> Mendel non c'entra. Mio suocero seleziona i semi dei pomodori e pota le viti come 
>facevano i suoi antenati e non ha idea di chi fosse Mendel.  La genetica fornisce 
>soltanto degli schemi intellettuali scientifici di alta qualit� con cui possiamo 
>spiegare, controllare, rifinire etc etc   la nostra "arte di manipolare la sfera 
>biologica". Possiamo essere comunque ottimi vivaisti senza conoscerla. 

Anche il genero di Mendel potrebbe dire qualcosa del genere..
 
> In ogni caso, non appena ci mettiamo a ragionare sui perch� delle cose "naturali", 
>ne "inquiniamo" la natura con i nostri ragionamenti. Anche se la parola "inquiniamo" 
>non mi piace. La lascio ai mistici, a me piace "inquinare" la natura con le mie mappe 
>intellettuali....  :-) 
> 
> Una cosa che pu� far riflettere sul dilemma artificale/naturale � che oggi, per 
>qualche ragione, nel sentire comune ci� che � artificiale � negativo, mentre ci� che 
>� naturale � positivo. E' una cosa strana, a pensarci, e in deciso contrasto con la 
>MOQ. Pirsig chiarisce che il mito di una "condizione naturale" migliore rispetto alla 
>vita di oggi non ha alcun fondamento. 

Infatti secondo me 
a) non e' vero che cio' che e' naturale e' positivo cioe' "meglio" di cio' che e' 
artificiale
b) non mi sembra neanche che ci sia questa tendenza
c) sono d'accordo con Pirsig su questo
 
> Se vogliamo ragionare su cosa significhi esattamente artificiale, direi: "fatto ad 
>arte" (come giustamente suggerivi);  in poche parole, tutto ci� in cui noi infondiamo 
>la nostra opera ha un qualcosa di artificiale. Se si intende la nostra opera come 
>veramente Arte, nel senso di Aret�, Impegno , Cura, Qualit�.....  allora quel che c'� 
>di artificiale nelle cose sar� buono. Se operiamo invece senza la necessaria cura dei 
>particolari, delle conseguenze su di noi e sul nostro ambiente... allora ci� che c'� 
>di artificiale non sar� buono. 
>
 
> Certo. Anche la meccanica ci fornisce schemi intellettuali di alta qualit� che ci 
>consentono di predire il comportamento di *determinati* corpi in *certe* condizioni. 
>Ma sfido qualunque dinamica o altra branca di qualunque scienza oggettiva a predire 
>dove io andr� in ferie la prossima estate.

Con quale errore?

> Il bello � che la tua cara meccanica (nella sua versione "quantistica") non pu� 
>predeterminare il comportamento delle particelle elementari; dunque, anche se con un 
>grado bassissimo di dinamismo, anche le pi� elementari particelle possono seguire la 
>Qualit� Dinamica. Difatti, come leggiamo in Lila, senza alcuna spiegazione plausibile 
>si arriva a costruire dalle particelle elementari il professore di chimica che le 
>studia, sebbene le leggi della fisica dimostrino che il corso naturale degli eventi 
>dovrebbe andare in senso opposto. 

La meccanica non mi e' per niente cara, Koenig le forze vive e tutto il resto, l'ho 
studiata un po' e basta.
E' vero che non si puo' prevedere il comportamento isolato delle particelle elementari 
se non sbaglio si prevede il comportamento probabilistico in quantistica.
Un po' come dire "Non so se Marco quest'anno va a Cesenatico, pero' posso prevedere 
che al 60% va li' al 30% va a Forlimpopoli e al 10% a Poggibonzi".
Poi su tante particelle (tanti italiani in vacanza) succede che la legge descrive bene 
quello che succede.

> Non capisco perch� dovrei essere io a provare che il mio agire non � deterministico. 
>Semmai � il contrario. Dimostrami che sai predire il mio comportamento ed allora 
>riconoscer� di essere deterministico. Fino ad allora, io far� quel che Meglio credo. 
>Le mie particelle, pure.

Infatti non ti chiedevo di dimostrarlo, ne' ho detto che posso prevedere il 
comportamento di una persona solo perche' e' automatico.
Una macchina di Turing non puo' dire se un'altra macchina di Turing si blocca o meno 
su un nastro

 
> E poi secondo me nella tua ultima frase ti contraddici da solo. Almeno, mi pare. 
>Dici che siamo automatici e che esiste per� una variet� che determina comportamenti 
>diversi. Che cosa � questa variet�? Da dove salta fuori, dal momento che 100.000 anni 
>fa tutto il genere umano era composto da qualche centinaio di esemplari? 

Mi spiego meglio, prendi un dispositivo che prende due numeri e li somma tra di loro.
Questo dispositivo e' automatico. Ora lo attacchiamo a un tastierino numerico per 
fornirgli noi i numeri.
Ora prevediamo il risultato della somma. 
Come? Non si puo' prevedere? Eppure e' automatico..
Si, e' automatico ma il risultato dipende dagli ingressi.

> 
> Ciao,
> Marco
> 

Ciao 

> > P.S.
> > 
> > Ma "fa" terza persona singolare del presente indicativo di fare si scrive con 
>l'accento??
> 
> Non mi risulta, per� tu fa' pure come come ti pare...
Non scherzo, ho dubbi serissimi pure su "li" e "la" (c'era la filastrocca su dove 
l'accento va e non va) su "va" e su "qual e'". "fa" senza accento non si confonde con 
la nota musicale e quindi ci vuole l'accento?

Ciriciao


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