Cari amici MOQISTI,

la tragedia che ha colpito il 1 febbraio 2003 tutti i fautori della
continuazione e crescita della civilta' umana potrebbe stimolare qualche
riflessione ad ampio respiro, sui diversi vettori che si agitano su questo
pianeta, e su quale eventualmente assecondare, per favorire lo sviluppo che ci
interessa.

Vi trasmetto quindi una lettera ed alcuni link, per vedere quanto detto da
altri, e per intervenire QUI e la', se volete, sull'argomento.

Continuare il lavoro degli astronauti caduti!

Rick D. Husband (45 anni), Stati Uniti; Michael Anderson (43 anni) Stati Uniti;
Laurel Blair Salton Clark (41 anni), Stati Uniti; David M. Brown (46 anni),
Stati Uniti; William C. McCool (40 anni), Stati Uniti; Kalpana C. Chawla (41
anni), India; Ilan Ramon (48 anni), Israele. Sono caduti in volo, a pochi minuti
dal rientro della missione STS-107 a bordo dello Space Shuttle Columbia, il 1
febbraio 2003.

I loro nomi si iscrivono nel libro degli eroi che diedero la vita sulla
frontiera pi� alta, accanto a quelli dei sette colleghi astronauti caduti quasi
vent'anni fa nella tragedia del Challenger (28 gennaio 1986), e, quasi quarant'
anni fa, a quelli dell'equipaggio dell'Apollo 1 (27 gennaio 1967), ed a quelli
dei cosmonauti sovietici, anch'essi periti in incidenti legati a missioni
spaziali.

A loro va il nostro profondo e commosso ringraziamento, per aver dato la vita
per tutti noi, per la continuazione della civilt� umana. Alle loro famiglie,
alle mogli, ai mariti, ai figli che oggi li piangono, la nostra solidariet� e
vicinanza.

E voglio dire - grazie America! - prima di ogni possibile discussione critica
(doverosa, in una societ� che voglia davvero avvalersi del contributo di tutte
le persone di buona volont�), giacch� � soprattutto grazie all'America che il
sogno astronautico, pur tra mille difficolt� e contraddizioni, ha sinora potuto
continuare. Se non fosse per quell'ostinato indicare il cielo, per quel prendere
nonostante tutto l'iniziativa, oggi quel sogno sarebbe probabilmente spento,
sotto i colpi della meschinit�, della mancanza di fantasia e delle tante
tirannie rampanti.

� logico e doveroso, adesso, che si indaghi a fondo sulle cause del disastro. Ed
� altrettanto d'obbligo una riflessione di ampio respiro. Forse, se questa
tragedia contribuir� ad un grande ripensamento strategico, i nostri cari
colleghi non saranno morti invano.

La tragedia del 1986 ferm� il programma spaziale, e dovettero passare 2 anni
prima che uno shuttle rimettesse la prora verso le stelle.

Oggi, rispetto ad allora, la situazione � completamente diversa ed estremamente
pi� critica. La International Space Station � l�, con delle persone a bordo, con
dei lavori in corso, e non voglio neppure pensare a cosa porterebbe un
fallimento del programma ISS. Nell'86 la flotta degli shuttle era relativamente
giovane, oggi � vecchia. Montare sistemi nuovi su una macchina vecchia introduce
rischi, si rivela a volte un rimedio peggiore del male. La flotta degli shuttle
� ridotta a tre unita', ed il dubbio sulla funzionalit� dell'intera flotta � pi�
che lecito, anche se Columbia era la nave pi� vecchia, alla sua ventottesima
missione. Il sistema di rientro, composto di piastrelle, protegge unicamente la
prora e la chiglia dello shuttle: un minimo errore di assetto � causa di
tragedia, come abbiamo visto. Lo shuttle non � dotato di sistemi di espulsione
dell'equipaggio. La lista potrebbe continuare, e forse dobbiamo chiederci grazie
a quale santo sia andato a buon fine un numero cos� grande di missioni, in vent'
anni di servizio.

