On lunedì 15 aprile 2013 21:39:20 CEST, Mauro Pirata wrote:
Il giorno 15 aprile 2013 14:12, mutek <[email protected]> ha scritto:

...i router che definiscono "Internet" dal punto di vista
fisico...appartengono principalmente a societa private tendenzialmente a
scopo di lucro.

Se intendiamo "intendere" Internet come una rete di reti libera allora
l'unica alternativa è liberarci e/o rendere libera l'infrastruttura fisica
che lo trasporta per questo rendera molto difficile a queste monarchie di
dettare facilmente legge
cit. CityLAN 2001
https://groups.google.com/**group/it.comp.reti.wireless/**
msg/b4998107112c587a?hl=it&**dmode=source<https://groups.google.com/group/it.comp.reti.wireless/msg/b4998107112c587a?hl=it&dmode=source>;

mutek



fon.com ha fatto un primo timido passo in questo senso, con la condivisione
volontaria degli hot spot, e adesso la sua rete conta 8 milioni di hotspot.

ha sicuramente fatto capire che un apparato semplicissimo da usare puo 
funzionare
deve essere anche economico...in pratica è stato il Raspberry/Arduino degli AP 
casalinghi
comprese chicche come...antenna smontabile per permettere una prolunga...rarita 
nei routerini casalinghi

Ma, mi sono sempre chiesto, cosa impedisce che gli hotspot siano sempre
configurabili anche come repeater, ovvero ogni hotspot possa consentire di
far connettere altri hotspot in cascata, non è la caratteristica stessa di
internet?
Qualcosa simile al mesh networking dell' IEEE 802.11s
http://en.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.11s


la tecnologia è abbondante (i.e. http://www.open-mesh.com/) ...manca la volonta 
di gruppo...manca la comunita
è un problema tipicamente di questo paese...la panza è ancora troppo piena...

m
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