Mi domando dove tu abbia dedotto che le mie considerazioni erano indirizzate al caso della regione Sardegna, visto che ho parlato di PA. Il resto del discorso è poi completamente su un altro livello.
Se leggi bene quel che ho scritto senza dare interpretazioni soggettive capirai che il mio discorso era ben altro, ovvero: il bando è quello di una PA, non è il bando ad uccidere l'opensource ma la mentalità di chi lavora e di chi "comanda". Saluti r Il giorno 12 marzo 2009 12.05, Luisa Manigas <[email protected]>ha scritto: > Ciao a tutti. > Mi introduco nel discorso solo adesso, pur lavorando proprio nel servizio > che il bando incriminato l'ha pubblicato, perchè purtroppo, troppo presa a > ricavarmi la mia nicchia di potere, fare con pressapochismo i miei comodi > nonchè i miei lavori di basso profilo (un eufemismo), ero incapace di > occuparmi di un certo tipo di cultura (deduco troppo elevata per noi comuni > impiegati nelle pubbliche amministrazioni). Ah dimenticavo, stavo anche > mettendomi in contatto con gli amici di turno a cui faremo vincere le gare > (faccio notare che con una frase del tipo "se un amico del dirigente di > turno deve vincere la gara, beh... la vincerà" si può anche essere querelati > per diffamazione). > > Detto questo: > - mi chiedo se ancora si crede che nelle pubbliche amministrazioni gli > impiegati vivacchino per le 6 canoniche ore, in cerca del pulsante da > premere per accendere questi apparecchi sconosciuti detti computer. Se > avessimo tempo da buttare per ospitare soggetti esterni presso gli uffici, > sarei davvero ben lieta e orgogliosa di mostrare che profili professionali > di alto livello collaborano con noi, e soprattutto quali risultati si > producono; > - i bandi che pubblichiamo sono tutti redatti in accordo con le leggi in > materia di appalti pubblici; se a qualcuno non stanno bene le leggi può > sempre raccogliere 500mila firme e indire un referendum per modificarle; > - il criterio economico è solo UNO dei diversi criteri con cui si valutano > i professionisti o le aziende nello stilare le graduatorie; professionalità > e curriculum hanno molto più peso del criterio economico; > - la produzione, da parte di un'azienda, di soluzioni informatiche che > comportano un esteso utilizzo di sw opensource può costare ben più di > 2milioni di euro, se l'azienda produce esattamente il prodotto che > soddisfa il cliente. > > Infine se non aderissi alla cultura dell'open source non mi sarei iscritta > all'associazione e non mi occuperei di studiare e informarmi per migliorare > le mie competenze tecniche nel mio personale tempo libero. > > Gradirei infine il rispetto dei lavoratori delle publiche amminstrazioni, > così come noi rispettiamo il lavoro dei liberi professionisti. Si parli > guardando i risultati, e con cognizione di causa, per favore. > > Saluti > > > Luisa Manigas > Regione Autonoma della Sardegna > Servizio informativo e cartografico regionale > Viale Trieste, 186 > 09123 Cagliari > Tel: +39 070 6068081 > Fax: +39 070 6065813 > email: [email protected] > > > > > > ----- Original Message ----- > *From:* Cassiel <[email protected]> > *To:* [email protected] > *Sent:* Thursday, March 12, 2009 10:19 AM > *Subject:* Re: [Gfoss] Sardegna: come si fa ad ammazzare l'Open Source > > Ciao a tutti. > > Il bando della regione sardegna non mi stupisce affatto trattandosi di una > PA, dove ognuno può ricavarsi una nicchia di potere, fare i propri comodi > nonché lavori di basso profilo (un eufemismo) anche utilizzando FOSS. > > Per cui, IMHO, l'open source non viene e non verrà certamente ucciso da > bandi di quel tipo, bensì dalla incapacità di diffondere un certo tipo di > cultura all'interno e tra gli addetti ai lavori... e anche