Un altro capitolo di riflessione pu� e deve aprirsi sul perch� ci troviamo oggi
in questa situazione, con una flotta vecchia, di veicoli non sostituibili.
Perch� siamo senza una linea di produzione industriale di veicoli di trasporto
terra-orbita? Abbiamo analizzato ormai tante volte le cause: lo shuttle fece
piazza pulita, 30 anni fa, dei progetti pure avanzati di navette pi� piccole e
completamente riutilizzabili, ed ha occupato la scena per tutti questi anni,
mentre venivano portati avanti progetti fantascientifici, zeppi di tecnologie
tutte da sviluppare anche concettualmente (X33), che la NASA ha cancellato un
paio di anni fa. Tecnologie disponibili e collaudate (es. l'ipersonico
sub-orbitale X-15, che fece 199 voli tra il 1959 ed il 1968) giacciono nel
cassetto da tanti anni.

Quelle tecnologie avrebbero aperto lo spazio all'industria, ed alla legislazione
spaziale civile, ma questo ancora oggi sembra non piacere ai poteri militari e
governativi, che tengono in mano la tecnologia spaziale cos� saldamente, che
finiranno per stritolarla, con gravissimo danno per l'intera societ� civile.
Questa tragedia accende un impietoso riflettore sulle miserie e nobilt� dell'
avventura spaziale umana, e mostra tutta la nostra enorme debolezza, ideologica,
prima ancora che economica e politica.

Nonostante tutto ci� io voglio rivolgere un accorato, pressante, appello, a
quegli stessi poteri che sto criticando: per favore, non fermate il programma
spaziale! Il presidente Bush, commemorando i caduti del Columbia, ha detto: "La
causa per la quale sono morti continuer�. L'Umanit� � condotta nell'oscurit�
oltre il nostro mondo dall'ispirazione della scoperta e dalla brama della
conoscenza. Il nostro viaggio nello spazio continuer�.

Per favore, per favore, fate che non resti solo un pur doveroso e commovente
omaggio ai caduti!
Che questa tragedia (annunciata) sia di stimolo per accelerare lo sviluppo di
trasporti terra-orbita interamente riutilizzabili e meglio equipaggiati per
superare i problemi piu' critici (fase calda del rientro, protezione
dell'equipaggio umano e dei payload). Nel frattempo occorre usare le macchine
che ci sono, gli Shuttle e le Soyuz. Siano moltiplicati gli sforzi, anche con la
collaborazione internazionale, per migliorarne la sicurezza e minimizzare i
rischi.

Recentemente la petroliera Prestige ha rovinato per decenni le coste della
Galizia, e 14 anni fa la Exxon Valdez aveva rovesciato nel mare dell'Alaska 11
milioni di galloni di petrolio. Perch� non furono fermate allora tutte le
petroliere per 2 o 3 anni? E perche' non sono state fermate oggi? Perche' si
permette alle vecchie carrette del mare di continuare a navigare, accettando
tranquillamente rischi umani ed ambientali intollerabili?

Tutti gli anni vi sono incidenti aerei e ferroviari con centinaia di morti, e
negli incidenti automobilistici periscono migliaia di persone. Tutti quei poveri
morti non vengono commemorati solennemente dai capi di stato, e la loro morte
non � causa di interruzione di sviluppi tecnologici. Forse perch� cadono su
frontiere pi� vicine, ritenute. pi� usuali? Eppure anche il loro sacrificio
dovrebbe servire a migliorare la nostra tecnologia. Guardando da un punto di
osservazione pi� complessivo, sono anch'essi dei caduti sulle frontiere della
tecnologia, sull'unico sentiero che pu� portarci oltre il limite del nostro
mondo attuale, e dare quindi una possibilit� di sopravvivenza alla nostra
civilt�. Se non morissimo (degnamente) in questa battaglia, moriremmo (vilmente)
di fame, di malattia, di catastrofi naturali, ed anticiperemmo la nostra
estinzione come specie. La nostra stessa vita � un continuo pericolo, per noi,
per l'ambiente, per le altre specie. Chi � il responsabile di questa folle
illusione di sicurezza, secondo la quale basterebbe evitare di andare nello
spazio per essere al sicuro? Vogliamo davvero evitare tutti i rischi? A chi
fosse davvero preda di una simile filosofia nichilista, non resterebbe che por
fine egli stesso alla propria esistenza. Ma prima gli chiederei almeno di
smettere di propagandare la sua idea, e di dare a noi, persone di buona volont�,
un'altra possibilit� di fargliela cambiare con i fatti.

