Il mio gruppo di lavoro lavora in remoto un giorno a settimana ed è una
gran cosa.Mi preme sottolineare anche la funzione di vantaggio del
remote\smart working.
Incasellandolo in precisi time frame riesco a coniugare vita privata con
lavoro in maniera egregia.
Con i membri del team ci conosciamo da tempo e abbiamo una serie di
strumenti di condivisione\comunicazione che utilizziamo sia in ufficio che
da remoto e abbiamo imparato ad essere efficaci nella comunicazione.

Quindi il vantaggio di lavorare concentrati, senza interruzioni e senza il
pensiero di dover prendere mezzi entro una certa ora per tornare a casa ci
pemette di essere più produttivi.
Mi risparmio chilometri e chilometri con i mezzi, riducendo le emisisoni di
Co2, accompagno e riprendo mio figlio a scuola, facendolo studiare a fianco
a me mentre lavoro il pomeriggio.
Senza contare la manutenzione della caldaia,l'idraulico etc. che riesco a
concentrare quando sono a casa :-D
Scusate ma il pragmatismo della mezza età, ma anche questo è un vantaggio
del lavoro in remoto


On Thu, Jun 13, 2019 at 7:29 AM Uberto Barbini [email protected]
[it-torino-java-jug] <[email protected]> wrote:

>
>
> Aggiungo che ho letto da poco la regola di dhh di mantenere il rumore
> d'ufficio a livello di una biblioteca. Mi sembra un'ottima idea ma non l'ho
> mai vista in pratica.
>
> On Thu, 13 Jun 2019, 14:26 Uberto Barbini, <[email protected]> wrote:
>
>> A volte però il pairing è anche cazzeggio e goldplating...
>> Sicuramente in fase di inception non c'è di meglio che essere faccia a
>> faccia.
>> Poi però trovo che lavorare in remoto (che di per sé non mi piace)
>> incoraggi la gente ad essere più focalizzata e disciplinata...
>> Invece che il ba o il dev che ha una vaga domanda in testa e ti
>> interrompe per un ora, se scrivono una email con il problema ben delineato
>> e sanno che dovranno aspettare qualche ora per la risposta di perde molto
>> meno tempo tutti. Sarà anche che agli inglesi piace parlare all'
>> infinito...
>>
>> Impressione mia del tutto unscientific.
>>
>>
>> Uberto
>>
>> On Thu, 13 Jun 2019, 01:29 Matteo Vaccari [email protected]
>> [it-torino-java-jug], <[email protected]> wrote:
>>
>>>
>>>
>>> Hai ragione, le interruzioni possono essere un problema; d’altra parte è
>>> meglio essere interrotti da un collega che ha bisogno di un informazione e
>>> sbloccarlo, piuttosto che incoraggiare la gente a fare da soli il più
>>> possibile. Io mi sono rassegnato a pensare che il mio lavoro consiste
>>> principalmente nel farmi interrompere :)
>>>
>>> Lavorando in pair programming, però, noto che il danno prodotto da una
>>> interruzione a quello che stiamo facendo è minore, perché il contesto di
>>> quello che stiamo facendo non è solo in una testa ma in due. O anche perché
>>> il treno dei miei pensieri è più breve. Questo per me è un esempio di come
>>> le varie pratiche di xp si supportino l’un l’altra: team room e pair
>>> programming.
>>>
>>> Le interruzioni da parte di persone esterne al team sono un altro
>>> discorso, quelle vanno limitate e incanalate in momenti appositi e
>>> programmati.
>>>
>>> Il giorno mer 12 giu 2019 alle 12:19 Federico Fissore [email protected]
>>> [it-torino-java-jug] <[email protected]> ha scritto:
>>>
>>>>
>>>>
>>>> Non ho abbastanza esperienza per confrontare l'efficaca di un team da
>>>> remoto con uno co-locato.
>>>>
>>>> Ho però constatato che in un team co-locato le interruzioni sono la
>>>> norma, il che porta a continuo context switching, a un calo
>>>> dell'efficaca e a quella fastidiosa sensazione a fine giornata di non
>>>> sapere su cosa hai lavorato.
>>>> Da remoto invece lavoro per obiettivi, da solo o con un collega. Le
>>>> interruzioni sono asincrone, quindi mantenere la concentrazione è più
>>>> facile. Raramente a fine giornata non ho fatto quello che mi ero
>>>> programmato di fare.
>>>>
>>>> Come detto, avere una parte del team da remoto o "2 gg alla settimana
>>>> da
>>>> remoto" è la cosa peggiore che si può fare/avere: come hai accennato,
>>>> per lavorare da remoto bisogna imparare a comunicare in modo diverso, e
>>>> avere "alcuni colleghi qui, altri là" ti costringe a un continuo
>>>> saltellare fra queste modalità, creando più problema che altro.
