On Tue, 2008-07-01 at 07:49 +0200, rino lo turco wrote:
> in una precedente mia riposta ho introdotto il concetto , fortemente 
> deontologico,secondo il quale l'informatico deve occuparsi del 
> contenitore e non del contenuto
> le motivazioni sono varie e tutte indirizzate a fare in modo che ci sia 
> una netta distinzione tra le attività effettuabili dall'operatore e 
> quelle effettuabili dall'utente.
> mi fa moto piacere che la legge 48 2008 , conosciuta da me solo oggi, 
> richieda tale modalità, confermando che sia necessario , urgente e 
> indispensabile un serio cambiamento comportamentale di molti sedicenti 
> informatici.

Rino,
secondo me faresti bene a distinguere tra informatici e amministratori
di sistema. Siamo seri e *precisi* per favore.

Io non amministro sistemi e benche' non mi possa fregiare di (inutili :)
titoli accademici, lavoro a sufficienza nel campo informatico da potermi
considerare parte della generica categoria di "informatico".

> Secondo me vale la pena aprire un serio confronto sulla portata della 48

Si, nel bene e nel male.

Mi sembra interessante che se io per sbaglio cancello un metadato
(ovvero cambio i permessi di un file o sposto il file nel filesystem
causando quindi un'alterazione dei META-dati), rischio da sei mesi a tre
anni (o da uno a quattro anni se operatore).

Che pericolosita' sociale sussiste in un operatore di sistema che ha
commesso un errore? Credi sia possibile diventare perfetti ? Credi che
il software non contenga bachi e che un "cliente" malizioso non possa
accusare un operatore mettendolo in casini per seri per cose stupide e
benali ?

Nota che non si parla in alcun modo della gravita' del danneggiamento
necessario a far scattare il reato. Un operatore potrebbe cancellare un
binario facilmente reperibile in rete a costo zero per "la persona
offesa" e a rigor di legge l'operatore potrebbe essere comunque punito.


Quell'articolo cosi' com'e' (a meno che non sia mitigato da altro testo
che non e' stato riportato) mi sembra solo l'ennesima assurdita'
giuridica degli ultimi anni, una novella di Kafka e' piu' comprensibile.

Simo.


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