Scusa se continuo a spingere la tua mail in basso ma gmail non e'
propriamente il client di posta che sognavo da piccolo. Rispondo in
ordine ma senza interpunzione (o leggi anche newline e carriage
return? eheh).

http://www.ninux.org/
http://www.awmn.net/
http://guifi.net/

Le soluzioni, a parte alcuni punti di confine, alcuni dei quali
puramente metafisici e non reificabili, sono tutte compatibili.
Ci sono delle questioni che riguardano l'investimento, che per quanto
piccolo possa essere potrebbe essere gravoso (o proprio indesiderato)
per qualche persona. E queste considerazioni, come altre, dovrebbero
essere condivise con TUTTI; perche' se cambio casa vorrei portarmi
dietro il mio apparato e riconfigurarlo in base ai protocolli che
trovo (e' un motivo percui almeno una parte della logica hw deve
essere riconfigurabile per adattarsi al cambiamento). Tanto per farti
un esempio di hw adattabile: in questo periodo dormo per terra; ma qui
e' normale, le case sono di legno e sopraelevate per evitare scorpioni
e serpenti.
E in questo senso ci sono problemi ENORMI: ubiquity forniva apparati
aperti, per lo meno piu' di mikrotik (che pero' costavano troppo, e
analogamente WiNEXT), ma poi ha cambiato idea. E ancora: meraki
forniva una soluzione aperta, ma integra un sistema di controllo
remoto che espone gli utenti a rischi sgraditi e inappropriati. Per
non parlare di Cisco... ad un certo punto tirarono fuori apparati mesh
con 6 radio... astronavi deluxe... ma proprio perche' cazzuti
costavano $3000 al pezzo fallendo implicitamente la mission del
prodotto (se non per le solite applicazioni di nicchia; militari,
campi minerari nel deserto, etc); apparati che oltretutto e' stato
dimostrato essere troppo costosi... un tedesco ad un certo punto ha
tirato fuori un apparato con 6 radio e box nmea-certificato-sto-cazzo
a 600 euro...
Per non parlare del fatto che l'elettronica di uno di questi apparati,
radio a parte, e' la stessa che sta dentro ad una centralina d'allarme
o un apricancello. Se si riuscisse a mettere d'accordo chi produce gli
apparati della rete, con FAAC e bTicino... ecco... risparmieremmo
molto in termini di produzione e riciclo dei prodotti immessi in
circolazione.
Per questo sono... mmm... un po' ridigo.

Per il resto stiamo dicendo all'incirca la stessa cosa: io mi
identifico col mio nodo di rete, tu no; tu dici "non" (deve esistere
ultimo miglio), io dico "sineeeee" (il mio e' il primo miglio, e'
semisferico, e sono disposto a discuterlo perche' fare rete da soli
non e' ne' divertente ne' utile); etc.
Occorre parlarne in un modo piu' formale perche' quando dici "ogni
nodo deve essere uno snodo" c'e' un problema Quantistico non
indifferente; in base alla quantità di frequenza a disposizione e il
metodo di accesso al media e' possibile fare tante piroette ma che un
nodo wireless possa diventare uno snodo paritetico... impossibile. Ci
sono dei limiti fisici per cui aut banda passante aut latenze basse...
tempi di convergenza... riuso spaziale... bufferbloat... parrà strano
ma perfino simpatie e antipatie degli elettroni in base alla
supermaturazione dello spin... maxwell, tesla, perfino newton
osservando un uragano... direbbero qualcosa tipo "e' 'na cambogggia
la' dentro".
Non lo escludo ma non credo esista un modo di certificare ex-ante la
sicurezza di sistemi distribuiti; e per fortuna che non c'e'. Nella
migliore delle ipotesi sarebbe una sicurezza statistica ben lontana
dalla sufficienza fornita dai moderni SLA. Quindi invece di stare a
cercare una sicurezza matematica procederei ad una feroce
segmentazione dinamica coordinata dagli eventi comunitari piu'
importanti. E ancora: alcuni protocolli si basano sulla sincronicità,
altri sull'ubiquità, alcuni sono proattivi, altri reattivi... venirne
a capo richiede una intelligenza superiore a quella da me esprimibile,
in una o più email, :)
In parole semplici: non ci sarebbe piu' possibilità di concentrare in
un qualunque punto della rete; occorre cioe' per forza prevedere dei
meccanismi di fallback su una topologia decentralizzata, e definire
BENE i casi in cui i nodi autonomamente devono convergere sul PianoB.
Altrimenti saltano anche le funzioni piu' elementari.
Per farti un esempio nel mio prototipo avevo inserito i messaggi di
chat d'emergenza dentro ai pacchetti che portano le informazioni di
routing ("se l'uomo e' morto non chatta quindi non rallenta il
routing; se l'uomo e' vivo non deve morire quindi 'sti cazzi se chatta
e il routing rallenta"); ma tu come definisci "emergenza"? Io nel
prototipo pensavo a terremoti e alluvioni... qualcuno potrebbe pensare
all'impellente necessità di rimediare l'ultimo album dei Tokyo
Hotel... qualcun altro potrebbe definire "emergenza" la fretta di far
arrivare soldi al pappone che gli manda la mignotta prima che finisca
la vacanza o, analogamente, di avere un presidente della repubblica
per perpetrare la tragedia dei beni comuni...