La guerra causa migliaia di morti e distruzioni intollerabili. Perch� non
fermiamo le guerre per qualche anno, in modo da migliorare i sistemi d'arma,
affinch� ci permettano di colpire soltanto i colpevoli, risparmiando gli
innocenti?

Pensiamo anche all'assurda sproporzione, in termini economici, tra l'impegno
militare e quello spaziale: gli Stati Uniti spendono nel 2003 una cifra vicina
ai 500 miliardi $, e 15 miliardi per lo spazio. In altre parole, per lo spazio
civile si spende il 2,8% della spesa militare. Ovviamente � lecito chiedersi se
debba continuare il sostegno pubblico allo spazio, utilizzando denaro estorto ai
contribuenti. Ma � ancora pi� lecito chiedersi se i cittadini sovrani debbano
vedere continuamente la loro economia depressa da continue avventure militari,
sostenute con il denaro loro estorto. Se le agenzie fossero usate come strumenti
di transizione dallo spazio pubblico allo spazio mercantile, e fosse investito
per questo obiettivo anche solo il 10% della spesa militare (ridotta di
conseguenza di soli 36 miliardi l'anno), l'economia ne avrebbe un ritorno
incalcolabile, ed entro pochi anni avremmo una vera et� dell'oro, di cui non si
riuscirebbe a vedere la fine!

Saddam Hussein � un problema? Sembra di s�, chiedetelo anche ai Curdi, oppressi
da decenni da quel regime, e chiedetelo alla popolazione irachena, che
probabilmente aspira ad uno sviluppo pacifico. Bene, arrestate Saddam, e fatela
finita! Forse in Afghanistan non c'era altro modo che la guerra, per stanare ed
abbattere la tirannia talebana, ma non credo che il tiranno di Bagdad sia cos�
difficile da trovare: portatelo sotto processo per i suoi crimini, e rendete
finalmente al popolo iracheno la sua sovranit� e la propriet� degli enormi
giacimenti petroliferi, oggi congelati ed inutilizzati, grazie alla folle
politica di Saddam e delle lobby petrolifere internazionali.
L'occupazione militare sarebbe invece un modo (sancito dall'ONU) di continuare a
derubare gli Iracheni della loro ricchezza, che passerebbe cos� di mano, da un
fantoccio pseudo-ribelle incapace ad un fantoccio docile servo delle lobby.

Anche a Saddam Hussein credo sia giusto rivolgersi, perch� � anche lui un
Terrestre, parte della famiglia umana, dotato di un cervello evoluto e della
capacit� di ragionare. Ma non si accorge, Saddam, di essere stato preso in giro
per anni? Dove l'ha portato la sua strategia? � seduto su met� del petrolio del
pianeta, ma non lo pu� vendere, ed il popolo irakeno intanto vive di stenti, ed
i bambini irakeni muoiono di fame e malattia, per mancanza delle medicine pi�
comuni! Non lo sfiora il pensiero che forse viene provocato ed aizzato
periodicamente, proprio per tenere fuori dal mercato mondiale il petrolio
irakeno? Dovrebbe reagire con una politica completamente diversa (visto che fra
l'altro non sembra neppure affetto da fanatismo religioso). Aprire le frontiere,
sbarazzarsi delle armi (se le ha), che tanto non servono, lasciare libero il
popolo iracheno, e cercare di concludere accordi commerciali: anche se all'
inizio saranno svantaggiosi, sar� sempre meglio di niente. E le lobby delle armi
saranno allora costrette a cercare altri obiettivi, per eliminare le loro
scorte!

Per tutti coloro che si ritengono isolati, e reagiscono con la forza (vedi
Israeliani, Palestinesi, Nord-Coreani, ecc.), vale lo stesso consiglio: lasciate
le armi, fate piani di sviluppo tecnologico e commerciale, aprite il vostro
mondo, e nessuno avr� pi� scuse o motivi per confronti militari!

Terroristi, tiranni ed aspiranti tali, mafiosi e delinquenti di tutte le risme,
voi che coltivate un credo violento, coercitivo e liberticida, animati dal
fanatismo religioso o dalla vostra personale avidit�, ma non vi accorgete che
state distogliendo in modo intollerabile le energie dell'umanit� dall'unico
compito veramente urgente ed irrimandabile, quello di consolidare la nostra
presenza nello spazio geo-lunare?