dall'opportunismo > bieco di alcuni che lavorano nel settore, sia dell'opensource che del soft > proprietario devo dire. > > Esiste il pressapoco anche in matematica, figuriamoci quanto vale una > generalizzazione nell'ambito della PA. > Un bando di quel genere vale come il "due di coppe quando la regnante è > spade", se un amico del dirigente di turno deve vincere la gara, beh... la > vincerà, opensource o proprietario. > > Possiamo fare retorica buonista e inneggiare al FOSS ma sappiamo benissimo > che il piatto non si riempie con gli ideali. > > r > > > Il giorno 12 marzo 2009 9.47, Diego Fantoma <[email protected]> ha scritto: > >> Ciao, >> >> forse hai colpito il problema. >> >> Ho fatto dei lavori per un ente locale in cui volevano a tutti i costi >> software libero per questioni di costo (mah...). Pur essendo un fondatore di >> un LUG, ho cercato di portarli su prodotti proprietari ma quando ho visto il >> muro mi sono accordato nel girare i fondi dall'acquisto alla consulenza >> (mia...). >> >> Ora, il progetto constava di due prodotti che si integravano: il primo >> andava senza problemi e, anzi, erano molto soddisfatti. Il secondo invece è >> stato un flop su cui ho perso centinaia di ore. >> >> Ma la stessa cosa può succedere anche con il software proprietario, perché >> se scegli male il programma ti capita uguale. >> >> In entrambi i casi un prodotto blasonato regge, uno di nicchia no. >> >> La differenza è stata che avendo il problema, è stato fatto un grande >> sforzo che ha prodotto una vera e propria formazione coatta sul campo, col >> risultato che ora i tecnici hanno una maggiore competenza sui meccanismi >> relativi a quell'ambito e sono capaci di scegliere il prodotto/servizio >> giusto anche senza una consulenza esterna. >> >> Autolesionismo da parte mia? Forse, ma di sicuro rientra in quella tanto >> sventolata condivisione delle conoscenze alla base del software libero. >> >> D'altra parte la prima libertà del FOSS è quella di non usarlo. >> >> ciao >> d >> >> >> >> Luca Mandolesi ha scritto: >> >>> Invece davanti ad un ente pubblico che ti risponde picche sull'uso del >>> software libero perchè è poco stabile non si hanno garanzie di funzionamento >>> ecc. quali esempi si possono portare. Io per esempio ora sto facendo un >>> lavoro dove tra qgis, grass e gvsig me la cavicchio, ma i crash, >>> comportamenti inaspettati, errori che potrebbero farmi fare danni ne trovo, >>> e li trovo perchè tengo sempre l'atteggiamento di uno che sa che un OS è >>> sempre in corso di sviluppo e qualche baco c'è e lo cerco pure per >>> segnalarlo. Ma qualcuno che lavora nella pubblica amministrazione non ce lo >>> vedo a dover rifare 4 5 volte un vettoriale perchè gli va in crash il >>> programma o se si eliminano features l'indice si incasina. Qua mi par sempre >>> di più che la PA cerchi ripari dietro garanzie contrattuali, più che altro, >>> nel caso i sw facciano casini; da questo punto di vista i sw OS per loro >>> natura non possono essere incatenati a logiche di assicurazioni all'uso, >>> perchè il bello è che se c'è un bug si attiva una "macchina umana" per >>> risolvere il problema e crescere insieme e non una trafila burocratica come, >>> ahinoi, in Italia piace tanto fare. >>> >>> ciao >> >> > ------------------------------ > > _______________________________________________ > Iscriviti all'associazione GFOSS.it: http://www.gfoss.it/drupal/iscrizione > [email protected] > http://lists.faunalia.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss > Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti. > I messaggi di questa lista non rispecchiano necessariamente > le posizioni dell'Associazione GFOSS.it. > >
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