In questo senso non e' un'utopia. Probabilmente lo era fino a qualche
decennio fa.




Il 18 aprile 2013 01:06, Mauro Pirata <[email protected]> ha scritto:
> Il giorno 17 aprile 2013 19:36, Michele Favara Pedarsi
> <[email protected]>ha scritto:
>
>> mmm... non ce l'hai gogol? Athens Metropolitan Qualcheccosa...
>> Freifunk... Locust World... Catalogna Qualcheccosa... Seattle
>> Wireless... Melbourne Wireless... c'e' un po' dappertutto qualcosa,
>> anche nei paesini piedemontani in provincia di Cuneo. Bisogna vedere
>> cosa.
>>
>
> google con athens metropolitan mi restituisce pagine di hotel, con freifunk
> e locustworld va un pò meglio, catalogna è una regione bellissima ci vive
> mio fratello ma è troppo generica come ricerca.
> Tutte queste soluzioni sono tra loro compatibili?
> Mi devi aiutare di più.
>
>
>> Nel tempo ho visto comparire di tutto, spinoff accademici (WiNEXT Srl,
>> Torino) e tentativi da me cassati (Prof. Capone, Milano).
>
>
> bene vuol dire che c'è molto interesse
>
>
>> La WiNEXT
>> dopo 2 anni di tentativi e' finita per lamentarsi che le
>> amministrazioni non gli finanziavano i progetti... cuccurucu'...
>>
>
> se si perseguono i finanziamenti non si va da nessuna parte: una marea di
> adempimenti burocratici, tempi lunghissimi e quando arrivi finalmente al
> traguardo del finanziamento Internet è ormai diventata obsoleta
>
>
>> Il concetto che io intendo perseguire e' che tu (io, ogni) devi essere
>> unico beneficiario
>
>
> ??
>
>
>> , e quindi responsabile, del tuo nodo di rete; un
>> netizen. A questo principio potrebbero esserci poche grandi (o tante
>> piccole) deroghe in funzione delle necessità contingenti, ma sono
>> tutte questioni ben note, documentabili e comunicabili financo alla
>> minaccia che se smerdi muori (la pena di morte dipende sostanzialmente
>> dalla natura del denaro che passa sulla rete fatta di nodi
>> indipendenti). Insomma, discorsi che conosce ogni uomo sulla faccia
>> della terra e con un po' di pazienza e' possibile comunicare a
>> chiunque senza spargimenti di sangue.
>>
>> Altri concetti, onestamente, non mi interessano.
>>
>> Tu a cosa stai pensando?
>>
>
> io sto pensando che Internet è per sua natura peer to peer, e non
> gerarchica.
> E' stata pensata per resistere ad un attacco nucleare con il concetto che
> non esiste una centralità che se colpita fa cadere la rete. In teoria se
> due host vogliono comunicare deve esistere una strada, per quanto tortuosa,
> che sia in condizioni di metterli in comunicazione e questa strada viene
> trovata.
> Con questi presupposti, l' "ultimo miglio" non dovrebbe esistere.
> Ogni nodo dovrebbe essere in realtà uno "snodo", ancor più se è wireless.
>
> Prendendo l'esempio dai modelli bittorrent e bitcoin, bisogna trovare
> nell'uso stesso del sistema l'interesse alla partecipazione e alla
> condivisione delle proprie risorse.
> Tutto qui.
> E' un'utopia?
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