Ognuno il suo, concordato assieme. Tendenzialmente i piu gettonati sono :Lunedi,Mercoledi,Venerdi
On Thu, Jun 13, 2019 at 12:58 PM Uberto Barbini [email protected] [it-torino-java-jug] <[email protected]> wrote: > > > per capire: un giorno alla settimana tutto il team lavora da casa o ognuno > si sceglie il suo giorno? > > Uberto > > On Thu, 13 Jun 2019 at 17:35, MrCrowley [email protected] > [it-torino-java-jug] <[email protected]> wrote: > >> >> >> Il mio gruppo di lavoro lavora in remoto un giorno a settimana ed è una >> gran cosa.Mi preme sottolineare anche la funzione di vantaggio del >> remote\smart working. >> Incasellandolo in precisi time frame riesco a coniugare vita privata con >> lavoro in maniera egregia. >> Con i membri del team ci conosciamo da tempo e abbiamo una serie di >> strumenti di condivisione\comunicazione che utilizziamo sia in ufficio che >> da remoto e abbiamo imparato ad essere efficaci nella comunicazione. >> >> Quindi il vantaggio di lavorare concentrati, senza interruzioni e senza >> il pensiero di dover prendere mezzi entro una certa ora per tornare a casa >> ci pemette di essere più produttivi. >> Mi risparmio chilometri e chilometri con i mezzi, riducendo le emisisoni >> di Co2, accompagno e riprendo mio figlio a scuola, facendolo studiare a >> fianco a me mentre lavoro il pomeriggio. >> Senza contare la manutenzione della caldaia,l'idraulico etc. che riesco a >> concentrare quando sono a casa :-D >> Scusate ma il pragmatismo della mezza età, ma anche questo è un vantaggio >> del lavoro in remoto >> >> >> On Thu, Jun 13, 2019 at 7:29 AM Uberto Barbini [email protected] >> [it-torino-java-jug] <[email protected]> wrote: >> >>> >>> >>> Aggiungo che ho letto da poco la regola di dhh di mantenere il rumore >>> d'ufficio a livello di una biblioteca. Mi sembra un'ottima idea ma non l'ho >>> mai vista in pratica. >>> >>> On Thu, 13 Jun 2019, 14:26 Uberto Barbini, <[email protected]> >>> wrote: >>> >>>> A volte però il pairing è anche cazzeggio e goldplating... >>>> Sicuramente in fase di inception non c'è di meglio che essere faccia a >>>> faccia. >>>> Poi però trovo che lavorare in remoto (che di per sé non mi piace) >>>> incoraggi la gente ad essere più focalizzata e disciplinata... >>>> Invece che il ba o il dev che ha una vaga domanda in testa e ti >>>> interrompe per un ora, se scrivono una email con il problema ben delineato >>>> e sanno che dovranno aspettare qualche ora per la risposta di perde molto >>>> meno tempo tutti. Sarà anche che agli inglesi piace parlare all' >>>> infinito... >>>> >>>> Impressione mia del tutto unscientific. >>>> >>>> >>>> Uberto >>>> >>>> On Thu, 13 Jun 2019, 01:29 Matteo Vaccari [email protected] >>>> [it-torino-java-jug], <[email protected]> wrote: >>>> >>>>> >>>>> >>>>> Hai ragione, le interruzioni possono essere un problema; d’altra parte >>>>> è meglio essere interrotti da un collega che ha bisogno di un informazione >>>>> e sbloccarlo, piuttosto che incoraggiare la gente a fare da soli il più >>>>> possibile. Io mi sono rassegnato a pensare che il mio lavoro consiste >>>>> principalmente nel farmi interrompere :) >>>>> >>>>> Lavorando in pair programming, però, noto che il danno prodotto da una >>>>> interruzione a quello che stiamo facendo è minore, perché il contesto di >>>>> quello che stiamo facendo non è solo in una testa ma in due. O anche >>>>> perché >>>>> il treno dei miei pensieri è più breve. Questo per me è un esempio di come >>>>> le varie pratiche di xp si supportino l’un l’altra: team room e pair >>>>> programming. >>>>> >>>>> Le interruzioni da parte di persone esterne