Cara Francesca,
Il 31/08/2012 12:17, Francesca Chiarelli ha scritto:
A me pare di capire che si va male a dare una motivazione unica e
ufficiale da leggere, per noi comuni utenti. Mi pare di capire che ci
sono forti tensioni e punti di vista non condivisi, quindi ciascuno
non può che esprimere il proprio, che, come ha evidenziato Italo,
potrebbe suscitare vespai, appunto perché è un punto di vista, non un
fatto oggettivo indiscusso.
come hai visto poi il vespaio ipotizzato da Italo non c'è stato. Forse
perchè chi negli anni ha cercato di trovare ragioni comuni (come me) si
è rotto le scatole di lottare contro chi fa propaganda, da una parte e
dall'altra.
Ognuno ha scelto la sua strada, ognuno lo ha fatto con le sue buone
ragioni. Punto.
Rimane un fatto indiscusso: che LibreOffice prende da AOO ma non gli
ritorna nulla indietro.
Questo significa che il lavoro fatto dalla fondazione Apache è
patrimonio di tutti, anche per chi non condivide le posizioni di Apache
stessa e si fa il proprio fork.
Forse sarebbe bastato un pò più di rispetto e modi di collaborare se ne
sarebbero trovati, ma questa è un'altra storia.
A me, personalmente, fa piacere leggere i vari punti di vista su
questa faccenda del fork, anche se non sono addentro in questi
ambienti e quindi ci capisco poco, ma sempre più di nulla.
E come Guido "guarom" contino a restare con AOO, per motivi simili ai
suoi, confidando che il mio manualone (http://ooo.fchiarelli.it/)
valga grosso modo per entrambi, almeno nell'immediato.
Da quanto ho capito, in maggioranza, chi usa ambiente Win (come me)
continua con Aoo, chi usa Linux ha optato per LibreOffice. E' così?
E dato che io tengo corsi a chi usa Win, mi conviene restare (almeno
per ora) con Aoo. ... o no?
Ti confermo che anch'io ho la stessa esperienza. Faccio migrazioni dal
2003 (dalla 1.0 per intenderci) e chi è passato a OpenOffice.org e si
trova bene preferisce rimanerci. Così nel mondo aziendale: la percezione
che ha di Apache è di un mondo più orientato all'impresa (che è win
oriented) e la preferisce ad un approccio più comunitario e
personalistico che ha TDF.
Inoltre le aziende, a meno che non abbiano ragioni particolari, non
amano la politica degli aggiornamenti frequenti e dell'uso delle
tecnologie troppo "innovative" perchè cercano stabilità e continuità in
quello che usano.
E la politica di rilascio di LibreOffice è proprio questa: rilasciare
presto e rilasciare spesso. Questo va benissimo per un singolo o per un
piccolissimo gruppo di persone, ma in un'azienda già con qualche decina
di PC diventa un problema gestire aggiornamenti e gli inevitabili bug di
regressione che questa politica comporta.
Davide
Francesca Chiarelli
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[email protected] ha scritto in data 31/08/2012 11.48:
per la chiarezza di tutti, sarebbe bene che TDF scrivesse nella home,
o con un
link diretto,
la propria posizione, e le ragioni del fork.
Mi pare che ad oggi se ne sia parlato sempre e solo nei blog e liste
degli
sviluppatori,
ma per noi semplici utenti, non è sempre facile capire come avvengono
queste
cose.
Io conosco le due licenze (personalmente scrivo SW in GPL per
simpatia) e
capisco la convenienza di una o dell'altra per IBM,
però sarebbe corretto nei confronti di tutti, che si spiegasse nel
dettaglio
cosa è successo,
e la posizione ufficiale. Questo in effetti vale anche per AOO.
Queste pagine andrebbero tenute per almeno un anno, per dare il tempo
agli
utenti di leggere e informarsi.
In questo modo sarà più facile scegliere cosa usare, soprattutto su
Win32 dove
non è preinstallato e dove la concorrenza è forte.
grazie,
Valerio
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