Voi costringete la societ� intera a restare indietro sul cammino del progresso
tecnologico ed etico, e continuate a fornire comode ragioni alle lobby degli
armamenti, per continuare ad accaparrarsi risorse ingenti, costringendo lo
spazio in un angolo sempre pi� stretto! Indulgendo in tale ritardo potremmo
anche perdere l'opportunit� epocale che ci viene offerta. Se l'economia
terrestre non si espander� significativamente nello spazio geo-lunare nei
prossimi 30 anni, entrer� in crisi cicliche irreversibili, dovute all'
impossibilit� di espandersi in un sistema - s� globalizzato - ma chiuso. Le
condizioni economiche e sociali necessarie per sviluppare le tecnologie spaziali
potrebbero allora venire a mancare, e mai pi� ripresentarsi occasioni cos�
favorevoli in futuro. Ve la sentite, voi lobbysti retrogradi, tiranni e
terroristi di tutte le risme, di addossarvi una tale responsabilit� di fronte
alla storia, di continuare ad essere un intollerabile ingombro, sulla strada
della civilt�?

Questo � un paradosso che non pu� essere risolto con la forza, giacch� la forza
serve la causa della spesa militare, e non la causa dello spazio. Il paradosso
pu� essere risolto solo dall'intelligenza, di cui tutti i Terrestri, membri
della famiglia umana, sono dotati. Intelligenza, iniziativa, libert�.

Quindi, togliete di mezzo cannoni e missili, e lasciate l'umanit� libera di
procedere verso le stelle. E cos�, come il pres. Bush, che ha citato il profeta
Isaia, mi rendo conto di aver anch'io parafrasato un passo biblico, dall'Esodo,
poi rieccheggiato in molti spiritual. Mos�, al Faraone d'Egitto: "Let my people
go". Ma, se Mos� parlava per un popolo particolare, e si rivolgeva alla Nazione
che teneva il suo popolo in schiavit�, io vorrei parlare per l'Umanit� intera, e
mi rivolgo a tutti i tiranni, grandi e piccoli, che la tengono in schiavit�:
lasciate libero il popolo sovrano, lasciate gli individui di buona volont�
liberi di associarsi come meglio credono, per conquistare la frontiera pi� alta.
Come minimo rimuovete gli ostacoli, togliete di mezzo la non-cultura
burocratica, e se possibile aiutateli come meglio potete, poich� anche voi fate
parte della famiglia umana, e questo � anche nel vostro interesse.
________________________________________________________________________________

Il Forum di TdF, dove diverse linee di discussione stanno crescendo, da ieri:
http://www.tdf.it/cgi-bin/dcforum/dcboard.cgi?az=list&forum=DCForumID2&conf=DCCo
nfID2

Alcune domande chiave, cui siete invitati a rispondere:
http://www.tdf.it/questio_i.htm

ALTRI RIFERIMENTI AD ARTICOLI RELATI AL DISASTRO DEL COLUMBIA:

- Shuttle  per sempre? (un reportage fatto nel 2001, tragicamente profetico) -
http://www.tdf.it/numero2/Dove/dove_ita.htm

- Requirements for a Space Age Philosophy (A. Autino) -
http://www.andromeda-srl.com/work/IAC2PP23.pdf
- Passenger Space Travel and World Economic Growth (P.
Collins) -http://www.spacefuture.com/archive/meeting_the_needs_of_the_new_millen
nium_passenger_space_travel_and_world_economic_growth.shtml
- What now?" (Don Wesby) - http://www.tdf.it/cgi-bin/dcforum/DCForumID2/295.html

Inoltre, su TdF trovate il Forum del Futuro
http://www.tdf.it/cgi-bin/dcforum/dcboard.cgi , dove e' possibile registrare la
propria visione del futuro fra trent'anni: la piu' ottimistica (Futuro Migliore)
e la piu' pessimistica (Futuro Peggiore). Un esercizio che reputo interessante,
per studiosi della qualita'!

Ora piu' che mai: guardiamo in alto!

Adriano Autino

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 Technologies of the Frontier
 web: www.tdf.it  - e-mail: [EMAIL PROTECTED]
 _________________________________________________________________
 ANDROMEDA s.r.l. - High Leverage Real-Time Systems, Technologies,
 Methodologies for Astronautics and Infrastructures
 web:  www.andromeda-srl.com  - e-mail: [EMAIL PROTECTED]
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