>>>>
>>>> federico
>>>>
>>>> Matteo Vaccari [email protected] [it-torino-java-jug] ha
>>>> scritto
>>>> il 12/06/19 alle 11:25:
>>>> >
>>>> >
>>>> > Beh tutto vero, ma resta il fatto che per un team, lavorare in
>>>> presenza
>>>> > nella stessa stanza è parecchio più efficace che in remoto.. Più
>>>> > efficace== riesci a fare di più e meglio in meno tempo. Tanto che in
>>>> XP
>>>> > e Scrum fa parte della definizione del processo lavorare tutti nello
>>>> > stesso spazio fisico.
>>>> >
>>>> > Poi se non si può si adottano contromisure per rendere la
>>>> comunicazione
>>>> > remota un po’ meno inefficace di quella in presenza. Dove lavoro io
>>>> > abbiamo una parte del team che lavora da remoto, e una parte
>>>> importante
>>>> > del processo è fare una inception tutti in loco con il cliente per
>>>> 2-3
>>>> > settimane. Questo ti permette di costruire rapporti personali con le
>>>> > persone, in modo che poi quando sei in remoto ti capisci meglio. Poi
>>>> > facciamo periodi a rotazione in cui un remoto va dal cliente o
>>>> viceversa
>>>> > (sono appena tornato da una settimana in India)
>>>> >
>>>> > Il nostro contesto è (1) sviluppo custom, siamo una azienda di
>>>> servizi
>>>> > non di prodotto, e (2) lavoro in team; in tanti posti il lavoro non è
>>>> > veramente in team, ci sono solo individui che fanno la loro parte
>>>> > coordinati da qualcuno. In questo contesto la presenza in team room è
>>>> > cruciale IMO
>>>> >
>>>> > Il giorno gio 23 mag 2019 alle 10:24 Marco Bartolini
>>>> [email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]> [it-torino-java-jug]
>>>> > <[email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]
>>>> <[email protected]>>> ha scritto:
>>>> >
>>>> > __
>>>> >
>>>> > Io ho la possibilita' di lavorare remoto dal 2016, in Italia e'
>>>> > sempre stata un eccezione, la maggior parte delle aziende per cui ho
>>>> > lavorato grandi/medie/piccole non sono mai state capaci di tracciare
>>>> > obiettivi/partecipazione/risultati in maniera efficiente, quindi
>>>> > l'unica parvenza di controllo era quella di averti in ufficio alla
>>>> > scrivania, che fa molto industria 1800...
>>>> >
>>>> > Qui in Workday c'e' una policy per il lavoro da casa tutta a carico
>>>> > del manager del team, puoi lavorare da casa 100% del tempo o solo
>>>> > quando ti serve, puoi lavorare da altre nazioni a patto che il
>>>> > reparto HR approvi la richiesta, diciamo che quando le dimensioni
>>>> > aumentano, avendo team distribuiti in diverse time zone il concetto
>>>> > di "lavoro da remoto" cambia, perche' praticamente e' sempre da
>>>> > remoto anche quando sei in ufficio e lavorando da casa
>>>> > oggettivamente non cambia nulla a quel punto.
>>>> >
>>>> > La differenza grossa va sulla parte di team bonding secondo me,
>>>> > quando lavori remoto full time e parte del team si vede tutti i
>>>> > giorni in ufficio, diventi un membro astratto del team e ti perdi
>>>> > tutte le conversazioni che non avvengono in chat/video, questo a
>>>> > lungo andare si riflette su produttivita' e incisivita' nelle scelte
>>>> > a mio parere.
>>>> >
>>>> >
>>>> > On Thu, 23 May 2019 at 07:59, Daniela Ruggeri [email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]> [it-torino-java-jug]
>>>> > <[email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]>> wrote:
>>>> >
>>>> > __
>>>> >
>>>> > Riguardo allo strumento di collaborazione, ho un amico che ha
>>>> > sviluppato un prodotto per la condivisione della conoscenza e
>>>> > affiancamento professionale per i dipendenti di un'azienda.....
>>>> > Ha dei clienti delle risorse umane molte interessati al prodotto.
>>>> > Potreste darmi un feedback, c'è la possibilità di provarlo
>>>> >
>>>> > http://www.itcoach.it/
>>>> >
>>>> > Ciao :-)
>>>> > Daniela
>>>> >
>>>> > Key GPG ID: AA2DA887 --
>>>> > Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo
>>>> > Alan Key <https://it.wikiquote.org/wiki/Alan_Kay>
>>>> >
>>>> >
>>>> > Il giovedì 23 maggio 2019, 00:07:06 CEST, Carlo Bottiglieri
>>>> > [email protected] <mailto:[email protected]>
>>>> > [it-torino-java-jug] <[email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]>> ha scritto:
>>>>
>>>>
>>>> >
>>>> >
>>>> > Eccomi, scusate il ritardo, pensavo di riuscire a rispondere dal
>>>> > treno ieri, ma avevo fatto over-commitment.
>>>> >
>>>> > La mia opinione sul lavoro remoto in generale è la seguente:
>>>> > Una società attrezzata e abituata, con le persone e le pratiche
>>>> > giuste, puo' permettersi persone remote anche al 100% e lavorare
>>>> > benissimo.
