
arricchendo il bean
 3. chiama il servizio

Duplichiamo tutto, sia lato REST che lato servizi (nel senso che il vero e
proprio oggetto di dominio, o aggregate nel nostro caso, è un altro
ancora), ma con le data classes di Kotlin ed i named arguments il codice
rimane pochissimo e molto leggibile (così a naso, nel nostro prototipo,
direi almeno 50% meno).

2018-01-16 11:51 GMT+01:00 Federico Fissore [email protected]
[it-torino-java-jug] <[email protected]>:

>
>
> Tatiana Litvinova [email protected] [it-torino-java-jug] ha
> scritto il 15/01/2018 alle 22:47:
> > con un servizio esterno al sistema ecc.), ma in molti casi la logica
> > vera poi non è molta, ed il sistema si limita per la maggior parte a
> > trasformare.
> >
>
> per questo motivo (e altri) avevo smesso di scrivere java bean, in
> favore di mappe con interfaccia fluente e metodi corti (l'ultima che ho
> implementato è https://github.com/ffissore/SteroidMap)
>
> ho evitato di scrivere centinaia di righe di codice e forse di più.
> praticamente facevo in java quello che farei in javascript (non tirate
> pomodori, che non è stagione)
>
> "facevo" appunto, perchè invece dove lavoro ora non funziona così
>
> federico
> 
>



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** Think about the environment before printing

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