al team sono un altro >>>>> discorso, quelle vanno limitate e incanalate in momenti appositi e >>>>> programmati. >>>>> >>>>> Il giorno mer 12 giu 2019 alle 12:19 Federico Fissore >>>>> [email protected] [it-torino-java-jug] < >>>>> [email protected]> ha scritto: >>>>> >>>>>> >>>>>> >>>>>> Non ho abbastanza esperienza per confrontare l'efficaca di un team da >>>>>> remoto con uno co-locato. >>>>>> >>>>>> Ho però constatato che in un team co-locato le interruzioni sono la >>>>>> norma, il che porta a continuo context switching, a un calo >>>>>> dell'efficaca e a quella fastidiosa sensazione a fine giornata di non >>>>>> sapere su cosa hai lavorato. >>>>>> Da remoto invece lavoro per obiettivi, da solo o con un collega. Le >>>>>> interruzioni sono asincrone, quindi mantenere la concentrazione è più >>>>>> facile. Raramente a fine giornata non ho fatto quello che mi ero >>>>>> programmato di fare. >>>>>> >>>>>> Come detto, avere una parte del team da remoto o "2 gg alla settimana >>>>>> da >>>>>> remoto" è la cosa peggiore che si può fare/avere: come hai accennato, >>>>>> per lavorare da remoto bisogna imparare a comunicare in modo diverso, >>>>>> e >>>>>> avere "alcuni colleghi qui, altri là" ti costringe a un continuo >>>>>> saltellare fra queste modalità, creando più problema che altro. >>>>>> >>>>>> federico >>>>>> >>>>>> Matteo Vaccari [email protected] [it-torino-java-jug] ha >>>>>> scritto >>>>>> il 12/06/19 alle 11:25: >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > Beh tutto vero, ma resta il fatto che per un team, lavorare in >>>>>> presenza >>>>>> > nella stessa stanza è parecchio più efficace che in remoto. Più >>>>>> > efficace== riesci a fare di più e meglio in meno tempo. Tanto che >>>>>> in XP >>>>>> > e Scrum fa parte della definizione del processo lavorare tutti >>>>>> nello >>>>>> > stesso spazio fisico. >>>>>> > >>>>>> > Poi se non si può si adottano contromisure per rendere la >>>>>> comunicazione >>>>>> > remota un po’ meno inefficace di quella in presenza. Dove lavoro io >>>>>> > abbiamo una parte del team che lavora da remoto, e una parte >>>>>> importante >>>>>> > del processo è fare una inception tutti in loco con il cliente per >>>>>> 2-3 >>>>>> > settimane. Questo ti permette di costruire rapporti personali con >>>>>> le >>>>>> > persone, in modo che poi quando sei in remoto ti capisci meglio. >>>>>> Poi >>>>>> > facciamo periodi a rotazione in cui un remoto va dal cliente o >>>>>> viceversa >>>>>> > (sono appena tornato da una settimana in India) >>>>>> > >>>>>> > Il nostro contesto è (1) sviluppo custom, siamo una azienda di >>>>>> servizi >>>>>> > non di prodotto, e (2) lavoro in team; in tanti posti il lavoro non >>>>>> è >>>>>> > veramente in team, ci sono solo individui che fanno la loro parte >>>>>> > coordinati da qualcuno. In questo contesto la presenza in team room >>>>>> è >>>>>> > cruciale IMO >>>>>> > >>>>>> > Il giorno gio 23 mag 2019 alle 10:24 Marco Bartolini >>>>>> [email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected]> [it-torino-java-jug] >>>>>> > <[email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected] >>>>>> <[email protected]>>> ha scritto: >>>>>> > >>>>>> > __ >>>>>> > >>>>>> > Io ho la possibilita' di lavorare remoto dal 2016, in Italia e' >>>>>> > sempre stata un eccezione, la maggior parte delle aziende per cui ho >>>>>> > lavorato grandi/medie/piccole non sono mai state capaci di tracciare >>>>>> > obiettivi/partecipazione/risultati in maniera efficiente, quindi >>>>>> > l'unica parvenza di controllo era quella di averti in ufficio alla >>>>>> > scrivania, che fa molto