Da Marco ad Andrea Suppaman:
... eccomi di ritorno dalle mie ferie, spese a met� fra Poggibonsi e Forlimpopoli :-) M: > mi devi spiegare su quale base ritieni che il mondo sia fatto di <<oggetti>> > che rispondono <<automaticamente>> a <<stimoli esterni>>. SUPP: > non ho mai detto che il mondo sia fatto di oggetti, mica e' una citazione? M: Beh, quasi: SUPP (in precedenza): > > Se potessi sapere esattamente come e' composta la struttura di una persona > > e conoscessi esattamente gli stimoli cui e' sottoposta non capisco perche' > > non dovresti poter predire le sue azioni.. certo se i dati sono incompleti o > > errati la soluzione potrebbe essere a sua volta incompleta o errata. M: Scusami, ma questo tuo passaggio mi sembra puntare dritto dritto a considerare una persona proprio come oggetto il cui comportamento viene causato automaticamente da stimoli esterni. Ovvero, conoscendo tali stimoli, si conoscerebbe infallibilmente il comportamento che ne deriva. Una posizione che mi sembra contrastare con la MOQ. Basta prendere Lila, rileggersi il capitolo 8, in particolare il brano in cui Pirsig "abbatte" l'ornitorinco "Causalit�" (pagina 136-137 della mia edizione). un piccolo passo: �Anzich�: "la calamita � la causa del movimento verso di s� della limatura di ferro" si pu� benissimo dire: "la limatura di ferro attribuisce valore al movimento verso la calamita" ..... si pu� tranquillamente rimuovere il termine "causa" dalla descrizione scientifica dell'universo, senza alcuna perdita di accuratezza o di completezza. L'unica differenza � che il termine "causa" implica certezza assoluta, mentre la parola "valore" rimanda ad una preferenza... Quella che ci sembra una causa in senso assoluto � solo uno schema molto costante di scelte comportamentali....� Come vedi, la MOQ riporta in primo piano la possibilit� di "scelta comportamentale". Certamente le scelte sono influenzate anche da stimoli esterni, ma i filtri statici che applichiamo di volta in volta a tali stimoli sono nostri. Ed � sulla base di scelte che decidiamo a quali stimoli dare pi� peso e a quale scopo tendere per ogni nostra azione. Anche nel capitolo 11, pagina 180, trovo un passo significativo: �...siamo di fronte al paradosso di una teoria dell'evoluzione in cui l'uomo � inesorabilmente sottoposto alle leggi di causa ed effetto dell'universo, mentre le particelle di cui � fatto il suo corpo non lo sono. E nessuno sembra rilevare la contraddizione... i fisici possono ignorarla perch� non si occupano dell'uomo. E gli studiosi di scienze sociali possono ignorarla perch� non si occupano di particelle subatomiche.... � Commenti? Ciao, Marco MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia Archivio messaggi: http://www.moq.org/italia/qui/quiarchivio.html Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html Informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED] Per cancellarsi dalla mailing list, seguire le istruzioni all'indirizzo: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html