>>>> >
>>>> > Anche cosi' pero' la creatività e l'efficacia di team sono
>>>> > leggermente sub-ottimali : ad esempio, è stata menzionata la
>>>> > tendenza del remotista a prima esaurire le piste da solo e in
>>>> > fine chiedere; è verissimo e io personalmente lo adoro perché mi
>>>> > piace imparare da solo, ma ho dovuto riconoscere che non é
>>>> > sempre l'approccio piu' produttivo, se hai di fronte persone
>>>> > brave che sanno spiegare.
>>>> > Io trovo che un team dove chiunque chiede e offre aiuto
>>>> > costantemente, con creazione di binomi al volo per risolvere un
>>>> > problema, sia molto produttivo, ma soprattutto tende a una buona
>>>> > distribuzione del rispetto reciproco con poco sforzo; questo
>>>> > aiuta ad aumentare la fiducia e permette discussioni
>>>> > costruttive, una rarità.
>>>> >
>>>> > Inoltre non ho ancora trovato uno strumento di collaborazione
>>>> > remota pari a due persone e una lavagna (e includo anche un paio
>>>> > di surface-hub da 50'', che dovrebbero esserne il perfetto
>>>> > equivalente).
>>>> >
>>>> > Quindi la mia preferenza è creare un ambiente di lavoro bello e
>>>> > comodo, con tantissimi whiteboards, di facile accesso, con
>>>> > ottimi ingegneri che non vivano troppo lontano.
>>>> > A team stabile, con la giusta infrastruttura e abitudini, non ho
>>>> > nulla contro pescare un eccellente sviluppatore che vive lontano
>>>> > e averlo da remoto se non riesco a convincerlo a trasferirsi.
>>>> >
>>>> > Ho letto le altre opinioni e vorrei specificare che non sto
>>>> > parlando di relazioni cliente-fornitore, parlo della mia
>>>> > preferenza nel contesto di team R&D dentro una società che fa
>>>> > software come prodotto finito o per sè stessa, con i suoi
>>>> > dipendenti. Mi sembra ridicolo imporre la presenza fisica nel
>>>> > contesto di consulenze con dinamiche di team irrilevanti e in
>>>> > cui la contribuzione del singolo è la chiave del risultato.
>>>> >
>>>> > Nel caso specifico del mio nuovo lavoro c'è quasi tutto da
>>>> > costruire, a partire dai team, e sarà un'organizzazione in cui
>>>> > ogni team include tutti i ruoli, dal business agli sviluppatori,
>>>> > tutti allo stesso livello, a doppia guida, tecnica e stakeholder
>>>> > finale. All'inizio ci sarà troppo da perdere a non avere team
>>>> > fisici.
>>>> >
>>>> >
>>>> > On Wed, May 22, 2019 at 9:58 PM Alberto Lagna
>>>>
>>>> > [email protected] <mailto:[email protected]>
>>>> > [it-torino-java-jug] <[email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]>> wrote:
>>>> >
>>>> > __
>>>>
>>>>
>>>> >
>>>> > Mah, io negli ultimi tre anni ho lavorato prima per
>>>> > un'azienda di Roma e poi per una di Pavia, tre giorni on
>>>> > site e due giorni offsite.
>>>> > Poichè erano grandi aziende, comunque quando dovevo parlare
>>>> > con una persona lo facevo sovente via chat o al telefono,
>>>> > anche se ero in ufficio. Poichè molti lavoravano nella mia
>>>> > modalità capitava sovente di fare riunioni con il 50% delle
>>>> > persone via skype...
>>>> > Mi sono sempre trovato bene con le persone che come me
>>>> > facevano smart working, perchè, come si diceva, il lavoro
>>>> > remoto deve essere un po' nelle corde delle persone. Se in
>>>> > una call parli piano, mostri dei disegni alle persone che
>>>> > sono vicino a te, ovviamente non faciliti la comunicazione
>>>> > remota....
>>>> > Diciamo che forse proprio solo nelle call con persone non
>>>> > abituate al lavoro remoto ho fatto fatica.
>>>> > Noi eravamo avantaggiati perchè tutti nello stesso fuso
>>>> > orario, ma diciamo che comunque c'erano delle fasce di
>>>> > compresenza e anche se non fisicamente in ufficio, non mi è
>>>> > quasi mai capitato di non raggiungere un collega perchè era
>>>> > ai caraibi e lavorava in un fuso orario completamente
>>>> > diverso dal mio.
>>>> >
>>>> > (my eu cent)
>>>> > ciao e grazie
>>>> > Alberto
>>>> >
>>>> > Alberto Lagna - Software Architect
>>>> > cell. +39 333 3138664- skype alagna
>>>> > email: [email protected]
>>>>
>>>> > <mailto:[email protected]>
>>>> > pec: [email protected]
>>>> > <mailto:[email protected]>
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"If none of us believes in war...can you tell me what the weapon for..."
Ozzy Killer of Giants

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