industria 1800... >>>>>> > >>>>>> > Qui in Workday c'e' una policy per il lavoro da casa tutta a carico >>>>>> > del manager del team, puoi lavorare da casa 100% del tempo o solo >>>>>> > quando ti serve, puoi lavorare da altre nazioni a patto che il >>>>>> > reparto HR approvi la richiesta, diciamo che quando le dimensioni >>>>>> > aumentano, avendo team distribuiti in diverse time zone il concetto >>>>>> > di "lavoro da remoto" cambia, perche' praticamente e' sempre da >>>>>> > remoto anche quando sei in ufficio e lavorando da casa >>>>>> > oggettivamente non cambia nulla a quel punto. >>>>>> > >>>>>> > La differenza grossa va sulla parte di team bonding secondo me, >>>>>> > quando lavori remoto full time e parte del team si vede tutti i >>>>>> > giorni in ufficio, diventi un membro astratto del team e ti perdi >>>>>> > tutte le conversazioni che non avvengono in chat/video, questo a >>>>>> > lungo andare si riflette su produttivita' e incisivita' nelle scelte >>>>>> > a mio parere. >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > On Thu, 23 May 2019 at 07:59, Daniela Ruggeri [email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected]> [it-torino-java-jug] >>>>>> > <[email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected]>> wrote: >>>>>> > >>>>>> > __ >>>>>> > >>>>>> > Riguardo allo strumento di collaborazione, ho un amico che ha >>>>>> > sviluppato un prodotto per la condivisione della conoscenza e >>>>>> > affiancamento professionale per i dipendenti di un'azienda....... >>>>>> > Ha dei clienti delle risorse umane molte interessati al prodotto. >>>>>> > Potreste darmi un feedback, c'è la possibilità di provarlo >>>>>> > >>>>>> > http://www.itcoach.it/ >>>>>> > >>>>>> > Ciao :-) >>>>>> > Daniela >>>>>> > >>>>>> > Key GPG ID: AA2DA887 -- >>>>>> > Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo >>>>>> > Alan Key <https://it.wikiquote.org/wiki/Alan_Kay> >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > Il giovedì 23 maggio 2019, 00:07:06 CEST, Carlo Bottiglieri >>>>>> > [email protected] <mailto:[email protected]> >>>>>> > [it-torino-java-jug] <[email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected]>> ha scritto: >>>>>> >>>>>> >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > Eccomi, scusate il ritardo, pensavo di riuscire a rispondere dal >>>>>> > treno ieri, ma avevo fatto over-commitment. >>>>>> > >>>>>> > La mia opinione sul lavoro remoto in generale è la seguente: >>>>>> > Una società attrezzata e abituata, con le persone e le pratiche >>>>>> > giuste, puo' permettersi persone remote anche al 100% e lavorare >>>>>> > benissimo. >>>>>> > >>>>>> > Anche cosi' pero' la creatività e l'efficacia di team sono >>>>>> > leggermente sub-ottimali : ad esempio, è stata menzionata la >>>>>> > tendenza del remotista a prima esaurire le piste da solo e in >>>>>> > fine chiedere; è verissimo e io personalmente lo adoro perché mi >>>>>> > piace imparare da solo, ma ho dovuto riconoscere che non é >>>>>> > sempre l'approccio piu' produttivo, se hai di fronte persone >>>>>> > brave che sanno spiegare. >>>>>> > Io trovo che un team dove chiunque chiede e offre aiuto >>>>>> > costantemente, con creazione di binomi al volo per risolvere un >>>>>> > problema, sia molto produttivo, ma soprattutto tende a una buona >>>>>> > distribuzione del rispetto reciproco con poco sforzo; questo >>>>>> > aiuta ad aumentare la fiducia e permette discussioni >>>>>> > costruttive, una rarità. >>>>>> > >>>>>> > Inoltre non ho ancora trovato uno strumento di collaborazione >>>>>> > remota pari a due persone e una lavagna (e includo anche