Ciao a tutti.

Il giorno 09/dic/07, alle ore 10:14, Gelpi Andrea ha scritto:


Prima di tutto bisogna vedere che cosa prevedono le regole interne dell'azienda, quelle scritte seguendo le indicazioni che ci sono sul sito del Garante.

Senza tali regole scritte, le richieste sono illegali. Entrambe sono una violazione dello statuto dei lavoratori, in quanto controllo a distanza di un dipendente.


In ogni caso, bisogna tenere conto del fatto che la corrispondenza (perchè di questo si tratta, anche se elettronica) appartiene al mittente fintanto che non è letta?|consegnata?, per le norme (penali) sulla tutela dei segreti. Per la privacy, i dati personali dei corrispondenti appartengono sempre e comunque agli interessati. Ne consegue che se non è evidente che la casella è aziendale, e tale deve esserne l'uso sia dell'intestatario che dei suoi corrispondenti, un terzo non dovrebbe avere diritto a "trattare" i dati se non autorizzato, anche mediante la conoscenza implicita del fatto che i messaggi possono essere letti da parte di altri dipendenti dell'azienda.

Per questo motivo in tali casi consiglio sempre una postilla nella signature che notifica l'uso esclusivamente "aziendale" dell'email e, se previsto, che il messaggio possa essere, per l'appunto, inoltrato, condiviso (es: cartelle IMAP) o semplicemente letto.

Se questo non accade, sconsiglierei la lettura delle mail. La fidanzata che scopre che il migliore amico del dipendente, con il quale si consiglia, è omosessuale, potrebbe fare causa...

Ciao!


Luca Bechelli
Security Consultant
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