Le aziende BIG per cui ho lavorato in questi 20 anni se possiamo definirle BIG 
a livello italiano: REALE MUTUA, ENI, CSI PIEMONTE, INTESA SAN PAOLO ASSICURA, 
FERRERO, ALENIA , FCA,.etc...e non mi hanno mai chiesto una certificazione. 
Ovviamente sono una "risorsa" in body rental e sono passato dall'essere 
dipendente di azienda con molti dipendenti (ALTRAN) ad un'azienda con 15 
dipendenti e ancora cambiando azienda successivamente...lavorando in consulenza 
direttamente presso il cliente oppure in subappalto per conto delle solite 4/5 
che in Italia già sapete quali sono (vedi classifica top 100 datamanager.it)
 Sicuramente la certificazione è un'arma in più per "vendersi" meglio, e fa 
parte del bagaglio di conoscenze tecniche che puoi o meno sfruttare nel tuo 
lavoro, ma ripeto l'esperienza sul campo così come han già ribadito altri è il 
fattore primario. Poi se hai la fortuna di lavorare con progetti e tecnologie 
attinenti puoi mettere in pratica tutto quello che hai studiato, altrimenti se 
finisci su tecnologie obsolete oppure codice scritto a "capocchia" finisci per 
continuare con quella linea.
 A volte ho fatto anche colloqui tecnici "cazzuti" con domande fac-simile ad 
una Certificazione,  pensate che addirittura quando lavoravo con tecnologia 
Microsoft (ma ero giovine..) mi fecero fare un programmino con Visual Basic al 
pc post colloquio (e non avevo Internet ma solo la guida MSDN)
 

 Buona serata
 Good luck
 

---In [email protected], <andrealigios@...> wrote :

 Comprano sviluppatori un tanto al kg, alla minor tariffa giornaliera 
possibile, magari con 3/4 livelli di body rental innestati. 
 Nessuna capacita' di valutazione delle competenze, perche' gli interni sono 
tutti analisti o project manager, quando va bene.
 Spesso anche quelli sono affittatti (consulenti da 10 anni).
 Il potere interno si misura in "numero di consulenti che ho nella mia 
divisione".
 

 L'unica cosa che chiedono e' la certificazione: il linguaggio lo conosci. 
 Serve a fornire  una parvenza di professionalita' a questa landa desolata.
 

 FRANK

 

 Sacrosanto (e, per non dimenticare: https://vimeo.com/33953825 
https://vimeo.com/33953825 )
 

 I BIG menzionati non hanno prodotti informatici come fine ultimo, e quindi 
possono mantenere tecnologie datate e personale buono anche solo sulla carta.

 

 Quello sottointeso da Giuseppe (il CSI), può permettersi la consulentizzazione 
selvaggia solo in virtù del monopolio di cui gode.

 

 Nelle società di prodotto (es: 
https://bendingspoons.com/careers.html#section-onepercent 
https://bendingspoons.com/careers.html#section-onepercent), più che le 
certificazioni, le lauree e le referenze, contano le interviste (spesso cannate 
in maniera epica: 
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6528766848526278657/ 
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6528766848526278657/ ).
 


 Un saluto


 Andrea

 
 

 Il giorno mar 14 mag 2019 alle ore 22:52 Roberto Franchini ro.franchini@... 
mailto:ro.franchini@... [it-torino-java-jug] 
<[email protected] mailto:[email protected]> 
ha scritto:

   
 


 On Tue, May 14, 2019 at 9:34 PM l.buoncristiani@... mailto:l.buoncristiani@... 
[it-torino-java-jug] <[email protected] 
mailto:[email protected]> wrote:

   
 Mi piacerebbe sapere qualche esempio di "BIG". Io lavoro ed ho lavorato per 
varie realtà che in Italia ritengo BIG (ENI, ENEL, SNAM, Autostrade, SOGEI, 
TIM, etc) e tutte guardavano le certificazioni ed usano tecnologie di almeno 6 
anni spesso anche fuori supporto.







 

 Comprano sviluppatori un tanto al kg, alla minor tariffa giornaliera 
possibile, magari con 3/4 livelli di body rental innestati. 
 Nessuna capacita' di valutazione delle competenze, perche' gli interni sono 
tutti analisti o project manager, quando va bene.
 Spesso anche quelli sono affittatti (consulenti da 10 anni).
 Il potere interno si misura in "numero di consulenti che ho nella mia 
divisione".
 

 L'unica cosa che chiedono e' la certificazione: il linguaggio lo conosci. 
 Serve a fornire  una parvenza di professionalita' a questa landa desolata.
 

 FRANK
 -- 


 Roberto Franchini
"The impossible is inevitable"
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