Davide Prina ha scritto:

Il software libero è accompagnato da una licenza d'uso che è "certa": per
esempio la GPL è stata emessa nel giugno del 1991 ed una volta letta si può
accettare senza rileggere nulla perché tale licenza è sempre uguale.

però diverse versoni dello stesso programma possono avere licenze diverse, ad esempio la licenza di openoffice e neooffice/j sono differenti.

Il software proprietario invece ha una licenza "non certa" perché per ogni
versione o per prodotti diversi della stessa casa la licenza può essere
diversa, inoltre per ogni upgrade/patch che si effettua si possono avere
modifiche anche sostanziali della stessa. Questo vuol dire che se accetti la
licenza di un prodotto e poi non accetti le modifiche presenti sulla patch,
allora sei costretto ad usare il prodotto buggato o cercarti un altro prodotto!

Spiegami dove non vedi in questo punto che il software libero è migliore di
quello commerciale.
la possibilità che una casa possa modificare la licenza d'uso è evidentemente una norma che la casa utilizza per tutelarsi da usi del proprio software che evidentemente teme possano danneggiarla. dal mio punto di vista, quello dell'utente, posso non acquistare un software o passare ad altro se trovo una licenza d'uso troppo restrittiva. anche questa è libertà di scelta, scelta che ovviamente non dipende soltanto da cosa mi impedisce il pacchetto di fare, ma anche quello che mi permette di fare (e meglio) rispetto ad un pacchetto opensource.

Faccio un esempio di quello che io non reputo accettabile in una licenza di un
prodotto commerciale: flash di macromedia:
http://lists.debian.org/debian-italian/2005/10/msg00663.html

il 2.b è quello che normalmente fa la guardia di finanza quando effettua un controllo per la regolarità del software. il solo pensiero che uno staff macromedia vada ing iro per il mondo a controllare le installazioni è ridicolo vorrei avere una lista completa di quante volte sia stata effettuato un controllo del genere. credo nessuna anche perché la licenza d'uso, se non erro, non può andare contro le leggi di uno stato e le norme sulla privacy al massimo possono consentire a macromedia di farmi causa e di mandarmi la finanza a casa ma non certo di guardare lei le mie macchine.

nel 2.a non ci trovo nulla di strano, esistono licenze d'uso personali o per computer, quella di macromedia è per computer e non per individuo fisico. sono stato in studi grafici che si compravano una copia di xpress e poi la installavano su dieci macchine facendo andare avanti tutto l'ufficio con una sola licenza, mi pare pacifico che una azienda che produce software cerchi di tutelare il suo lavoro.

il 3a è comprensibile nella seconda parte (distribuire copie di un programma). la legge mi permette comunque una copia di emergenza del pacchetto comprato e la legge vale più della licenza.

tecnologie tipo TC (vedi la firma). Accettare che il proprietario di un dato
software possa effettuare determinate operazioni sul vostro PC (anche se a voi
sembra che siano cose non fattibili) può garantirgli l'inpunità su operazioni
che poi potrebbero causarvi un danno.

io credo che nel momento in cui diventa sconveniente rispetare una licenza d'uso sconveniente, il pacchetto in questione viene abbandonato per qualcosa di più adeguato.

2) mi è capitato di leggere/assistere a delle "tragedie": la casa produttrice
di un software commerciale ha smesso la commercializzazione di un suo prodotto

(...)

...

Con il software libero questo non può succedere perché nel peggior caso

(...)

Qui dove non vedi la superiorità del software libero?

ovviamente se una casa abbandona un pacchetto è un problema per chi utilizzava il suddetto pacchetto. devo anche dire che di solito le altre case preparano filtri e convertitori per accalappiarsi i clienti rimasti senza casa produttrice (per non parlare dei pacchetti comperati e inglobati nella stessa casa). il software libero potrebbe sopperire a queste morti improvvise. da un certo punto di vista è un po' presto per esserne certi, da un'altro punto di vista proprio l'esempio di neooffice o di openoffice per os/2 mostra che quando un pacchetto non viene supportato perchè non ci sono gli interessi economici per supportarlo, l'opensource ha grosse difficoltà a dare un effettivo supporto al pacchetto stesso.

io invece lo uso perché è libero, altrimenti non lo userei!

partiamo da presupposti differenti.

tutte le possibili risposte e quindi poi deciderà cosa fare.

certo, d'altronde si stava solo discutendo.


f:

--
http://www.venerandi.com


---------------------------------------------------------------------
To unsubscribe, e-mail: [EMAIL PROTECTED]
For additional commands, e-mail: [EMAIL PROTECTED]

Rispondere a