Il giorno 17/dic/07, alle ore 00:45, Luca Bechelli ha scritto:
E' una mia curiosità, nel tempo mai risolta. Chiedo se qualcuno è a conoscenza di una sentenza o disposizione legislativa che definisca *chiaramente* quando l'e-mail, qui sopra parificata alla corrispondenza epistolare, passa dallo stato "busta chiusa" a "busta aperta" e quindi diventa un comune foglio di carta che deve essere poi soggetto ad altre forme di tutela
Credo che la questione sia leggermente diversa, poiché, se non ricordo male, la classificazione come corrispondenza è determinata dal fatto che sia in transito o meno. Una volta giunta a destinazione, cessa di essere tale e diventa un documento (anche se vi sono alcune eccezioni che riguardano, però, la legge sul diritto d'autore, che pare configurare una diversa definizione di corrispondenza).
La distinzione tra busta aperta e chiusa, dunque, rileverebbe solo nel caso di corrispondenza, ovvero quando il documento è in transito. Tale è la situazione della mail finché non giunge nella sfera di disponibilità del destinatario, ovvero IMHO quando giunge al server e da quel momento è disponibile per la fruizione.
So che sono state fatte alcune ipotesi circa il momento in cui considerare una corrispondenza elettronica aperta o chiusa, ma personalmente credo che vista la ratio della norma, l'unica distinzione possibile riguardi la fruibilità del contenuto. Se il contenuto è rappresentato da testo semplice, una volta intercettata la mail esso sarà fruibile da chiunque, mentre se il contenuto sarà stato reso in qualche modo fruibile solo da soggetti "qualificati" (l'esempio più semplice è rappresentato dalla crittografia, ma il concetto è IMHO applicabile anche all'invio di un archivio protetto da password, ad esempio) allora si potrà parlare di corrispondenza chiusa.
-- Marco Meneghello - www.meneghello.net ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
