Innanzitutto vorrei premettere che le proposte e i suggerimenti dei collaboratori dovrebbero tendere a un miglioramento della mappa, e non a far prevalere meri gusti personali di uno o anche di un'intera comunità locale, se non addirittura pretesi diritti al riconoscimento di un popolo e della sua lingua (come se questo potesse dipendere da un tag).
Il punto è dunque chiedersi, per ogni oggetto di mappatura, qual è il modo migliore di rappresentarlo nella mappa. E questo compito non è sempre facile, come dimostrano le tante discussioni presenti nelle varie liste, essendo evidente che la mappatura richiede necessariamente almeno un minimo di competenza nel campo specifico relativo all'oggetto da mappare. Nel caso specifico dei toponimi, prima di decidere cosa mettere nel tag name, sarebbe utile capire che cos'è un toponimo, da dove nasce, a che serve, come sono regolate le sue vicende e così via; e da alcuni commenti è chiaro che queste nozioni non sono familiari a tutti. Cercherò di essere il più possibile sintetico e imparziale; ripeto che quello che sostengo in tutta questa vicenda non è un mio gusto personale ma solo quello che ritengo essere il modo più corretto dal punto di vista scientifico, logico e giuridico (che dovrebbero essere i criteri a cui attenersi quando si interviene in questo tipo di operazioni). I nomi dei luoghi risalgono quasi sempre a periodi ormai lontanissimi, in epoche in cui non c'erano le esigenze di certezza che abbiamo oggi; e infatti nei secoli la stragrande maggioranza di questi toponimi ha subito modifiche in conseguenza del solo decorso del tempo, o del volere degli abitanti o di tutta una serie di altre circostanze. Più o meno recentemente le esigenze di certezze di cui parlavo hanno imposto di fissare in modo rigido i toponimi (almeno quelli più importanti), a volte in contrasto pure con la volontà degli abitanti. Dopo l'unità d'Italia i nomi di moltissimi comuni vennero cambiati anche soltanto per evitare omonimie, oppure per adeguarli alla lingua italiana eccetera. L'esistenza di una moltitudine di idiomi più o meno simili all'italiano (non importa se lingue o dialetti) comporta che ogni luogo abitato, oltre alla sua denominazione ufficialmente stabilita, ha sempre il suo corrispettivo in quell'idioma locale (che può esserne la traduzione, o solo assonanza, o anche il vecchio nome sopravvissuto e così via). Gli abitanti si riferiranno a quel luogo indifferentemente con l'una o l'altra denominazione, a seconda del contesto o della lingua usata per esprimersi ma avendo ben presente che uno solo è il nome che ha rilevanza esterna, cioè quello con il quale il luogo è identificato al di fuori della ristretta comunità locale. Le eventuali proteste della popolazione possono tentare di cambiare le cose (come è avvenuto in Alto Adige o in Valle d'Aosta), cioè di fare in modo che il nome ufficiale sia corrispondente a quello locale, ma così facendo non fanno che confermare che l'unico toponimo generalmente valido è quello ufficiale. Finché non c'è questa identità, uno rimarrà il nome principale (ufficialmente stabilito), l'altro il nome secondario (storico e locale, magari anche ufficialmente individuato se c'è questa esigenza). In tutto questo discorso non ha nessuna rilevanza, nonostante a prima vista possa sembrare assurdo, il fatto che vi sia il riconoscimento o la tutela del bilinguismo, o che la lingua locale sia dichiarata ufficiale o co-ufficiale. Cioè l'assunto per il quale, visto che ci sono due lingue ufficiali, allora i toponimi devono essere bilingui, è scorretto. La toponomastica segue regole diverse: in Valle d'Aosta, regione bilingue, i toponimi sono in francese, come anche in parte del Piemonte, nel resto d'Italia ci sono toponimi in latino e in Sardegna moltissimi comuni hanno il nome in sardo. La presenza di cartelli con toponimi in altra lingua accanto a quelli in italiano non può essere determinante per individuare quale effettivamente sia il nome di quel posto, ma solo indicativa. Deve indurre il mappatore a fare un'indagine per capire il motivo per cui esiste quel cartello. Se dopo questa indagine viene fuori che si tratta di un luogo con doppia denominazione allora necessariamente dovrà essere mappato così. Se viene fuori che è stato posizionato per altri scopi (propagandistici, di protesta, culturali, storici, ecc.) allora gli si deve dare la rilevanza che l'apposito tag osm consente o altrimenti ignorarlo. La "on the ground rule", tanto invocata dai sostenitori dei cartelli stradali, non sembra riferirsi a questo quando, sulla questione di Cipro del Nord, si esprime così: "/In the case where there are multiple local names, then if the government with effective and sustained control of the area has *an official source of names *or an official stance on a naming dispute, then that name is default. In the case of North Cyprus, this would be the Turkish names. OpenStreetMap is not a forum for politics, but a means for understanding/." Per tutti questi motivi ritengo insensato fare una votazione per decidere cosa inserire nel tag name, ma se è questa la volontà della community allora votiamo. A proposito, quando si inizia? -- View this message in context: http://gis.19327.n5.nabble.com/Sardinian-vs-Italian-names-Una-pagina-sul-wiki-per-decidere-tp5882160p5882214.html Sent from the Italy General mailing list archive at Nabble.com. _______________________________________________ Talk-it mailing list [email protected] https://lists.openstreetmap.org/listinfo/talk-it

