No, fon.com non ha fatto un cazzo di buono, tutto di male (se non
consideriamo qualche centinaio di fonere utili a smanettoni ma che
scadono come il latte per via di condensatori di alimentazione
scadenti), e non "per caso" (ti risulta che google e british telecom
investano decine di milioni "per caso"? Nella migliore delle ipotesi
hanno distribuito milioni di euro in apparati solo perche' ci
consideravano un popolo di illetterati, ma sembra piu' un progetto
business... una sorta di femtocellatore wifi tuttosommato gratuito
visto e considerato quanto costa creare hotspot sul territorio
passando per vie tradizionali, e che fa tanto Innovazione rispetto al
vetusto e globalizzante gsm).
Il tizio che ha lanciato il progetto - già noto nell'ambiente Free per
essersi prestato a smerdate del genere - ha iniziato col quadro di
Pellizza da Volpedo (Quarto Stato) sul sito, poi mano mano che
arrivavano soldi il sito e' stato ridisegnato facendo scomparire (in 3
passaggi) Quarto Stato dalla home, e infine pure il fondatore e'
scomparso col bottino.
Nel frattempo io avevo costruito un prototipo di mesh con apparati da
50 euro (WRT54G, che si, costava poco piu' di una fonera, pero' non si
rompeva mai), l'avevo portato in due ministeri (passando per Paolo
Zocchi e Beppe Grillo) e da quando e' partito FON mi son dovuto sentir
rispondere, migliaia di volte, "a che serve il tuo progetto? Scusa, ma
non c'e' FON?"; onestamente non so perche' non ho mai messo le mani al
collo di qualcuno che mi parlasse di FON o Web 2.0. Ma faccio sempre
in tempo ad iniziare e procedere in ordine rigorosamente cronologico
(tanto me li ricordo tutti): vuoi essere l'ultimo del serial killing?
Al momento sono concentrato sul credit crunching internazionale. Sto
prosciugando il Cisco Human Network e il Microsoft Working Capital. Ma
se ci tieni torno per strozzarti.





Il 16 aprile 2013 02:39, Mauro Pirata <[email protected]> ha scritto:
> Il giorno 15 aprile 2013 14:12, mutek <[email protected]> ha scritto:
>
>> ...i router che definiscono "Internet" dal punto di vista
>> fisico...appartengono principalmente a societa private tendenzialmente a
>> scopo di lucro.
>>
>> Se intendiamo "intendere" Internet come una rete di reti libera allora
>> l'unica alternativa è liberarci e/o rendere libera l'infrastruttura fisica
>> che lo trasporta per questo rendera molto difficile a queste monarchie di
>> dettare facilmente legge
>> cit. CityLAN 2001
>> https://groups.google.com/**group/it.comp.reti.wireless/**
>> msg/b4998107112c587a?hl=it&**dmode=source<https://groups.google.com/group/it.comp.reti.wireless/msg/b4998107112c587a?hl=it&dmode=source>
>>
>> mutek
>>
>>
> fon.com ha fatto un primo timido passo in questo senso, con la condivisione
> volontaria degli hot spot, e adesso la sua rete conta 8 milioni di hotspot.
> Ma, mi sono sempre chiesto, cosa impedisce che gli hotspot siano sempre
> configurabili anche come repeater, ovvero ogni hotspot possa consentire di
> far connettere altri hotspot in cascata, non è la caratteristica stessa di
> internet?
> Qualcosa simile al mesh networking dell' IEEE 802.11s
> http://en.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.11s
>
>
> --
> Mauro pirata Pili
> Partito Pirata all’arrembaggio della politica:
> https://docs.google.com/document/d/1CmCB6hiTCijJbGup0yTYGW-XEtMrP7KezW9vEyCOLCg/edit
> _______________________________________________
> Open
> https://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open
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