un paio >>>>>> > di surface-hub da 50'', che dovrebbero esserne il perfetto >>>>>> > equivalente). >>>>>> > >>>>>> > Quindi la mia preferenza è creare un ambiente di lavoro bello e >>>>>> > comodo, con tantissimi whiteboards, di facile accesso, con >>>>>> > ottimi ingegneri che non vivano troppo lontano. >>>>>> > A team stabile, con la giusta infrastruttura e abitudini, non ho >>>>>> > nulla contro pescare un eccellente sviluppatore che vive lontano >>>>>> > e averlo da remoto se non riesco a convincerlo a trasferirsi. >>>>>> > >>>>>> > Ho letto le altre opinioni e vorrei specificare che non sto >>>>>> > parlando di relazioni cliente-fornitore, parlo della mia >>>>>> > preferenza nel contesto di team R&D dentro una società che fa >>>>>> > software come prodotto finito o per sè stessa, con i suoi >>>>>> > dipendenti. Mi sembra ridicolo imporre la presenza fisica nel >>>>>> > contesto di consulenze con dinamiche di team irrilevanti e in >>>>>> > cui la contribuzione del singolo è la chiave del risultato. >>>>>> > >>>>>> > Nel caso specifico del mio nuovo lavoro c'è quasi tutto da >>>>>> > costruire, a partire dai team, e sarà un'organizzazione in cui >>>>>> > ogni team include tutti i ruoli, dal business agli sviluppatori, >>>>>> > tutti allo stesso livello, a doppia guida, tecnica e stakeholder >>>>>> > finale. All'inizio ci sarà troppo da perdere a non avere team >>>>>> > fisici. >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > On Wed, May 22, 2019 at 9:58 PM Alberto Lagna >>>>>> >>>>>> > [email protected] <mailto:[email protected]> >>>>>> > [it-torino-java-jug] <[email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected]>> wrote: >>>>>> > >>>>>> > __ >>>>>> >>>>>> >>>>>> > >>>>>> > Mah, io negli ultimi tre anni ho lavorato prima per >>>>>> > un'azienda di Roma e poi per una di Pavia, tre giorni on >>>>>> > site e due giorni offsite. >>>>>> > Poichè erano grandi aziende, comunque quando dovevo parlare >>>>>> > con una persona lo facevo sovente via chat o al telefono, >>>>>> > anche se ero in ufficio. Poichè molti lavoravano nella mia >>>>>> > modalità capitava sovente di fare riunioni con il 50% delle >>>>>> > persone via skype... >>>>>> > Mi sono sempre trovato bene con le persone che come me >>>>>> > facevano smart working, perchè, come si diceva, il lavoro >>>>>> > remoto deve essere un po' nelle corde delle persone. Se in >>>>>> > una call parli piano, mostri dei disegni alle persone che >>>>>> > sono vicino a te, ovviamente non faciliti la comunicazione >>>>>> > remota.... >>>>>> > Diciamo che forse proprio solo nelle call con persone non >>>>>> > abituate al lavoro remoto ho fatto fatica. >>>>>> > Noi eravamo avantaggiati perchè tutti nello stesso fuso >>>>>> > orario, ma diciamo che comunque c'erano delle fasce di >>>>>> > compresenza e anche se non fisicamente in ufficio, non mi è >>>>>> > quasi mai capitato di non raggiungere un collega perchè era >>>>>> > ai caraibi e lavorava in un fuso orario completamente >>>>>> > diverso dal mio. >>>>>> > >>>>>> > (my eu cent) >>>>>> > ciao e grazie >>>>>> > Alberto >>>>>> > >>>>>> > Alberto Lagna - Software Architect >>>>>> > cell. +39 333 3138664- skype alagna >>>>>> > email: [email protected] >>>>>> >>>>>> > <mailto:[email protected]> >>>>>> > pec: [email protected] >>>>>> > <mailto:[email protected]> >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> > >>>>>> >>>>>> >> >> -- >> >> "If none of us believes in war...can you tell me what the weapon for..." >> Ozzy Killer of Giants >> >> > -- "If none of us believes in war...can you tell me what the weapon for..." Ozzy Killer of Giants
